Medio Campidano, non lasciamo morire i nostri comuni
di Fulvio Tocco ______________________ [caption id="attachment_74674" align="alignleft" width="233"] Fulvio Tocco[/caption] Per noi mediocampidanesi, salvaguardare la dignità dei comuni rurali deve essere la parola d’ordine attuale e dei prossimi anni. Occorre una capacità politica più reattiva rispetto al recente passato, che con la crisi del 2008 -2009 ha mostrato tutti i suoi limiti, con l’Italia che nell’anno 2011 ha rischiato seriamente di finire in bancarotta. I governi nazionali che si sono succeduti, anziché riflettere giudiziosamente su ciò che stava succedendo nell’Italia dei privilegi, hanno scelto di indebolire ulteriormente gli Enti locali, con sciagurate decisioni di prosciugamento finanziario anti cittadino, anti territorio, anti impresa. La “distruzione” degli Enti intermedi, avvenuta in Sardegna per la responsabilità primaria di una classe politica, incapace di mettersi nei panni dei cittadini più bisognosi, è stata devastante. Ha impedito per otto anni la capacità d’incidere, dal basso verso l’alto, per dare una mano al miglioramento del sistema Sardegna, bloccato da oltre un decennio, prima ancora della crisi del 2008-2009. Sulla questione anche gli stessi professoroni di diritto hanno le loro responsabilità, rimasti palesemente silenti, durante la campagna referendaria anti territorio. Infelicemente, gli ultimi a non riconoscere il disastro combinato, sono state proprio le classi dirigenti dei partiti politici del periodo, fatalmente lontane dalla realtà. Il loro silenzio, successivo al risultato referendario del 2012, ne è la riprova. Questo è il rischio che può accadere oggi se i comuni non faranno unione, con un linguaggio aperto, per proporre delle soluzioni dal basso finalizzate alla produzione della ricchezza per tutti e al mantenimento degli ecosistemi. La questione dello sviluppo non può essere solo prerogativa del sistema regione. Sappiamo benissimo che è lento ed inefficiente! Occorre cambiare modello. Si partecipa anche dal basso per creare il “contenitore” dove far poggiare i Progetti territoriali, rimuovendo gli schemi che hanno immobilizzato lo sviluppo. Quando, in sede regionale, nacque il provvedimento per la “Tutela del suolo” attraverso l’incentivazione dei seminativi, la proposta nacque dal basso non dagli uffici regionali. Una volta trovato l’alveo giusto, nel contenitore della programmazione regionale, i coltivatori hanno potuto godere dei benefici di questo provvedimento come loro stessi avevano ipotizzato. Ma anche nella pianificazione dell’Ente intermedio, la valorizzazione delle leguminose, dello zafferano, del suino di razza sarda, del melone in asciutto e la tutela delle api nel periodo in cui vennero falcidiate dalla varroa, partirono dal basso e per questo furono in tanti, circa 1550 imprese, ad aderire ai diversi bandi pubblicati dalla Provincia Verde. Questa lunga crisi, accompagnata dalla attuale pandemia planetaria, ci ha messo nella c ...
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