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Università di Cagliari, fissata per il 4 marzo la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, slittata dallo scorso novembre

È stato ed è tuttora un lavoro di squadra, quello che consente di organizzare le celebrazioni per i 400 anni dell’Università degli studi di Cagliari. Più forte della pandemia e nonostante le limitazioni, imposte a tutti, per prevenire il rischio del contagio da coronavirus. I 400 anni dell’Ateneo colorano la città di Cagliari: in queste settimane si è completato il posizionamento degli stendardi decorativi sulle facciate dei principali edifici dell’Ateneo in linea con il messaggio di comunicazione che l’Università cagliaritana ha deciso di utilizzare per festeggiare, insieme al territorio, il traguardo raggiunto:  “uniti nel sapere da 400 anni “. “Ricerca. Conoscenza. Territorio”, “Società. Innovazione. Competenza”, “Cultura. Storia. Crescita”, e “Scoperta. Studio. Passione” sono le combinazioni di parole scelte per raccontare questi secoli di storia dell’Ateneo. Il logo dei 400 anni colorerà in diverse occasioni la Torre dell’Elefante e le strade cittadine  di Cagliari e di Monserrato. L’idea creativa della campagna promozionale è in continuità con il marchio celebrativo dei 400 anni, ideato e realizzato da Stefano Asili; il concept, a cura dell’agenzia Addv, è un chiaro invito a celebrare un anniversario che riguarda tutte e tutti, che conferma il grande senso di appartenenza di tutto il personale universitario e che trova nelle studentesse e negli studenti, nei loro sogni, nei loro progetti, l’importanza che riveste l’Università nella società e nella vita di ciascuno di noi. Il programma completo degli eventi di celebrazione è online, consultabile alla pagina web https://www.unica.it/unica/it/unica_400_anni_programma.page . Si è appena concluso con grande successo e partecipazione il calendario degli eventi organizzati dalla Facoltà di Studi Umanistici e prenderà avvio, nel mese di febbraio, quello organizzato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia a cui faranno seguito i programmi delle iniziative promosse dalle altre Facoltà (in ordine temporale: Scienze, Scienze Economiche Giuridiche e Politiche, Ingegneria e Architettura,  Biologia e Farmacia). Mentre il palazzo Belgrano ospita al piano terra la mostra dedicata alla storia dell’Università, visitabile negli orari di apertura dello stabile, il portale dell’Ateneo presenta “400: una storia UniCa”, la piattaforma multimediale (https://400.unica.it/) coordinata da Giampaolo Salice che racconta, con varie sottosezioni,  i quattro secoli di vita dell’Ateneo, con un grande spazio dedicato ai protagonisti e a tante curiosità sul nostro Ateneo raccolte anche all’interno del volume “L’Università e i suoi Rettori” pubblicato da Ilisso e presentato lo scorso 15 ottobre nell’ambito del programma delle celebrazioni. Numerosi video spot e video documentari sono presenti sui principali social network e sul portale dell’Ateneo. Un lavoro di squadra reso possibile dal coordinamento dell’Ufficio di Gabinetto del R ...

Alle radici della violenza

di Alice Bandino* ___________________   [caption id="attachment_18850" align="alignleft" width="253"] Dott.ssa Alice Bandino[/caption] Abbiamo atteso con speranza l’arrivo del nuovo anno, psicologicamente stremati dal precedente: abbiamo sperimentato sulla nostra pelle che dopo un evento traumatico, come questa pandemia, la vita cambia; grado e intensità del cambiamento avvengono in base alla quota emotiva relativa al  “cosa” e al “quanto” ci ha tolto a livello fisico, emotivo, economico o socio-politico che sia. L’accettazione dei cambiamenti avvenuti, apre quel percorso di “nuova” normalità, ed è proprio in questa delicata fase di accettazione del cambiamento che l’individuo è più vulnerabile, in bilico tra la certezza della normalità passata e l’incertezza della nuova normalità. Ai vulnerabili di cui parlavamo nelle rubriche di Marzo 2020 si sono ora aggiunte altre categorie di vulnerabili: a inizio pandemia parlavamo dell’importanza di tutelare anziani e immunodepressi, ovvero coloro che in caso di contagio avrebbero rischiato maggiori complicanze nel decorso della malattia; dopo un anno e con due milioni di persone morte nel mondo per cause riconducibili al virus, ci ritroviamo con il vaccino come ultima spiaggia nella lotta contro il virus e con intere categorie di cittadini che in questo anno hanno perso non solo un lavoro o una limitazione in termini di libertà, ma anche un affetto importante, un parente o un amico che indipendentemente dall’età faceva parte della propria vita affettiva. Dolore, rabbia, tristezza, paura, disgusto, son le emozioni negative maggiormente sperimentate dagli utenti che si rivolgono agli sportelli d’ascolto in Italia e che chiedono un sostegno psicologico per far fronte all’emergenza: persone che non riconoscono più le loro reazioni, vittime o esecutori di dinamiche violente, atti autolesionistici, aumento di stati d’ansia e panico, aumento della richiesta di psicofarmaci, aumento dell’uso di sostanze e dei dispositivi elettronici, ritrosia nell’accedere alla sanità pubblica per paura dei contagi, diminuzione o perdita del lavoro, persone che hanno perso un caro senza averlo potuto salutare o senza avergli potuto dire abbastanza cosa rappresentasse per loro, paura per il futuro. La comunità degli Psicologi è unita nel chiedere ai governi di non sottovalutare l’impatto psicologico che questa pandemia sta avendo sulle persone e non solo a breve termine. Oltre agli anziani o agli ammalati che risentono dell’isolamento dagli affetti e temono per la loro vita e agli adulti lavoratori disoccupati, ci son due o tre generazioni di minori che hanno vissuto un anno di pandemia senza aver scelte;  Save the Children ha stilato un rapporto sulle conseguenze della pandemia sui bambini nel mondo, da noi in Italia un milione di minori in più potrebbe scivolare nella povertà assoluta, il doppio rispetto a quelli del 2019. La chiusura delle scuole ha amplificato ...

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