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Ratifica gemellaggio: Sardara ospita una delegazione di Pernik, cittadina bulgara
La comunità di Sardara rinnova il suo legame con la cittadina bulgara di Pernik con la ratifica del gemellaggio siglato nel giugno dello scorso anno in Bulgaria. Il sodalizio avviato nell’ambito di un progetto promosso dal circolo dei sardi “Sardica” di Sofia, consente di attivare e consolidare degli scambi interculturali e turistici tra le due cittadine. I diversi elementi comuni tra cui un pozzo megalitico, la condivisione di una parte della storia mineraria della propria regione, le produzioni artigianali tradizionali costituiscono quel fil rouge sul quale costruire una serie di iniziative di valorizzazione e promozione delle risorse locali attraverso l’attuazione di progetti condivisi. L’Amministrazione comunale di Sardara, con il supporto organizzativo della cooperativa Villa Abbas, società di gestione dei beni culturali del comune, ospiterà in concomitanza dei festeggiamenti in onore di Santa Maria de is Aquas la delegazione bulgara composta da Viara Zerkovska e Vladislav Karailiev rispettivamente Sindaco e vice sindaco di Pernik, Radoslava Manova segretario generale comune di Pernik, Anelia Slavova funzionaria capo, comune Pernik, Vasil Uzunov, sindaco di Breznik, Emil Kostadinov, sindaco della circoscrizione di Pernik Istok. Nelle due giornate di missione, oltre a ratificare il gemellaggio con un incontro istituzionale sabato 15 settembre alle 10, nella sede del Consiglio Comunale in Villa Diana, gli ospiti provenienti dalla Bulgaria, saranno accompagnati in un tour del centro storico, area archeologica di S. Anastasia, museo Villa Abbas e le Terme. «La loro visita a Sardara», afferma Ercole Melis, Assessore al turismo, «sarà impreziosita dal vivere un’esperienza unica immergendosi, come cittadini sardaresi, nell’atmosfera quasi senza tempo dei festeggiamenti in onore di Santa Mariaquas, patrona delle Diocesi di Ales-Terralba. Nella loro permanenza a Sardara potranno inoltre degustare alcune produzioni agroalimentari locali di eccellenza ed apprezzare le lavorazioni artigianali». ...
Leggi di piùFigure del passato: su Bandidori de forru
“Su bandidori”, nel caso specifico “Su Bandidori de Forru”, e non ce ne voglia il grande Giovanni Battista Tuveri se, nella lingua madre, Collinas continua a essere indicato come “Forru”, era una figura tanto importante quanto caratteristica che aveva, quale compito principale, quello di divulgare le ordinanze del sindaco o le prescrizioni della compagnia barracellare. La sua attività comprendeva anche, dietro modico compenso, il compito di fare eventuali annunci commissionati da cittadini privati, per smarrimenti di animali, oggetti vari, ecc, o notizie di carattere commerciale su incarico degli esercenti locali o da parte di ambulanti di passaggio. Era considerato una sorta di libero professionista e, come tale, per ogni prestazione riceveva un modico compenso. Generalmente l’incarico di banditore veniva conferito dal Comune, a persone che per lo stesso svolgevano altri incarichi, quali operai comuni, addetti al cimitero ecc. o, alternativamente, a cittadini in condizioni socialmente disagiate. Per le prestazioni commissionate dal Comune, veniva di volta in volta retribuito in misura prestabilita, mentre per quelle provenienti da privati si poteva giungere anche a una sorta di contrattazione preventiva, arrivando persino a una retribuzione in natura. Tutte le mattine. Il Banditore si presentava al Municipio per ricevere gli eventuali incarichi, cosa non semplice poiché si trattava in genere di analfabeti, ai quali bisognava ripetere più volte il messaggio per consentire una perfetta memorizzazione. Qualche volta, l’acquisizione di più messaggi creava qualche leggero problema di sovrapposizione, specie in fase di trasmissione, problemi che il Banditore risolveva di volta in volta con opportune precisazioni in favore dei cittadini. Impressi a dovere i messaggi, munito dell’immancabile trombetta usata per richiamare l’attenzione dei cittadini, cominciava il suo giro quotidiano per le strade del paese, soffermandosi nei punti strategici fissi, predeterminati al fine di assicurare una migliore ricezione da parte della popolazione: “Sa Mitza”, “Santu Srebestianu”, “Caddoi”, “S’enn’è su Monti”, “Sa Scalitta”, ecc. [caption id="attachment_22247" align="alignleft" width="310"] Tziu Valeriu (Valerio Podda)[/caption] A tal proposito un ruolo importante lo svolgeva il vento, riguardo alla sua mutevole direzione e intensità, che costringeva spesso il povero Banditore, con tanta pazienza, a ripetere più volte il messaggio in favore di quanti non l’avevano compreso. La maestria del Banditore, appunto, risiedeva nel modulare il tono della propria voce riguardo al vento, che richiedeva particolari "dotazioni di carattere pneumologico", specie in conseguenza dell’affaticamento fisico prodotto degli onerosi spostamenti lungo le tortuose stradine del paese in selciato basaltico. I primi bandi da enunciare erano quelli ordinati dal Comune che, dopo un triplice squillo di trombetta, iniziavano generalmente ...
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