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Banco di Sardegna: fondi della Banca europea per gli investimenti per ricerca e innovazione

Il Banco di Sardegna si è aggiudicato la gestione di 62 milioni di euro di fondi della banca europea degli investimenti (BEI), finalizzati  a stimolare e promuovere investimenti nella ricerca e nell'innovazione. Potranno beneficiarne grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca, università e istituti pubblici e privati per progetti attuati nel sud d'Italia. I dodici settori interessati riguardano aerospaziale, agrifood, economia del mare, chimica verde, design creatività e Made in Italy, energia, fabbrica intelligente, mobilità sostenibile, salute, comunità intelligenti sicure e inclusive, tecnologie ambientali, tecnologie legate al patrimonio culturale. I progetti verranno valutati dall'Ufficio Finanza d'Impresa e crediti speciali del Banco di Sardegna. I fondi disponibili potranno essere concessi sotto forma di finanziamenti e investimenti in partecipazione al capitale di rischio dell'impresa (Equity), a cui potranno essere associate ulteriori risorse di co-finanziamento da parte del Banco o da soggetti da esso attivati. La presentazione avverrà in un incontro pubblico mercoledì 26 settembre alle 12 a Cagliari, nella sala convegni, all'ottavo piano della sede del Banco di Sardegna, in viale Bonaria 33. Parteciperanno il vice presidente della BEI Dario Scannapieco, il presidente e il direttore generale del Banco di Sardegna Antonello Arru e Giuseppe Cuccurese, l'amministratore delegato di Sinloc Antonio Rigon, il direttore delle operazioni per l'Italia e Balcani della BEI Miguel Morgado. Le relazioni saranno illustrate dalla responsabile del fondo di investimento per il Banco di Sardegna Paola Del Fabro e dal capo unità strumenti finanziari di BEI Andrea Bua. Maurizio Onidi ...

Confartigianato: “La burocrazia è il freno dell’impresa sarda ma le leggi per limitarla già esistono”

Il peso della burocrazia sarda frena la ripresa economica e le imprese e così gli adempimenti e obblighi stabiliti dalle leggi pongono la Sardegna tra le regioni meno virtuose d’Italia. Antonio Matzutzi, Presidente regionale di Confartigianato Imprese Sardegna (Confartigianato Sardegna) auspica «L’applicazione delle leggi vigenti per eliminare i costi occulti che mettono le imprese fuori dal mercato». Secondo Confartigianato «la burocrazia è un peso ingombrante, opprimente, quasi schiacciante perché attraverso leggi, leggine, scartoffie, regolamenti, cavilli, decreti, formulari e riforme, interferisce, rallenta o blocca la maggior parte dei bandi, concorsi, provvedimenti e atti a sfavore di aziende, imprenditori, dipendenti, produzioni e sviluppo economico». E tutto questo nonostante i notevoli passi avanti compiuti dalla Regione negli ultimi anni per tagliare tempi, carte e certificazioni, il più delle volte inutili e già nelle disponibilità delle Amministrazioni stesse. I numeri dell’isola parlerebbero chiaro: secondo Confartigianato ci vogliono «3.806 giorni per arrivare al termine di un processo tributario e 1.378 per vedere la conclusione di uno civile, 65 per essere pagati dalla Pubblica amministrazione (anche se solo pochi anni fa si poteva arrivare anche a 36 mesi), 4 anni e mezzo, in media, per vedere conclusa un’opera pubblica, senza tener conto, per esempio, della lunghezza delle code negli uffici, dell’esiguità della pratiche svolte on line, dei tentativi di corruzione o dell’indice della qualità del governo di un territorio». E il conto che si presenta è salatissimo: «in media circa 7mila euro a impresa, secondo calcoli nazionali di 3 anni fa». «La burocrazia è un vero costo occulto cui i nostri imprenditori devono sottostare ogni giorno», denuncia Antonio Matzutzi, «che non è dovuto al mercato ma allo Stato e alle sue articolazioni». Ogni giorno le imprese devono letteralmente “rubare” tempo al lavoro per districarsi dal labirinto di migliaia di atti normativi. Va bene il  Suap per la maggioranza delle attività produttive e il Suap per alleviare le “pene burocratiche” alle imprese delle costruzioni, ma ancora non basta. La burocrazia nostrana pone l’isola al 6° posto nazionale, dopo Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata e Puglia e rappresenta un fardello descritto nel rapporto “Indice Confartigianato della Burocrazia per regione” realizzato dall’Osservatorio di Confartigianato per le MPI. Il dossier ha analizzato sette indicatori di pressione burocratica: tempi della giustizia civile, tempi della giustizia tributaria, tempi di pagamento degli enti pubblici, lunghezza delle code in uffici che erogano servizi, durata opere pubbliche, corruzione ed assenteismo per malattia dei dipendenti pubblici. [caption id="attachment_22508" align="alignleft" width="600"] Operaio Keller al lavoro Foto Simone Nonnis[/caption] La classifica attribuisce valori più elevati alle regioni con una m ...

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