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Monumento a Giovanni Battista Tuveri: segni di stima dei contemporanei

Si ritiene quanto mai significativo riproporre all’attenzione la figura emblematica ed importante di  Giovanni Battista Tuveri, collinese per nascita ma figlio della terra di Sardegna. Un personaggio che non merita di essere  messo nel dimenticatoio, anche se saltuariamente se ne fa memoria in convegni ed eventi vari. Il suo pensiero, la sua opera complessiva, i suoi scritti giornalistici pubblicati in vari giornali  nei quali vengono affrontate le tematiche in quel momento più cogenti per la nostra terra, meriterebbe ben altra attenzione ancor oggi. Andando a scavare e ad approfondire il suo sentire e le sue riflessioni ci rendiamo conto dell’attualità del suo pensiero orientato  sempre e prima di tutto dall’amore per la sua terra, e all’amore per l’uomo tenuto in uno stato di subordinazione al potere. Tante tematiche non hanno trovato allora soluzioni e si ripropongono con forza ancor oggi. Riprendiamo da “Governo e comuni della Sardegna” una sua constatazione  che ne attesta l’attualità  “ E’ forse da imputare ai Consigli (comunali), se dovendo farsi un’opera, la spesa che occorrerebbe per la medesima riesce alora insufficiente alle tante mangerie preliminari che si richiedono?” Un uomo mite è stato definito G. Battista Tuveri, onesto, non interessato al potere e al prestigio personale e quindi non allineato, al di fuori da compromessi di piccola bottega ma autorevole. Un bell’esempio anche per il nostro tempo. Non certo sottomesso al potere e sempre contro corrente. Fissato nelle suoi scritti rimane il suo sentire e le sue riflessioni, oggetto per alcuni  di dissenso ma per altri di condivisione e stima. E proprio a dimostrazione della stima che i contemporanei nutrivano per l’uomo e per l’intellettuale, ci  restano segni tangibili, fissati nella pietra e nel marmo Di recente è stata fatta memoria del solitario pensatore collinese  nel 130° anniversario dalla morte, evento promosso dall’ Amministrazione comunale con la partecipazione di eminenti personalità. In quella occasione venne fatta richiesta al Comune di Cagliari di poter avere la stele collocata nel cimitero di Bonaria neppure ad un anno dopo la morte del Tuveri. Un ulteriore segno è la lapide sepolcrale collocata  ai piedi della scalinata di ingresso al cimitero di Collinas con un bella epigrafe dettata dal prof. Serafino Soro a cura del Circolo Letterario. Un ulteriore segno di gratitudine e di stima nei confronti del filosofo, giornalista e parlamentare al Parlamento Subalpino, è la stele collocata nello spazio di fronte a quella che fu la casa di Giovanni Battista Tuveri, oggi sede del municipio. Il circolo giovanile studentesco cagliaritano titolato al Tuveri operava fin dal 1892 , appena quattro anni dopo la sua morte che suscitò grande cordoglio come i giornali di allora titolavano. Attingo queste  notizie sulla stele di Collinas dalle note del  giornalista  G. F. Murtas. Il giornale “Avvenire di Sardegna” r ...

Sagre, feste, pubbliche manifestazioni e norme di sicurezza

Da sempre ci attardiamo a disquisire in merito alle caratteristiche sostanziali che differenziano le Sagre dalle Feste paesane e dalle Pubbliche manifestazioni in genere, spesso senza riflettere sui pericoli reali che gli assembramenti di persone, specie di questi tempi, costituiscono. Ci accontentiamo di apprendere, spesso polemizzando col vicino di casa: -che per Sagra, termine derivato dall’originale “Sagro”, cioè “sacro”, deve intendersi una particolare manifestazione in origine squisitamente religiosa giacché destinata alla consacrazione di una Chiesa o di un’immagine sacra, ma che nel tempo, spaziando fra il sacro e il profano, ha assunto delle varianti etimologiche che acquistano i connotati di una festa popolare, con divertimenti vari o esaltazione dei prodotti tipici locali, cioè. -che per Festa, parola che deriva dal latino “festum”, ossia ricorrenza sacra, s’intende invece un giorno di riposo destinato a una solennità religiosa, ma anche a celebrazioni patriottiche o a ricorrenze varie. Vuole intendere, quindi, un giorno di riposo e di gioia pubblica. E’ festa la Pasqua religiosa, come lo è quella della Repubblica che si festeggia il 2 giugno di ogni anno; è Festa quella di Pentecoste, come lo è quella della Liberazione (25 aprile), ecc. . che le Pubbliche Manifestazioni, infine, perseguono finalità diverse che vanno dal carattere sportivo a quello politico, da quello culturale a quello folkloristico e così via. Nell’organizzazione di tali manifestazioni, il rispetto della tradizione locale assume valore essenziale per tutta la popolazione. Tuttavia, distratti da ciò, tralasciamo spesso di prendere in considerazione quello che di questi tempi rappresenta il principale obiettivo da perseguire per l’incolumità pubblica, in occasione di qualunque manifestazione: Di questi tempi, secondo l’importanza della Sagra, della Festa o della Pubblica Manifestazione, si registrano assembramenti di una certa consistenza anche nei piccoli paesi, che spesso non sono valutati nella giusta misura, adottando le giuste misure di prevenzione, specie dopo gli incresciosi fatti successi a Torino il 3 giugno dello scorso anno, in occasione della finale della Coppa dei campioni di calcio, in cui si registrarono bel 1527 feriti. Le precauzioni da adottare non possono non tener conto, anche, delle strategie tese a prevenire eventuali attentati di stampo terroristico, che preferiscono proprio gli assembramenti per dare maggior eco alla loro attività sovversiva. Forse non siamo ancora preparati per fronteggiare adeguatamente il problema, forse non abbiamo neanche le strutture adeguate. Tuttavia, ciò rappresenta sempre più uno dei problemi più pressanti che ogni comunità è chiamata a risolvere adottando, di volta in volta, tutte le misure necessarie che ciascuna manifestazione richiede, riguardo all’importanza assegnata. [caption id="attachment_21359" align="alignnone" width="709"] Collinas Corse di cavalli per ...

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