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Iniziati i festeggiamenti di Santa Maria Assunta
[caption id="attachment_21404" align="alignnone" width="750"] Mostra "Costumi e vita nel Medioevo dei Giudicati" (foto di Fernanda Pinna)[/caption] Sono iniziati oggi i festeggiamenti in onore di Santa Maria Assunta. Alle 17 è stata inaugurata dal presidente del comitato dei festeggiamenti Fausto Delogu e dal vicesindaco Alberto Lisci, presente anche l’assessora alla cultura Francesca Tuveri, la mostra “Costumi e vita nel medioevo dei Giudicati” a cura della Compagnia delle Armi di Sanluri, che resterà aperta al pubblico fino a sabato 18 agosto. Alle 20 il simulacro della Madonna dormente è stato accompagnato dalla chiesa di San Nicolò alla chiesetta di Santa Maria. Lo spettacolo pirotecnico, in programma alle 22,15, a causa del maltempo, è stato rinviato al 22 agosto, giorno ultimo dei festeggiamenti. Domani alle 9,30 si terrà la processione per le strade principali del paese, alle 11 sarà celebrata dal mons. Corrado Melis, vescovo di Ozieri, la solenne messa. Alle 22, in piazza XX Settembre, spettacolo musicale con il gruppo “Ars Sonorum”. ...
Leggi di piùArregodus de Santa Maria, sa festa manna
Abbiamo voluto raccogliere le testimonianze di alcune persone per rivivere con loro l'attesa e i momenti più belli di questa festa che si rinnova da secoli. Tullio Pusceddu (classe 1929), una vita passata a fare il tassista, ricorda da bambino l'attesa per la festa più importante dell'anno. «Alcuni giorni prima del 15 d'agosto, il paese si animava, si vedeva più gente in giro perché rientravano gli emigrati, le strade dove passava la processione venivano addobbate a festa con dei filari di bandierine colorate, collocate tra i due lati delle case, da formare quasi una volta di tanti colori. Nelle case, le mamme aiutate dalle nonne, preparavano il pane, i dolci e i ravioli di ricotta», afferma Tullio Pusceddu, «La sera della vigilia, le donne del vicinato con i bambini, andavano a quadriglia (gruppo numeroso) per accompagnare la santa che veniva portata a spalla dalla chiesa di San Nicolò a quella a lei dedicata. La notte si andava ad assistere allo spettacolo de sa roda (fuochi d'artificio) che rappresentava uno dei momenti più attesi della festa non solo dai bambini. La mattina successiva, il giorno della festa, si partecipava alla processione che percorreva le strade principali del paese adornate di bandierine e lenzuola bianche che venivano esposte fuori dalle case. Al passaggio del simulacro della Santa, adagiato su un carro trainato da un giogo di buoi rossi e preceduto da un folto numero di cavalieri in groppa a dei bellissimi cavalli bardati con delle campanelline e dei nastri colorati che adornavano la criniera e la lunga coda, gli abitanti delle vie spargevano sulla strada cesti di fiori ed erbe profumate. Il passaggio del corteo, era salutato dall'esplosione di fuochi d'artificio». «Lungo il tragitto, si sprigionava nell'aria un misto di profumi di erbe aromatiche e di carne arrosto che proveniva dalle case».aggiunge Tullio Pusceddu, «il pranzo della festa era un altro momento molto atteso sia perché in quell'occasione ci si riuniva con i parenti sia perché si mangiavano pietanze diverse dal solito tenuto conto della situazione di miseria in cui si viveva». «Per tradizione, nella nostra famiglia, si cucinava "su caponischeddu" (il galletto), allevato per l'occasione». ricorda Tullio Pusceddu, «Al pomeriggio, sempre in gruppo, si visitava la chiesetta della Santa e dopo, le nonne, mantenendo fede alla promesse fatte durante l 'anno, offrivano ai nipoti i torroni e sa carapigna di Aritzo (tipico gelato al gusto di limone) che si mangiava nelle paradasa (gazebo fatti con delle frasche e canne). Gli uomini passavano la serata a parlare, scherzare e bere vino e vernaccia con gli amici, nelle numerose botteghe presenti nella via della festa e dato che ogni componente del gruppo doveva rendere l'invito ricevuto, capitava spesso di vedere, a fine serata, più di una persona rientrare a casa barcollando. La festa era anche questo». Egidio Cocco, ex minatore, racconta come, nella sua infanzia, ha vissuto la festa ...
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