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La cantina Trexenta ha ricevuto tre nuovi riconoscimenti

Un primo significativo risultato si è concretizzato con il ritiro del premio raggiunto dal “Contissa” Vermentino di Sardegna DOC 2016 -  una medaglia d’argento - nell’ambito del concorso Enologico Nazionale Vermentino, svoltosi nell’Enoforum di Monti durante lo scorso ottobre. Quindi ancora nella cornice del Vinitaly l’ammissione, sempre per il “Contissa”, dell’annata 2017 e il “Sant’Efis” nasco di Cagliari DOC 2016, entrambi nel Five Star Book. Si tratta di una lista di vini selezionati, cinquantadue pagine che contengono la massima espressione di alta qualità riconosciuta da una giuria di esperti internazionali. Le due etichette della Trexenta hanno raggiunto 90 punti; il punteggio massimo in assoluto, 97, è stato assegnato alla Vernaccia di Oristano DOC riserva 2004 dell’azienda Silvio Carta di Baratili San Pietro. Una buona presenza, come da tradizione, per le diverse realtà produttive che operano nella costa ma non solo; le risorse nell’entroterra e nella parte meridionale della nostra isola, si sono dimostrate in grado di poter essere competitive tanto nel confronto con il resto della Sardegna, quanto in prospettiva internazionale. Infatti, al vermentino “Contissa” dell’annata 2017 e al cannonau “Tanca su Conti” riserva 2014 sono stati assegnati rispettivamente la Gran Medaglia d’oro – il premio più alto in assoluto, riconoscimento mai raggiunto prima dalla cantina senorbiese - e il secondo premio medaglia d’argento, nell’ambito del Concours Mondial de Bruxelles, una rassegna itinerante che quest’anno si è svolta in Cina. Nell’orizzonte della nostra produzione esiste quindi oltre il locale, una commercializzazione mondiale e competitori nei quattro continenti. Parliamo di questo risultato con Antonio Manca, dal 2014 enologo della Cantina Trexenta.  «Un risultato senza dubbio positivo - spiega il nostro interlocutore -  non solo per la il prestigio raggiunto, quanto per la consapevolezza che anche il sud Sardegna, in particolar modo nelle zone interne, è in grado di offrire un prodotto di qualità competitivo, tanto nei vini rossi quanto nei bianchi, e fra loro, sicuramente il fermentino». Quali sono le zone da cui arriva il conferimento ? «I nostri soci, un centinaio, coltivano i propri vigneti nella Trexenta, nel Medio e Basso Campidano e nel Sulcis; una buona parte quindi dell’entroterra sardo sud occidentale». Il segreto di questo risultato? «Sicuramente posso dire che dal mio ingresso ho avuto la massima fiducia e disponibilità; sono stato accolto nel migliore dei modi in un contesto decisamente favorevole. Dal punto di vista strettamente enologico in questi anni abbiamo lavorato molto sulla qualità e sui bianchi abbiamo avuto un risultato immediato. Senza dubbio determinante si è rivelata la squadra di lavoro con le alte capacità delle figure professionali impegnate nel ciclo produttivo a partire dalla ricezione delle uve, alla vinificazione e al confezion ...

Il libro: "La Maledizione di Padiglionis"

È una passione, che nasce da ragazzino, quella di Stefano Cruccas,un Pabillonese doc di 41 anni, sposato e padre di due bambini. Una passione che per tanti ragazzini finisce sul nascere, invece per Stefano, fortunatamente continua ancora oggi,  e si è concretizzata con  il  trasformare la sua passione nella pubblicazione di una raccolta di testi poetici  nel 2017. Il suo cammino come scrittore inizia, infatti,  con una raccolta di poesie datate 2017/2018, per poi passare alla stesura del suo primo romanzo dal titolo"La maledizione di Padiglionis". Un titolo accattivante che stimola la curiosità del lettore, corredato  da una copertina in bianco e nero realizzata da una ragazza di 17 anni di Pabillonis ,di nome Collu Giulia, apparentemente in contraddizione con il titolo del romanzo. Il romanzo, di genere giallo mistery, racconta una storia intervallata da riferimenti storici e di fantasia, con  un salto cronologico dal XIV secolo ai giorni nostri con un salto nel passato attraverso la descrizione  fatti    risalenti al 1584 ed ad una leggenda legata a San Giovanni Battista, vice patrono di Pabillonis e alla tradizionale sfilata de "is carrus de s'abiu". Nel romanzo trovano spazio termini in dialetto campidanese che lo rendono incisivo e caratteristico. I termini dialettali  vengono spiegati in un glossario, nelle ultime pagine del libro, questo da la possibilità a tutti, anche a chi non conosce tale dialetto, di poterlo apprezzare fino in fondo. Il romanzo risulta essere di facile lettura, scorrevole, ma nello stesso tempo "intrigante" che porta il lettore a leggerlo in fretta per assaporarne la fine e risulta adatto ad un pubblico vario, a prescindere dall' età, dal livello culturale e dai  diversi interessi. Una signora di Pabillonis  R. M. di 87 anni riferisce "di averlo letto "in pressi, in pressi" perché ha trovato la storia appassionante e coinvolgente.  La presentazione del libro è avvenuta  nell'ex municipio di Pabillonis con una discreta partecipazione di pubblico. Lo scrittore ritiene che il romanzo meritasse una maggiore attenzione   in ambito culturale in quanto molto "racconta" del piccolo paese del medio campidano, rivelando particolari,  situazioni ed  anedotti di cui molti sono all'oscuro. Stefano Cruccas  pensa di pubblicare, a breve, un altro romanzo, anzi possiamo già dire ai suoi estimatori  che pare abbia già iniziato a scriverlo, sempre sul genere di quello precedente. Diamo quindi, il nostro in bocca al lupo a Stefano, per futuri grandi successi con la speranza che sia d'esempio a quei  giovani che vorrebbero scrivere ma forse hanno necessità di un piccolo incoraggiamento. Anna Luisa Garau ...

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