Archivio
In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026
Forestas: una riforma voluta da 4.000 lavoratori
Gentilissima signora Camusso sono sicura che non prenderà minimamente in considerazione la mia lettera, ma come qualcuno sa, sono una gran testarda, e talvolta mi piace esprimere il mio pensiero pubblicamente; Sono una lavoratrice, dipendente dell' Agenzia Regionale Forestas, operaia, ex iscritta Flai Cgil, "ex" per vari motivi, da non elencare in pubblico; tra i più gravi, quello di non essermi sentita assolutamente rappresentata... peggio ancora, valutando affermazioni e azioni, si intuiva che l'intento era proprio quello di tenere gli iscritti all'oscuro dalla realtà dei fatti. Leggendo le sue pubbliche dichiarazioni sulla vertenza Forestas non posso negare di aver avuto una bruttissima impressione riguardo il suo stato di informazione. Come ben lei dovrebbe sapere, la prima commissione del Consiglio Regionale della Sardegna approva un disegno di legge che ci inquadra nel vantaggioso Ccrl come il resto dei dipendenti di enti e agenzie Sarde, dopo aver approfondito per ben due anni ogni aspetto giuridico e finanziario, con un costo sostenibile in quanto la spesa sarebbe di poco superiore all'attuale. NON È VERO CHE riduce i salari (il tabellare è leggermente superiore). NON È VERO CHE il Ccrl divide i lavoratori ("oggi" sono divisi... visto il discriminante ccnl che ci viene applicato solo in parte). È VERO CHE INTRODUCE nelle relazioni sindacali una regolamentazione contrattuale diversa che crea certezze sui diritti e doveri dei lavoratori. Mi preme precisare che la maggior parte dei dipendenti di codesta amministrazione è favorevole alla vertenza, si tratta di una richiesta voluta da tutti, per migliorare l'operatività , le condizioni dei lavoratori e aumentarne i diritti nel rispetto delle leggi... quindi suona veramente inopportuno il suo recente intervento. Lei sa che la Sardegna è una regione a statuto speciale? Il suo Statuto autonomo è la carta fondamentale della Sardegna. Essa ha il potere di dettare legge su materie riguardanti ordinamento degli enti locali, agricoltura, foreste, edilizia e urbanistica. Signora Camusso lei pretende di entrare prepotentemente a stravolgere una riforma voluta e pretesa da circa "4000 lavoratori". Contrariamente a quanto riferitole, il volere della maggior parte del personale Forestas è il "Ccrl", come risulta dalle circa 4000 sottoscrizioni dei dipendenti , trasmesse al consiglio regionale Sardegna e agli organi preposti. Vorrebbe cancellare una "sana vertenza" messa in atto con vari scioperi e manifestazioni , per "difendere le poltrone" dei suoi sottoposti forse? Questa è una domanda naturalmente...non un affermazione! I lavoratori e la politica andranno avanti per i loro giusti passi... perché la democrazia finalmente riprenda piede in un contesto ormai sregolato e inaccettabile. Con tutto il rispetto per la sua posizione la inviterei a rivedere accuratamente tutte le carte e la stessa proposta di legge che ribadisco sia per la maggiore il v ...
Leggi di piùPeste e carestia nel Medio Campidano del Seicento
La prima grande epidemia di peste registratasi in Sardegna fu la “peste nera” del 1347-48 che da Cagliari si estese a tutta l’isola. La peste del 1376 è invece ricordata per aver ucciso il giudice d’Arborea Mariano IV. Poi a più riprese nel Quattrocento, come nel 1442 a Oristano e nel 1476 a Iglesias. Ancora imperversa dal 1522 al 1530 e nel biennio 1582-83. Le ondate successive del quinquennio 1652-57 sono tuttavia destinate a segnare la Sardegna e in particolare il Medio Campidano per la portata, le ricadute e le dimensioni della pandemia. Nell’aprile del 1652 la peste arriva a Alghero, importata da “una tartana carica di mercanzie” partita dalla Catalogna dove è in atto un’epidemia di peste bubbonica. Nessun controllo sanitario alla partenza, altrettanta trascuratezza, se non fraudolenza, all’arrivo: il veguer di Alghero e il giurato a capo della città si fanno corrompere e danno accesso alla nave senza patenti di sanità. È assoluto il dispregio di ogni norma sanitaria da parte delle autorità marittime e dei mercanti e a metà aprile il male si manifesta in maniera inequivocabile – racconta il cronista dell’epoca Jorge Aleo – con “hinchazones y carbuncos”, gonfiori e bubboni, in varie parti del corpo, con “postulas, y manchas”. Alle eruzioni cutanee si accompagnano gli altri sintomi classici della malattia, cioè “varios delirios, alteraciones de animo, profundo suenos, vigilias, grandes dolores de caveca, torpeza y agitacion del cuerpo, inapetencia, nausea”. Il decorso è rapidissimo e si conclude quasi sempre in maniera infausta. Raramente i malati superano il quinto giorno, la maggior parte muore tra il terzo e il quarto e molti addirittura lo stesso giorno in cui sono rimasti contagiati. Le analogie con la peste catalana sono evidenti: brevissima la durata, esito quasi sempre letale, estrema contagiosità, patologia pressoché identica. Da Alghero il male si trasmette rapidamente a Sassari e nel Logudoro. Quindi, nel corso dell’estate, arriva in Gallura. Il diffondersi nelle campagne è causato dalle ruberie e dal banditismo, oltre che dalla mancata vigilanza delle municipalità di Sassari e Alghero sui loro abitanti, lasciati liberi di uscire dalle mura per rifugiarsi nei villaggi prima che la Giunta Centrale di Sanità, costituitasi per la bisogna, inviasse sul posto i commissari per imporre la quarantena. Il male si muove poi verso sud. Un cordone sanitario viene posto a protezione di Oristano e Cagliari, ma è violabile con facilità. Durante l’estate il contagio si estende alla piana di Oristano e al Medio Campidano. I tempi della diffusione sono incerti e variano a seconda dei mezzi usati negli spostamenti - cavalli, carrozze, vagabondaggio pedestre - o delle ragioni, per fuga dai centri colpiti, per contatti commerciali o di relazione con essi e da essi, e per ruberie. Del giugno del 1652 sono le prime notizie sulla diffusione della peste nel Medio Campidano dove – pare – ve ...
Leggi di più