Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Antica ricetta: sos torchiones

        Antica ricetta dei saperi e dei sapori della Sardegna e precisamente della zona di Meana sardo in provincia di Nuoro, paese natale di mia nonna materna Giovanna, appassionata di cucina tradizionale contadina e cuoca della mensa dei  minatori di Casargiu, confinante con il territorio della miniera di Ingurtosu nel comune di Arbus (Medio Campidano), che intorno agli anni Trenta cucinava questo succulento piatto agli operai. - Sos torchiones - è un rotolo di pasta all’uovo farcito con - purpuzza - carne di maiale tagliuzzata o macinata grossolanamente, usata per preparare la salsiccia sarda. Questa è una preparazione che ricorda quella della pasta allo “sparone abruzzese” per la tipologia della cottura, in quanto avviene tirando la pasta a sfoglia non troppo sottile. Il rotolo si ottiene con un impasto di  semola di  grano duro sardo, uova, acqua tiepida e sale, poi farcito con della carne macinata, lardo battuto a  coltello, uova e aromi, quindi avvolto con un telo da cucina ben sigillato ai lati e lessato, infine tagliato a fette e condito  con un sugo di capra o di  castrato al pomodoro. Già nel medioevo (dodicesimo secolo) sulle tavole dei  banchetti compaiono le prime paste ripiene, peraltro messe in discussione da Salimbene de Adam (frà Salimbene da Parma, anche se il suo vero nome di  battesimo era Ognibene), il quale  racconta che durante un banchetto gli furono serviti dei ravioli senza pasta (probabilmente erano gli gnudi toscani) e fingendosi scandalizzato li definì “creazione golosa”. Mentre l’autore (anonimo) del trattato “Liber de coquina” dal latino libro di cucina, fu scritto a mano a Napoli alla Corte di Carlo II d’Angiò detto lo Zoppo, tra il 1285 ed il 1309, fornisce pratici suggerimenti per la cottura della pasta e, mostrando una seria competenza in materia, scrive come le paste ripiene deriverebbero dalle torte medioevali, più conosciute come timballi. Maestro Martino da Como, sempre nel Quattrocento, scrive un ricettario in cui appare per la prima volta il termine maccherone. Anche se Marco Gavio Apicio nel “De re coquinaria” nei suoi primi appunti fa riferimento ad un tipo di pasta chiamata “Conchiglia”. Tante sono le notizie, come quella scritta dal Boccaccio (1313 – 1375) che fa uso  della pasta per attirare i lettori, o quella del commediografo veneziano Carlo Goldoni, (1707-1793) che nella sua opera “Memorie” scrive: la pasta è  diventata già simbolo della cucina italiana. Pellegrino Artusi (Forlimpopoli, 4 agosto 1820 – Firenze, 30 marzo 1911) nella sua opera “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, descrive una situazione analoga a quella dell’osteria manzoniana della “Luna Piena”, la taverna dove Renzo protagonista nei Promessi Sposi si ubriaca mentre è intento a mangiare un piatto di pasta. Giueseppe Prezzolini (1882 – 1982) giornalista, scrittore, editore e aforista, nella sua opera “Maccheroni & C” esplora con int ...

Si terrà dall'11 al 17 luglio la Sagra delle pesche

È partito il conto alla rovescia per la tradizionale sagra delle pesche in programma a San Sperate.  La manifestazione giunta alla 57sima edizione, si terrà dall'11 al 17 luglio offrirà degustazioni, musica e iniziative per i più piccoli e le famiglie. Grandi novità in questa edizione che ricade nell'anno del Cinquantennale del Paese Museo; per la prima volta le finali regionali dello Zecchino d'Oro si terranno a San Sperate. Si parte, però, mercoledì 11 luglio, in piazza Gramsci, dove alle 21.30 si svolgerà una gara poetica campidanese con Antonello Orrù, Marco Melis, Roberto Zuncheddu, Simone Monni, Daniele Filia, Angelo Secci, Luca Farci e Stefano Campus. Giovedì, 12 luglio, alle 22, spazio alla danza con le esibizioni dei ballerini della Sciola “Dessie” e della Fitness zone. Per il 13 luglio a partire dalle 10, nel giardino Megalitico, avrà inizio un laboratorio del gusto per bambini organizzato da Laore. Alle 17, invece,  laboratorio di analisi sensoriale al Museo del crudo. Alle 18.30 in via Cagliari parte la vendita e la degustazione delle pesche a cura di “Su Pressiu” e Pro loco. Alle 19.30 consegna della Pesca d'oro in Municipio e alle 22, in piazza Gramsci, concerto Civica jazz quintet della Scuola civica di musica. Il 14 luglio, alle 19, in piazza Croce Santa, l’atteso spettacolo dei burattini e alle 22 in piazza Gramsci canteranno i bambini nel concerto ”San Sperate in… coro”. Il 15 luglio, alle 19, animazione con  Il regno delle favole , mentre alle 19.30 in piazza Croce Santa ci sarà laboratorio di cucina a cura dello chef Bruno Pinna. Alle 22, in piazza Gramsci, selezioni per il 61simo Zecchino d'oro. Il 16 luglio. alle 22, in piazza Gramsci intrattenimento musicale mentre in chiusura, il 17 luglio, alle 18, sarà celebrata la messa nella chiesa di San Giovanni seguita dalla processione per le vie del paese. «Il manifesto della 57^ Sagra delle Pesche è il risultato finale di un progetto che ha previsto diversi incontri laboratoriali tenutisi nelle scuole dall’Associazione Noarte e dal muralista Angelo Pilloni sul tema cinquantennale del Paese Museo», spiegano in una nota dalla Proloco, «A coronamento di questo progetto è stato indetto un concorso cui hanno partecipato gli alunni della scuola primaria e secondaria dell’Istituto Grazia Deledda. La scelta di incentrare sui disegni dei bambini il manifesto della Sagra risponde da un lato ad una visione di coinvolgimento a 360 gradi delle nuove generazioni nel fermento culturale del Paese Museo e dall'altra si sposa con un’edizione pensata su misura per bambini e famiglie, con le due giornate dedicate allo Zecchino d’Oro». (step) ...

Vai a tutti i contenuti →