Pabillonis, cinque giorni di festa per la patrona del paese, Beata Vergine della Neve

di Dario Frau _____________________________ Sono stati programmati cinque giorni di festa per la patrona del paese, la Beata Vergine della Neve che si festeggia il 5 agosto. La parrocchia e il comitato organizzatore, composto dalla leva 1965, con il presidente Jonnj Cara, hanno predisposto un ricco programma dal 2 al 6 agosto, per celebrare nei migliore dei modi la patrona della comunità. Un momento di festa molto sentita che gli abitanti aspettano, per manifestare ed esprimere anche con la partecipazione attiva e diretta quei sentimenti religiosi e collettivi, importanti e significativi soprattutto nei piccoli paesi. La costruzione della chiesa dedicata alla Beata Vergine della Neve viene collocata dagli storici, in pieno XVI secolo o, al più tardi, agli inizi del XVII secolo, come si evince dalla testimonianza dello storico e teologo padre Salvatore Vidal (1575-1647), il quale attesta la presenza, in questo villaggio, di tre chiese, quella parrocchiale di S. Maria, San Giovanni Battista e Santa Caterina. Vidal afferma anche che la chiesa parrocchiale, intorno al 1600, era molto piccola, accresciuta dalla parte dell’abside in direzione levante nel 1634 per una profondità di 11 metri realizzata con la copertura a botte. La ricorrenza del 5 agosto, in cui viene festeggiata la Beata Vergine della Neve, è legata al miracolo della neve avvenuto a Roma, secondo la leggenda, nella notte del 5 agosto del 358 d. C. quando la Vergine Maria apparve in sogno all'allora Papa Liberio e al patrizio Giovanni, chiedendo di costruire una chiesa nel luogo che avrebbe indicato. Al loro risveglio, il Papa e il patrizio trovarono l'Esquilino ricoperto di neve, in pieno agosto, ed è lì che venne edificata la Basilica di Santa Maria Maggiore dedicata alla Vergine Maria. Questa ricorrenza, anche in Sardegna, è molto diffusa e le chiese a Lei dedicate sono numerose. PROGRAMMA RELIGIOSO I riti religiosi sono iniziati il 26 luglio, con la novena e la messa vespertina nella chiesa parrocchiale. Lunedi 4 Agosto, vigilia della festa: alle 17, Novena e messa. Martedì 5 Agosto: Solennità della Patrona, alle 10, Santa Messa con Adorazione e Supplica, alle 18, messa con Predica, seguirà la processione con il Simulacro della Beata Vergine della Neve per le vie del Paese, con la partecipazione di tutti i comitati, le associazioni religiose, il gruppo folk di Pabillonis e di vari paesi, accompagnati dal suonatore di launeddas, le confraternite e le priorisse e i carabinieri a cavallo. La processione dalla chiesa parrocchiale percorrerà le vie San Giovanni, Roma, Cavallotti, Sardegna, Nuoro, Funtana Alixi, sosta per la benedizione Croce del Giubileo 2025, si proseguirà per le vie Gonnosfanadiga, Argiolas, Santa Maria, rientro alla parrocchiale. A dare maggiore importanza alla sfilata religiosa sarà la presenza di numerose donne, provenienti da diverse parti dell’isola con il caratteristico costume sardo. Lo scorso anno erano state una decina i gruppi arrivati da di ...

Sanluri, intervista allo scrittore Jaime Curreli

«…E poi mi piacerebbe continuare a leggere. Tanto, sempre di più. Allunga la vita, la arricchisce, e ci tiene con gli occhi aperti verso il mondo». ___________________   di Fabiola Corona _____________________   Jaime Curreli è nato il 22 novembre 1998. Ha vissuto a Sanluri sino ai 19 anni, diplomandosi al Liceo Classico di Villacidro. Nel 2018 si è poi trasferito a Torino, dove ha frequentato l’Accademia Albertina di Belle Arti, laureandosi in Progettazione artistica per l’impresa. Sempre a Torino, ora lavora come graphic designer in un’agenzia di eventi. Il 1° marzo di quest’anno è uscita la sua prima opera, “Terre bagnate del mentre”, una raccolta di 50 poesie a tema libero pubblicata da Edizioni Ensemble - una casa editrice indipendente nata a Roma nel 2012 e presentata al Salone Internazionale del libro di Torino.                 Che significato si cela dietro il titolo “Terre bagnate del mentre”? «Riprendendo l’idea che si scriva anche per lasciar andare, posso dire che il titolo ha a che fare con un’idea lineare del tempo, da immaginare come il flusso di un fiume che non perde mai la sua contemporaneità; è un “mentre” che fluisce incontrastato. Mi piaceva poi immaginare le poesie come dei frammenti di me, delle piccole isole che contengano, nella sua interezza, una sensazione, un momento, un’emozione che rimane tale e - messa per iscritto - continua a muoversi in questo mentre che scorre, pur essendosi liberata da me. Per dirla in maniera più semplice: sono io la terra che si lascia attraversare - dal tempo, dalle sensazioni - e lascia parti di sé che continuano a essere parte di questo continuo mentre». Quando hai scritto la tua prima poesia? «In maniera cosciente, di sicuro, alle medie. Facendo un po’ l’archivista di me stesso; però, mentre frugavo tra i disegni e i quaderni delle elementari, ho trovato un tentativo libero di poesia che risale ai miei primi 6 anni. Forse è vero che una certa voce l’abbiamo dentro sin dal principio, il punto sta sempre nell’imparare a darle risonanza e intonazione, poi magari può diventare un canto». Com’è nata l’idea di una raccolta di poesie? «Il perché di una raccolta di poesie non è mai troppo facile da individuare, effettivamente. Per indole sono una persona curiosa, che attinge indistintamente a tutte le fonti a cui può arrivare. Forse mi son ritrovato a scrivere proprio perché avevo immagazzinato troppo e immagini ed emozioni cercavano il modo di uscire e trovare il loro corso. Questa raccolta mi ha aiutato a delineare un profilo, a porre delle fondamenta, a descrivere una cornice immaginaria per poter dire: eccomi, questo sono io, la strada che ho percorso, le cose che ho amato, i dolori che mi hanno fatto plasmato, sono tutto qui dentro». C’è una poesia alla quale sei particolarmente legato? «Sarò sincero e dirò che sono affezionato a ciascuna delle poesie ch ...

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