Guspini: cresce la febbre per l’inizio del “Carnevale Guspinese Cambas de Linna 2024”

di Maurizio Onidi _________________________________ Ancora qualche giorno e poi sarà carnevale. L’attesa per l’appuntamento tanto atteso dalla gioventù guspinese e non solo, sta per finire. Il ricco programma del “Carnevale Guspinese Cambas de Linna 2024”, organizzato dalla Pro Loco, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, prenderà il via l’8 febbraio, giovedì grasso, con il “Carnevale dei bambini”. Un pomeriggio dedicato ai più piccoli che potranno divertirsi con spettacoli di animazione e gustare le frittelle, lo zucchero filato e popcorn, offerti gratuitamente. Si prosegue il 13 febbraio, martedì grasso con la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi in maschera che sfileranno per le vie del centro abitato. Saranno i trampolieri di “Cambas de Linna” maschera identitaria dell’ex centro minerario, ad aprire la sfilata che si preannuncia molto affollata e dove a farla da padrona saranno la voglia di divertirsi e i decibel che scandiranno il ritmo delle coreografie. Sull’edizione 2024 della manifestazione calerà il sipario, sabato 17 febbraio, con il raduno interprovinciale “Carnevalinas”,  che vedrà la partecipazione di  tantissimi gruppi e carri allegorici provenienti da tutte le parti dell’isola. Piazza Togliatti farà da teatro dove “Gambetta” verrà processato e mandato al rogo. A seguire le premiazioni con Federico Pilloni e dalle 22 sarà discoteca con Guest star dj Ross e Roberto Fenu. ...

Sindacato Medici Italiani: “Entro 5 anni metà della popolazione non avrà un medico di famiglia”

I tagli alla sanità ridurranno i medici di famiglia in Sardegna e in Italia. Entro 5 anni metà della popolazione non avrà un medico di famiglia. _____________________________________ Dichiarazione di [caption id="attachment_121936" align="alignleft" width="360"] Luciano Congiu[/caption] Luciano Congiu, Segretario Regionale Sindacato Medici Italiani Sardegna I tagli alla sanità ridurranno i medici di famiglia in Sardegna e in Italia. È un’emergenza ormai all’ordine del giorno e nel mentre la formuliamo, moltissimi cittadini sardi subiscono già le pesanti conseguenze di una carenza di medici di medicina generale che interessa molte aree dell’isola. Secondo l’Osservatorio Conti Pubblici Italiani (CPI) che ha redatto uno studio nazionale e per regioni, ipotizzando  che in Sardegna, analizzando gli indicatori dei pensionamenti  di medici  e   quelli delle assunzioni,  si sta delineando uno scenario per prossimi sette anni (2022 -2028) che vede in uscita per limiti di età 719 medici, mentre i nuovi medici convenzionati dovrebbero essere solo 70 con un passivo di 649 unità. Il numero di medici attualmente operanti in Sardegna è di poco meno di 1000 (a fronte di una popolazione sarda di circa 1.400.000 abitanti in età non pediatrica ). Per cui se andranno via più della metà dei medici di famiglia attualmente impegnati, non sostituiti dai nuovi medici, perché questi ultimi stanno scegliendo sempre più spesso altri tipi di impiego con migliori condizioni di lavoro e  se questa tendenza non verrà invertita, con politiche serie ed efficaci, almeno metà della popolazione sarda rimarrà senza un medico di famiglia. Questa è una prospettiva  drammatica per il diritto alla salute dei cittadini sardi, perché la possibilità che si riduca  notevolmente la presenza sul territorio degli ambulatori dei medici di famiglia rappresenterà la fine della medicina di prossimità, del Servizio Sanitario pubblico e  universalistico.  Dietro l’angolo ci aspettano soluzioni preparate nel corso di questi ultimi  venti anni da politiche di privatizzazione  e spoliazione  della sanità pubblica. Non a caso, per esempio,  in Veneto, in provincia di Padova, si affrontano  le carenze dei medici di medicina generale di quella regione non tanto con scelte di sostegno alla professione, che favoriscano nuove assunzioni di giovani leve, ma bensì  prevedendo l’impiego di medici di famiglia afferenti a  società  sanitarie private, con un costo medio di 50 euro a visita per i pazienti. Come si è arrivati a tutto questo? Le ragioni  sono tutte da ricercare nel continuo  indebolimento del Servizio Sanitario Nazionale e  cioè dello strumento che dovrebbe essere il garante del diritto  dalla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione per tutte e tutti i cittadini del nostro paese. Le cause che hanno determinato la crisi del SSN sono chiare e vanno ricercate nelle politiche sanitarie degli ultimi 20 anni che, nel tentativo ...

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