La Gazzetta del Medio Campidano del 1° febbraio è in edicola
Redazione _________________ Puntuale come un orologio svizzero (di una volta), la Gazzetta del Medio Campidano del 1° febbraio è in edicola. Tante le notizie che i nostri affezionati lettori troveranno all’interno delle ventotto pagine del quindicinale a partire dall’importante riconoscimento conferito alla giuslavorista guspinese Elena Seruis, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la migliore tesi di laurea nelle materie attinenti alle finalità dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Bilancio più che positivo per i tre musei del polo museale di Sanluri che nel corso dello scorso anno hanno accolto quasi 20 mila turisti mentre San Gavino piange Aldo Meloni, il professore gentile, Pabillonis festeggia Diego Figus, musicista per passione e da Villacidro si racconta la l’esperienza di Luigi Medda nel comparto filati. Ancora le anticipazioni dalla prima pagina del giornale con l’arrivo a Gonnosfanadiga, di Gianluca Passalacqua, nuovo comandante della stazione dei carabinieri. Ad Arbus, deliberati i lavori di ampliamento del cimitero che vedrà interessata una parte della pineta comunale. Ancora un segnale di attenzione, da parte degli amministratori comunali di Sardara, nei confronti degli ospiti della casa di riposo, con l’arrivo di 25 nuove comode poltrone. La storia de “S’omu de is oreris” di Montevecchio e tante altre notizie ancora che si potranno leggere sull’edizione numero 3, dai comuni del Medio Campidano. Si ricorda che La Gazzetta del Medio Campidano può essere acquistata, oltre che nelle edicole, anche dai collaboratori che effettuano “il porta a porta”. Coloro che desiderano riceverlo a casa possono telefonare al 329 4878330. ...
Leggi di piùI dimenticati dell’Olocausto: Triangoli viola
Articolo pubblicato ne La Gazzetta del Medio Campidano del 24.5.2002 ___________________________________ di Lorenzo Di Biase ______________________ Sabato 11 maggio 2002, nella sala del Monte Granatico a Guspini, si è svolta la manifestazione, organizzata dalla Congregazione dei Testimoni di Geova, sulla persecuzione di cui essi furono oggetto durante il regime nazista. La sala gremita di persone è stata la risposta che la comunità guspinese ha dato a questa pagina della storia, che viene considerata da molti il periodo più buio per le efferatezze che la dittatura nazista perpetro ai danni dell’Umanità. La mostra fotografica, il convegno, il filmato che è stato proiettato hanno avuto, come scopo principale, l’obiettivo di non dimenticare, portando alla conoscenza dei cittadini che anche i testimoni di Geova furono perseguitati dai regimi nazista e fascista. Essi vennero mandati al confino, deportati in diecimila nei diversi campi di concentramento perché rifiutarono di aderire al regime. Nei lager nazisti loro erano ben identificabili per il loro distintivo: un triangolo di stoffa di color viola. Nella storia della deportazione l’aspetto singolare è che i Testimoni di Geova avrebbero potuto riconquistare la libertà dai campi di concentramento nazisti, sottoscrivendo una lettera di abiura con la quale rinunciavano alla fede religiosa. Ma saldi e coerenti con le loro convinzioni, i Testimoni di Geova accettarono la loro sorte e circa 2.000 di loro trovarono la morte nei lager nazisti. La manifestazione è stata aperta dal sindaco di Guspini Tarcisio Agus che ha ringraziato gli organizzatori per aver portato anche a Guspini questa mostra itinerante consentendo così ai concittadini di potersi documentare sulle atrocità commesse durante il secondo conflitto. Poi la parola è passata ai due relatori dell’incontro che hanno tracciato, anche se in linee generali, il profilo storico della Germania di quelli anni. Il primo intervento è stato tenuto dal presidente dell’A.N.P.P.I.A. di Guspini prof. Lorenzo Di Biase che, nella sua lunga ed articolata relazione, ha posto in evidenza come fossero presenti, nella Germania degli anni ‘30 molti di quei segnali che dopo alcuni anni avrebbero permesso l’instaurarsi della dittatura nazista. Alcuni di quei segnali, ha detto il Di Biase, hanno radici profonde, ad esempio: il Nibelungen Lied, ai déi pagani, alla mistica del sangue, ai grandi pensatori del 1800 (Goethe, Kant, Liebniz, schiller), oppure a J.Fiche, Hegel, F.Nietzsche per l’esaltazione del superuomo, Il “Saggio sull’ineguaglianza della razza”, il libro di Hitler “Mein Kampf”. Puntuale e preciso la parte dell’intervento dedicato alla situazione economica assai catastrofica della Germania di quegli anni. Tutto ciò facilitò enormemente l’instaurarsi del regime. Anche la relazione del prof. Giovanni Battista Mallica ha posto l’accento sulle stesse tematiche del primo relatore evidenziando il particolare moment ...
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