Gonnosfanadiga: ordinanza più severa per i proprietari di cani

L'Amministrazione comunale introduce nuove regole su custodia dei cani e raccolta delle deiezioni. Previsti obblighi, divieti e maggiori tutele per il benessere degli animali

Firmata l'ordinanza sindacale che introduce disposizioni più stringenti in materia di custodia dei cani e raccolta delle deiezioni. Il provvedimento nasce a seguito delle numerose segnalazioni dei cittadini riguardanti i disagi provocati dalle deiezioni canine in strade, marciapiedi, giardini e altri spazi pubblici.L'ordinanza impone ai proprietari, detentori e custodi dei cani di adottare tutte le misure necessarie per impedire la fuga degli animali dalle proprietà private. Durante le passeggiate sarà obbligatorio portare con sé gli strumenti per raccogliere le deiezioni solide e un contenitore con sola acqua per diluire e pulire immediatamente quelle liquide, strumenti che dovranno essere esibiti in caso di controlli.Tra gli obblighi figurano inoltre l'immediata raccolta delle deiezioni solide, l'utilizzo del guinzaglio e, quando necessario o richiesto dalle autorità, della museruola. L'ordinanza richiama anche l'attenzione sul benessere animale, imponendo di garantire sempre acqua fresca, zone d'ombra e un riparo adeguato contro il caldo e l'esposizione diretta al sole.Il provvedimento introduce anche alcuni divieti specifici: i cani non potranno urinare in prossimità di ingressi di abitazioni, edifici pubblici e di culto, muri, vetrine, contenitori della raccolta differenziata e fermate degli autobus. È vietato affidare gli animali a persone non in grado di custodirli adeguatamente, detenerli su balconi o terrazze tra le 11 e le 18 durante il periodo estivo e mantenerli legati alla catena, salvo limitate eccezioni previste dalla normativa per motivi sanitari o di sicurezza.  ...

Rinnovabili, la Consulta conferma il ruolo della Sardegna

La Corte costituzionale riconosce il ruolo della Regione nella pianificazione territoriale e nella localizzazione degli impianti FER, annullando però la norma sulla sospensione del...

La Regione ha commentato la sentenza n. 144 della Corte costituzionale in materia di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile (FER), evidenziando come la pronuncia confermi il ruolo delle Regioni nella pianificazione del territorio e nella localizzazione degli impianti. La Consulta ha invece dichiarato illegittima la disposizione regionale che prevedeva la sospensione dei procedimenti autorizzativi.Secondo la Regione, la sentenza ribadisce che la transizione energetica non può assorbire integralmente le competenze regionali in materia di urbanistica, paesaggio e governo del territorio. Viene inoltre riconosciuto il valore della pianificazione territoriale regionale e della specialità statutaria della Sardegna, confermando che le Regioni possono incidere sulla localizzazione degli impianti attraverso i propri strumenti di pianificazione.La Corte chiarisce tuttavia che tali competenze non possono tradursi in misure generalizzate di blocco o moratoria incompatibili con la normativa nazionale, ma conferma la legittimità del ruolo programmatorio e pianificatorio delle Regioni, prevedendo valutazioni puntuali e caso per caso.«La Corte costituzionale ha confermato che la Sardegna non è un territorio sul quale le scelte possano essere assunte prescindendo dal ruolo delle istituzioni regionali. La sentenza riconosce il ruolo della pianificazione regionale, valorizza la specialità statutaria e afferma che le Regioni possono incidere sulla localizzazione degli impianti energetici. È un principio fondamentale perché ribadisce che la transizione energetica deve procedere insieme alla tutela del paesaggio, dell'ambiente e delle comunità locali», ha dichiarato l'assessore dell'Industria Emanuele Cani. Per l'assessore degli Enti Locali e Urbanistica Francesco Spanedda, «la Regione aveva sostenuto con forza la necessità che le scelte energetiche fossero accompagnate da strumenti di pianificazione capaci di salvaguardare il patrimonio paesaggistico e ambientale della Sardegna. La pronuncia della Consulta conferma la centralità di questo approccio e rafforza il ruolo dell'Autonomia speciale nel governo del territorio».La Regione ha infine annunciato che proseguirà nella definizione degli strumenti di pianificazione e programmazione previsti dalla normativa regionale, nel rispetto delle indicazioni della Corte costituzionale e con l'obiettivo di tutelare gli interessi paesaggistici, ambientali e socio-economici della Sardegna. ...

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