Lunamatrona, un corridoio umanitario per l’Ucraina: l’idea di Luciano e Valentyna

di Simone Muscas __________________________________   Lui si chiama Luciano Mascia, ha 64 anni, e, dopo aver lavorato oltre quattro decenni a Cagliari, si è trasferito da qualche anno a Lunamatrona, suo paese natale. È proprio in Sardegna che ha conosciuto Valentyna Mala, 57 anni, cittadina ucraina, sua compagna. L’evolversi inaspettato del conflitto fra l’Ucraina e la Russia ha destabilizzato la coppia per le sorti di un Paese al quale la coppia è legata e perché tanti loro familiari e conoscenti stanno vivendo il dramma bellico in prima persona. Per questo motivo Luciano e Valentyna hanno deciso di sensibilizzare i cittadini di Lunamatrona offrendogli la possibilità di fornire aiuti concreti alla popolazione del loro Paese. «Siamo in contatto con un medico del posto, afferma Luciano Masala, «Servono con urgenza prodotti farmaceutici e medicinali (cerotti garze, bende, siringhe, antidolorifici antibiotici, pomate per ustioni e affini). È inoltre possibile raccogliere del vestiario: l’abbigliamento, ovviamente, dovrà essere lavato, stirato e piegato dentro scatole di cartone di media grandezza, di grandezza massima 40 per 40. Ci occuperemo, a cadenze settimanali, attraverso un pulmino che farà la spola con l’Ucraina, di spedire quanto raccolto nel Paese della mia compagna». Il messaggio, sin da subito, è stato accolto con entusiasmo da tante persone che non si sono tirate indietro nell’offrire quanto richiesto. Ma l’iniziativa solidale non si è fermata qui: «Diverse famiglie di Lunamatrona hanno persino dato la propria disponibilità ad accogliere i rifugiati ucraini», spiega Luciano, «Una corsa alla solidarietà che mi rende orgoglioso del mio paese: la solidarietà mostrata dai miei compaesani è una prova del grande spirito sociale e umanitario che ancora è presente nelle piccole comunità. La situazione in Ucraina è pesantissima, speriamo che presto il conflitto termini e si possa tornare alla normalità». Intanto, chiunque volesse partecipare in qualche modo all’iniziativa solidale, o rendendosi disponibile all’accoglienza di cittadini ucraini o per donare medicinali e vestiario, può contattare Luciano Mascia al numero di telefono 348 7139051. ...

La Sardegna dimenticata ancora una volta

di Giovanni Angelo Pinna _____________________________   [caption id="attachment_92214" align="alignleft" width="179"] Giovanni Angelo Pinna[/caption] La storia si ripete e la Sardegna continua a rimanere nelle retrovie nella corsa verso lo sviluppo tecnologico. Questa volta tocca al 5G che sembra quasi scartare completamente l’isola. Con sole 29 antenne sparse per la Sardegna (secondo le più aggiornate mappe mondiali della rete 5G), nemmeno una sembra essere stata installata, per ora, nel Medio Campidano che rimane scoperto dal poter sfruttare la velocità offerta da questa nuova tecnologia. Il 5G non è chissà quale modo per controllare l’essere umano, come sostengono alcuni, iniettandolo insieme al vaccino per combattere il Covid-19. Il 5G identifica quell’insieme di tecnologie riguardanti sia la telefonia mobile che quella cellulare ed i cui standard, appunto, definiscono la 5° generazione. Avviatasi nel 2019 la sua distribuzione, la Corea del Sud, oggi, è al primo posto per velocità di download attraverso questa rete (con una media di quasi 450 megabit al secondo). L’Italia è ben lontana da questo gradino: pur non comparendo nella classifica dei primi 15 Paesi, la velocità media registrata, oggi, è poco più sotto i 150 megabits per secondo (stando alle reti Tim, Vodafone, WindTre e Iliad che, rispettivamente, viaggiano ad una velocità di 272, 147, 103 e 64 megabits). Se, per estensione, si considera che la Corsica già ne conta 127 o, per rimanere in Italia, la Sicilia già supera le 137, il nord Italia oltre le 350, il centro 250 ed il sud le 150, la Sardegna sembra davvero essere stata dimenticata in chissà quale cassetto. Il 5G, oltre offrire una maggiore velocità di trasmissione dei dati, garantirebbe molti altri servizi che, ad oggi, possono essere raggiunti solo con reti in fibra: una migliore ottimizzazione delle risorse di rete e, quindi di tutti i servizi che vi viaggiano al suo interno; la capacità di gestire un numero nettamente superiore di dispositivi connessi simultaneamente (da un massimo di 100.000 per km^2 per la vecchia rete 4G ad una quota di circa 1 milione di utenze per pari superficie) sono solo alcuni esempi. Una caratteristica molto importante, inoltre, è la necessità di una minor quantità di energia per operare (90% in meno di consumo energetico rispetto al 4G). Come se non bastasse, anche a ausa dei gruppi contro l’installazione di questa nuova rete di comunicazione, a gennaio si è iniziato a parlare di diserzione dalle gare del PNRR da parte degli operatori per l’installazione delle reti in quelle zone così classificate a “fallimento di mercato”. Costi sulle frequenze troppo alti con tanto di richiesta al Governo, da parte degli operatori economici, di dilazionare l’ultima maxi rata da pagare entro fine settembre prossimo (per Time e Vodafone di quasi due miliardi di euro ciascuna). Il beneficio per la Sardegna è evidente a tutti: un’isola che potrebbe iniziare a sfrut ...

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