Arbus, verso il rinnovo del consiglio comunale: amministratori cercasi

di Gianni Vacca _____________ Il 12 giugno urne aperte ad Arbus per il rinnovo del consiglio comunale. Esattamente un mese prima andranno depositate le liste che concorreranno a governare il paese per i prossimi cinque anni. La XVII consiliatura sciolta qualche mese fa con larghissimo anticipo sembra però aver lasciato, nelle forze politiche e nei raggruppamenti a carattere civico che dovrebbero contendersi il governo del paese, strascichi che rischiano di condizionare negativamente l’attività amministrativa anche nell’immediato futuro. Gli “attori” che presumibilmente calcheranno la scena e (ri)proporranno agli elettori la propria candidatura stazionano dietro le quinte, protagonisti e allo stesso tempo vittime di un tatticismo esasperato e deleterio. Tanti nomi, nessun nome. Di programmi, l’elemento di maggior interesse per gli elettori, neppure l’ombra. Qualche assemblea pubblica che potesse coinvolgere in un dibattito più ampio anche i cittadini? Manco per sogno. “Politicamente troppo corretto”. Nulla trapela, neppure il più piccolo dei fuori onda. La lenta agonia democratica continua e lo scollamento tra “gli operatori politici” e i cittadini che giustamente dimostrano sempre più scarso entusiasmo e poco interesse a una politica fatta in questa maniera crea però inevitabilmente margini e fratture sempre più ampi. ...

Baby Emozioni

della dott.ssa Alice Bandino*   [caption id="attachment_49148" align="alignleft" width="250"] Alice Bandino[/caption] Da qualche anno si sente parlare di baby gang per indicare piccoli, medi o grandi gruppi di giovanissimi che compiono atti devianti violenti, a danno di cose o persone; fenomeno congelato durante i periodi di lock down pandemico, inizialmente diffuso sopratutto nei contesti urbani, è tornato alla ribalta per la frequenza di episodi compiuti anche in centri più piccoli; di questi episodi, che qualcuno definisce “agiti di microcriminalità organizzata”,  colpisce l’eterogeneità dei minori coinvolti in numerosi fatti di microcriminalità, spesso ripresi in diretta per mezzo di video viralmente diffusi (con orgoglio)sul web. Impossibile offrire un identikit preciso del componente ideale, cui rivolgere interventi di prevenzione mirati: sono maschi e femmine provenienti da nuclei familiari svantaggiati e non; minori che vanno a scuola e minori che non vi vanno; piccoli leader manipolatori o piccoli gregari impauriti; figli vittime di violenza assistita o diretta, ma anche figli trascurati di genitori non violenti ma emotivamente assenti; minori  a volte segnalati per condotte anti sociali o aggressive già nelle classi della primaria, ma senza aver ricevuto interventi efficaci; altre volte son bambini  e bambine dediti “nell’ombra”( dietro visi ingenui e angelici), ad atti di bullismo psicologico o fisico; abituati e abituate a infliggere soprusi verso coetanei, azioni apparentemente passeggere, giustificati dagli adulti e reputati gravi solo dalle famiglie delle vittime prescelte; minori desiderosi di accettazione e/o approvazione da parte dei pari; minori pronti a tutto per colmare un proprio vuoto, bisognosi di ascolto, comprensione e di integrarsi con chi pare accettarli, con chi pare regolare positivamente il proprio benessere percepito; son minori facilmente influenzabili e disposti ad accompagnare i propri “amici” nelle scorribande, a volte partecipandovi attivamente, altre volte diventando fidati complici indiretti. Alcuni componenti non svolgono attività sportive o ricreative extrascolastiche, utilizzano per gran parte del giorno Internet, giochi e i Social in particolare che diventano fonte di ispirazione per replicare nella realtà comportamenti, atteggiamenti, challenge (= sfida) e false credenze visionate online. Altri componenti son cresciuti invece frequentando da sempre sport, attività ricreative, oratorio, catechesi, associazioni o centri di aggregazione senza però interiorizzarne regole e principi, senza passione,m senza curiosità, senza orgoglio, minori che forse non son stati invogliati da educatori capaci o forse obbligati a farlo passivamente, guidati dalla volontà genitoriale (quasi bulimica) di vederli sempre occupati in qualcosa, per scongiurare lo spettro della noia che l’opinione pubblica ha ormai incoronata come anticamera dell’insoddisfazione, della depressione o, peggi ...

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