Pabillonis, anche gli alunni della scuola primaria solidali con l’Ucraina

di Dario Frau _________________________________   I tragici eventi della guerra in Ucraina con l’invasione dei russi, inviati dal presidente Putin, che stanno bombardando città e paesi con distruzione di edifici pubblici, case e anche scuole, sono ormai oggetto di discussione in tutte le case. Queste immagini cruente non sono sfuggite ai bambini che, a scuola, sono diventate argomento di discussione con tante richieste alle maestre di spiegare e chiarire questi avvenimenti. Un approccio diretto e immediato di una dura realtà che i bambini stanno conoscendo anche in modo emotivo di fronte alle immagini che la tv presenta ogni giorno. Ma non solo, oltre queste immagini, i bambini conoscono il problema e la sofferenza ucraina anche in modo più diretto, poiché in paese, molte famiglie hanno in casa, delle signore ucraine che accudiscono i nostri anziani e manifestano sofferenza e tristezza parlando dei parenti che hanno lasciato nella loro patria in guerra. A scuola, le insegnanti hanno cercato di affrontare questi avvenimenti adattando la spiegazione all’età dei piccoli e in diversi modi, dando spazio, in particolar modo a riflessioni e pensieri di solidarietà e fratellanza pensando ai coetanei ucraini e agli altri bambini che vivono in situazione di guerra. Tutto il plesso ha partecipato inoltre, alla realizzazione di due cartelloni: uno contro la guerra e l’altro in favore della pace. Un sigillo di condivisione è stato manifestato con la “firma-impronta” delle mani, impressa da tutti gli alunni delle sei classi della scuola Primaria, nei due cartelloni appesi all’esterno, nel cortile della scuola, per dare più visibilità al problema della guerra. Un’altra attività programmata è stata la manifestazione di solidarietà, per le signore ucraine che lavorano in paese, con letterine di affetto e vicinanza per il dramma che vive il loro paese. In diversi momenti didattici, inoltre, gli alunni, in base all’età, hanno realizzato slogan e disegni per la pace e contro la guerra: una partecipazione diretta e una lezione di vita, purtroppo, reale e concreta che sicuramente sarà un tassello di esperienza nella loro formazione educativa, sociale e civile. Un altro momento dell’attività, che gli alunni vivono con tangibile emozione, è anche la visione di filmati condivisi in rete, da insegnanti, dove si vedono i bambini ucraini che “fanno lezione in una scuola speciale”: dentro gli scantinati e i rifugi per sfuggire ai bombardamenti dell’esercito russo. Le docenti hanno inoltre, pubblicizzato l’iniziativa della Croce Rossa, per la raccolta fondi, con un contributo di due euro tramite sms, (riservata alla discrezione dei genitori) per sostenere le esigenze del popolo ucraino. ...

Poste Italiane: parità di genere, negli uffici postali di Cagliari e del Sud Sardegna è “rosa” il 58% del personale

Poste Italiane si conferma un’azienda in ‘rosa’ anche a Cagliari e nel Sud Sardegna. La quota di dipendenti donna negli uffici postali è del 58% e sono 32 su 150 gli uffici postali completamente al femminile, in tutte e due le province. Tra gli uffici postali “all pink” della Filiale Cagliari/Sud Sardegna di Poste Italiane c’è la sede di Carloforte, guidata dalla direttrice Isabella Ferrigato e che vede al suo fianco, in qualità di operatrici di sportello, le colleghe Andreina, Nicoletta e Anna Rita. “Siamo quattro donne di età diverse -spiega la responsabile - che hanno avuto diverse provenienze professionali, e che esprimono quattro punti di vista unici e personali su quanto accade in ufficio. Il nostro iter lavorativo, passato e presente, ci ha viste protagoniste di esperienze che ci hanno portato ad assumere i nostri ruoli con autorevolezza, curiosità e consapevolezza di meritarci il lavoro che ci contraddistingue.” “Abbiamo avuto tutte  - prosegue la direttrice - la fortuna di vivere la nostra esperienza professionale all’interno di un’Azienda che non ha mai evidenziato distinzioni di genere nel promuovere le nostre aspettative, ma che, al contrario, ha sempre dato credito alla meritocrazia, con una forte capacità di ascolto e comprensione, in grado di rendere la nostra vita lavorativa un percorso in continua crescita, fino a concretizzare i nostri desideri, con soddisfazioni che hanno ripagato, negli anni, tutti gli sforzi messi in campo. Al contempo – conclude Isabella - comprendiamo perfettamente che, in molte altre aziende, altre donne devono lottare ogni giorno per dimostrare il loro valore.” ...

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