Guspini, Sa Zeppara, nella frazione la gente è esasperata: «La posta non arriva da mesi»

di Mauro Serra ________________________________  Convocazioni per esami medici, bollette, cartelle esattoriali, lettere sono solo un miraggio nella frazione “Sa Zeppara” «È un mese ormai che di posta non ne riceviamo più, non sappiamo più a chi rivolgerci e i disagi si sono moltiplicati per tutti». Luisella Frau parla a nome di tutti i residenti della frazione e lo fa denunciando «una situazione che a questo punto è diventata insostenibile». Il problema non è nuovo e il recapito della corrispondenza sta diventando un miraggio. Le cassette di Poste Italiane sono all’asciutto da un pezzo. «Parliamo di un mese abbondante di disagi - conferma Luisella Frau - così siamo in ritardo su pagamenti, ricezione di materiale e di comunicazioni importanti. Alcuni residenti a esempio avrebbe dovuto sottoporsi ad alcuni esami clinici, ma hanno ricevuto la convocazione con molto ritardo». La portavoce si è rivolta agli addetti dell’ufficio postale, a cui non è imputabile in alcun modo il prolungato disagio. «Si sono scusati», rimarcano altri residenti, «hanno parlato di disguidi per mancanza di personale, di ponti festivi che si sono sommati ultimamente, però di soluzioni non ce ne hanno dato. Ci siamo rivolti anche al Comune, ma anche in questo caso non abbiamo avuto risposte esaustive. Ci auguriamo che qualcuno ascolti il nostro appello». Il problema del recapito della corrispondenza nelle frazioni o nei centri rurali già alcuni mesi fa era stato argomento di discussione di contatti tra sindaci, il commissario della Provincia del Sud Sardegna, il prefetto di Cagliari e i vertici locali di Poste italiane, che decisero di garantire a giorni alterni il recapito. Però la posta a Sa Zeppara è arrivata sempre a singhiozzo e con certo ritardo. Ora la situazione si è aggravata. «Ce ne siamo accorti quando sono state recapitate le bollette del telefono, dell’acqua e dell’energia elettrica - dice Luisella Frau – Siamo andati in Comune per le bollette già scadute, ma nessuno ha voluto alleviare i nostri disagi». ...

La Corte Costituzionale: «La posidonia? È solo un rifiuto»

di Mauro Serra __________________________ Sulla raccolta della posidonia spiaggiata è intervenuta la Corte Costituzionale. Ha, infatti, sentenziato che «la posidonia è solo un rifiuto». I giudici, dopo un ricorso del Consiglio dei Ministri sulla legittimità della legge regionale riguardante "le disposizioni sulla gestione della posidonia spiaggiata" in vari arenili della Sardegna, hanno affermato l'illegittimità della legge regionale del 2020 che vietava lo spostamento della posidonia spiaggiata e l’assoluto divieto di procedere al suo smaltimento in discarica". Secondo i giudici la posidonia una volta in spiaggia può essere tranquillamente smaltita in discarica evitando (come imponeva la legge regionale) lo spostamento temporaneo "in aree idonee appositamente individuate all'interno del territorio comunale di pertinenza". La raccolta andrebbe fatta nel periodo di non fruizione della spiaggia, a carico dei Comuni. La precisazione del Cnr rafforza il ragionamento intessuto dai giudici della Corte Costituzionale per arrivare alla conclusione: "si può smaltire in discarica". Per i giudici la Regione è andata oltre le proprie competenze in contrasto così con la disciplina nazionale in tema di rifiuti e «senza elevare il livello di tutela ambientale». Resta il fatto che i residui della posidonia sono rifiuti al pari degli «accumuli di foglie morte e altri detriti vegetali» nel senso che «si tratta di materiali rilevanti per l'ecosistema ma che il legislatore statale assoggetta alla disciplina dei rifiuti». E come tutti i rifiuti che finiscono in spiaggia anche la posidonia può essere portata in discarica. Appena terminata la diatriba della posidonia nell’estate in corso è nata la questione dei tronchi e altri rifiuti che il mare porta nelle spiagge. Una recente nota regionale ha stabilito che non si possono spostare dai luoghi dove si sono arenati, secondo il criterio che «devono restare dove il mare li ha trasportati». Tale situazione sta generando un autentico cumulo di legname che aiuta a formare cumuli di immondizie, rendondendo pericoloso l’utilizzo degli arenili. ...

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