Avviati i primi corsi di didattica internazionale all’università di Cagliari

L’Università di Cagliari ha avviato nelle scorse settimane i primi corsi di didattica internazionale con mobilità virtuale all'interno dell'alleanza “European Digital UniverCity” (EDUC). Si tratta delle attività previste dall’università europea di cui l’Ateneo cagliaritano è entrato a far parte, e che garantisce agli iscritti, ai docenti e ai ricercatori la mobilità (anche virtuale) tra le università che la compongono. Coordinato dall’Università di Potsdam (Germania), oltre all’ateneo cagliaritano coinvolge anche le università di Parigi-Nanterre, Rennes 1 (Francia), Masaryk (Brno, Repubblica Ceca), Pecs (Ungheria). [caption id="attachment_83480" align="alignleft" width="411"] Alessandra Carucci[/caption] “Irony from the Perspective of Experimental Pragmatics" è il titolo del progetto coordinato da Francesca Ervas del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia, ed è tra i primi 25 progetti selezionati dal network di università europee di cui l’Ateneo cagliaritano è ateneo fondatore grazie al lavoro svolto da Alessandra Carucci, Prorettore all’Internazionalizzazione. Il progetto della professoressa Ervas ha preso avvio nei giorni scorsi in collaborazione con Susanna Schnell, docente dell’Università di Pécs. Il percorso, che avrà la durata di dieci settimane, coinvolgerà gli studenti e le studentesse dei due atenei, che si confronteranno con gli approcci sperimentali e teorici dell’ironia, trattando argomenti trasversali di filosofia linguistica, psicolinguistica, linguaggi della comunicazione e teorie della comunicazione. Sempre in collaborazione con l'Università di Pécs è stato avviato il progetto “Intercultural Sensitivity” che vede coinvolte le docenti Ester Cois e Barbara Barbieri del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali. Gli ambiti didattici e di ricerca riguardano l’identità, la cultura, la globalizzazione con un focus sulla comprensione delle diverse culture e popolazioni. L’Alleanza EDUC valuterà a breve le proposte arrivate in risposta al secondo avviso, andando a rafforzare l’offerta didattica e coinvolgendo un numero più ampio di docenti e studenti. ...

Villamar, appaltati i lavori di costruzione della palestra, continua il braccio di ferro fra Comune e vecchia impresa costruttrice

di Simone Muscas ______________________ Appaltati, ma non ancora pronti a partire i lavori per la palestra comunale di Villamar, l’eterna incompiuta che sorge all’interno degli impianti sportivi. A breve, quindi, ci si dovrebbe attendere l’avvio delle opere su una struttura che, da oltre un ventennio, è diventata un vero e proprio mostro ecologico. L’impresa costruttrice, aggiudicatasi l’opera con un ribasso d’asta del 24 per cento, dovrà occuparsi della costruzione delle coperture con tempi di realizzazione che dovrebbero durare alcuni mesi. Già quattro anni fa venne pubblicata la stessa gara d’appalto: quando tutto sembrava pronto per dare avvio ai lavori per edificare il tetto, una divergenza di vedute fra i progettisti e l’impresa costruttrice bloccò il proseguo delle opere. Al momento fra quell’impresa costruttrice e il Comune è in corso una disputa: da una parte l’amministrazione chiede la risoluzione della questione mettendo sul tavolo una certa cifra che, di contro, l’impresa non accetta e chiede anzi un rilancio. [caption id="attachment_78918" align="alignleft" width="292"] Fernando Cuccu[/caption] La speranza è non arrivare alle vie legali: «Servirà - spiega il sindaco Fernando Cuccu - ancora del tempo prima di arrivare alla conclusione della vicenda». Quel fatto, solo l’ultimo di altri simili, porta ora tanti cittadini a porsi una domanda: «Sarà finalmente la volta buona per concludere il progetto?». Il dubbio è più che lecito visto che si sta parlando di un’opera iniziata addirittura alla fine degli anni ‘90. Da quel periodo è infatti cominciato un lungo calvario caratterizzato da intoppi burocratici, appalti andati di male in peggio e risorse comunali sempre più esigue per via dei vincoli del patto di stabilità che hanno reso un vero e proprio incubo l’iter di costruzione dell’edificio. E per queste ragioni i vari amministratori che si sono succeduti nell’ultimo ventennio non hanno potuto far altro che constatare l’impossibilità a proseguire con gli intenti progettuali. L’idea originaria, però, era buona. A proporla fu l’amministrazione comunale guidata da Giulio Matzeu: alla fine del secolo scorso vi erano infatti tante società sportive locali che chiedevano spazi più ampi rispetto a quelli presenti nella palestra delle scuole medie. La realizzazione del tetto non sarà tuttavia l’ultimo atto: per rendere fruibile l’edificio dovrà essere reperito un ulteriore mezzo milione di euro. Una patata bollente che passerà in mano alla futura amministrazione comunale che si insedierà dopo le prossime elezioni primaverili. Prima di quel passaggio sarà però necessario completare le coperture: e a tal proposito i cittadini si augurano, contrariamente a quanto accaduto quattro anni fa, che questa sia davvero la volta buona. ...

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