World music: il 14 e 15 maggio il recupero delle finali del premio Andrea Parodi 2020
Il Premio Andrea Parodi non demorde. Nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, la Fondazione Andrea Parodi è riuscita infatti a organizzare per il 14 e 15 maggio le finali della 13a edizione, inizialmente previste per lo scorso autunno ma poi rinviate a causa dell’emergenza sanitaria. La manifestazione, che si avvale della direzione artistica di Elena Ledda, sarà ospitata dal Teatro Si' e Boi di Selargius (Cagliari) e avrà inizio alle ore 18 in entrambe le giornate. Sarà possibile seguirla in streaming sulle pagine Facebook della Fondazione Andrea Parodi, di EjaTv e di SardegnaEventi24, sabato 15 anche su quelle di Rai Radio1 e Rai Radio Tutta Italiana, media-partner dell’evento. I finalisti, come già annunciato, saranno: Alessio Arena (Campania/Catalogna); Ars Nova Napoli (Campania); Eleonora Bordonaro (Sicilia); Elena D`Ascenzo (Abruzzo); Kalascima (Salento); Maria Mazzotta (Salento); Danilo Ruggero (Sicilia); Stefania Secci Rosa (Sardegna/Portogallo); Still Life (Catalogna). Non potranno purtroppo essere presenti Abramo Laye Senè & Gaalgui World Music Band. [caption id="attachment_85782" align="alignleft" width="597"] Andrea Parodi[/caption] Il Premio è l’unico contest europeo di world music, nato per omaggiare un grande artista come Andrea Parodi, importante esponente della musica etnica italiana e internazionale scomparso 15 anni fa. Condurranno questa edizione Ottavio Nieddu e Gianmaurizio Foderaro, mentre sabato 15 si esibirà in veste di ospite Pierpaolo Vacca, organettista dallo stile molto personale, che mescola le radici sarde con l’elettronica e la contemporaneità. Nella stessa serata verrà tramesso il videoclip, prodotto della Fondazione Parodi, del brano “Rahil” di Fanfara Station, band vincitrice del Premio nel 2019. I finalisti si esibiranno davanti a una Giuria tecnica (composta da addetti ai lavori, autori, musicisti, poeti, scrittori e cantautori), che decreterà il vincitore assoluto, e a una Giuria critica (giornalisti e critici musicali), che assegnerà appunto il premio della critica. Entrambe le giurie, come negli scorsi anni, saranno composte da autorevoli esponenti del settore, in gran parte connessi da remoto. Della giuria tecnica faranno parte: Gianfranco Cabiddu (regista), Gigi Camedda (musicista), Lia Careddu (attrice), Gaetano d’Aponte (Premio Bianca d’Aponte, partner), Andrea Del Favero (Folkest, partner), Elena Ledda (direttrice artistica, musicista), Silvano Lobina (musicista), Annamaria Loddo (operatrice culturale), Marco Lutzu (etnomusicologo), Ignazio Macchiarella (Università di Cagliari), Gino Marielli (musicista), Michele Palmas (S’Ardmusic, partner), Andrea Marco Ricci (NUOVOIMAIE), Simonetta Soro (musicista, attrice), Nicola Spiga (operatore culturale), Jacopo Tomatis (Premio Città di Loano, partner), Gisella Vacca (musicista, attrice), Gigi Di Luca (Ethnos Festival, partner), Pippo Rinaldi Kaballà (musicista), Nicola Meloni (operatore culturale), Andrea Rugg ...
Leggi di piùSàlvia o coiètas de salbei
[caption id="attachment_22457" align="alignleft" width="160"] Roberto Lotti[/caption] La salvia (Salvia officinalis) chiamata Salvia salvatrix dalla Scuola Medica Salernitana, appartiene alla famiglia delle Labiate. Dal latino salvus (sano), possiede numerose proprietà salutari in grado di guarire diverse affezioni grazie alle sue qualità uniche e provvidenziali, la salvia infatti era giudicata un’erba benedetta già nella Bibbia. Svariate sono le tipologie di salvia, tra cui la Pratensis, reperibile nei prati e con caratteristiche più discrete e meno note dell’Officinale. La salvia con foglie ricoperte da una leggera peluria è una pianta sempreverde e il principio attivo si ricava dalle foglie e dalle sommità fiorite. Le foglie più belle si raccolgono da aprile a luglio e i fiori (ghiottoneria prediletta dalle api), si possono essiccare all'ombra e si conservano in sacchetti di tela. I Galli la consideravano miracolosa contro tutte le malattie. I Druidi (sacerdoti, maestri, giudici e consiglieri del re), la utilizzavano contro paralisi, epilessia, febbri, tosse e anche per favorire il concepimento e il parto, inoltre attribuivano alla salvia il potere di resuscitare i morti e l’aggiungevano all'Idromele e alla Cervogia (antenata della birra, ricavata dalla fermentazione di cereali), perché secondo loro ispirava e dava vigore agli incantesimi. Per i Romani la salvia era una pianta sacra, ritenuta un potente afrodisiaco maschile, che doveva essere raccolta solo da persone designate, vestite in modo particolare, dopo aver eseguito sacrifici con pane e vino, senza usare utensili di ferro perché tale metallo era incompatibile con questa preziosa erba aromatica. In un trattato del Medioevo si narra che le proprietà della salvia erano così potenti da rendere immortale l’uomo. Maria Treben, devota cristiana scrittrice ceca, sosteneva che le erbe e le cure da esse derivanti sarebbero un'espressione di dio e, in una sua opera “la salute dalla farmacia del signore” racconta che in un antico erbario, trovò annotato che quando la Santissima Vergine dovette fuggire con il Bambino, chiese aiuto a tutti i fiori campestri, ma solo la “Salvia” le dette riparo sotto al suo folto fogliame per sfuggire all’esercito di Erode. Quando il pericolo fu cessato, la Vergine si rivolse alla salvia con benevolenza e nel ringraziarla disse che per l'eternità, sarebbe stata la pianta preferita dagli uomini perché li avrebbe salvati da qualunque malattia e dalla morte. Sempre nel Medioevo la salvia, oltre a essere ritenuta un formidabile toccasana scoprirono che mescolandola con altri ingredienti, rendeva più appetibili le vivande. Lo stesso re di Francia Luigi XIV di Borbone, chiamato anche “Re Sole” o Luigi il Grande, quando al mattino veniva svegliato, era solito farsi servire da “l’officier de bouche” responsabile della cucina reale, un infuso a base di salvia ed erba veronica (Véronique officinale - tè Svizzero - tè d’Europa), ...
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