Distretto Rurale Linas Campidano: mercoledì 28 aprile secondo incontro di animazione

I comuni di Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Villacirdro e il Gal Linas Campidano, con l'assistenza tecnica dell'Agenzia Laore, promotori del progetto, hanno indetto per domani 28 aprile alle 18 il secondo incontro di animazione per la costituzione del Distretto Rurale Linas Campidano che come ricordano i promotori  ha lo scopo di illustrare le opportunità che il distretto rurale può offrire. L'invito è rivolto alle imprese appartenenti ai diversi comparti produttivi e dei servizi, enti pubblici, associazioni e a tutti coloro che sono interessati allo sviluppo economico della zona. Nel rispetto delle norme sanitarie in vigore, la partecipazione avverrà in videoconferenza utilizzando il link disponibile sul sito è pagina Facebookdel Gal Linas Campidano e sulla pagina Facebook del Distretto Rurale del Linas Campidano. ...

Dalla Pianura Padana alla piana del Medio Campidano: un gemellaggio virtuale

[caption id="attachment_85276" align="alignleft" width="174"] Graziella Falaguasta[/caption] di Graziella Falaguasta* _________________________________ Qualche anno fa sono tornata in Sardegna, dopo molto tempo di assenza, invitata in Costa Verde (ed esattamente a Portu Maga, nel comune di Arbus) dai miei cognati, che lì hanno scelto di avere il loro “buen retiro”. Da subito la mia attenzione di persona curiosa e di giornalista (il mio motto è “viaggiare è conoscere”) è stata attratta non solo dal meraviglioso mare e dai profumi della macchia mediterranea, ma da tutto ciò che riguarda la storia di questo territorio (e della Sardegna, più in generale), di cui ho cominciato a scrivere, anche con l’aiuto delle tantissime persone e dei nuovi amici che, nel frattempo, ho avuto il piacere di conoscere e frequentare. La nuova occasione per parlare di questa zona è scaturita nel mese di settembre 2020, durante la 13a giornata celebrativa di Sa Mena, l'associazione dei minatori di Montevecchio. Grazie agli stimoli ricevuti dalle nuove persone conosciute lì e alla chiacchierata con il collega Maurizio Onidi, è nata la decisione di scrivere dell’importante realtà industriale locale della Fonderia di San Gavino e di Sesto San Giovanni con l’aiuto di Stefano Mainas e Armando Gargani. Ciò che leggerete qui è, dunque, il risultato di un incontro di persone, di storie e di voglia di raccontare, per non perdere la memoria. Ringrazio Maurizio Onidi e la direzione della Gazzetta del Medio Campidano per l’opportunità che mi hanno offerto. Buona lettura. I CONTESTI: SESTO SAN GIOVANNI E SAN GAVINO MONREALE   La prima notazione che mi viene in mente, in forma un pochino ironica, è che ciò che accomuna le due realtà è il nome di un santo! Ma, come vedremo, sono in realtà molte più di quanto si possa immaginare le vicende che nell'arco di circa 90 anni del 1900 si sono svolte in parallelo nelle due località, a cominciare dalla logistica, pur nelle differenze geografiche e demografiche. Sesto San Giovanni, che nei secoli e fino alla seconda metà dell'800 era rimasto un comune prevalentemente agricolo, con la nascita delle prime filande e con l'insediamento, nel XX secolo, di varie aziende (tra le quali Breda, Campari, Ercole Marelli, Osva) che attirano manodopera, cresce in dimensioni (dai circa 30.000 abitanti del 1931 ai circa 36.000 del 1936). Inoltre, proprio questo cambiamento porta alla nascita del movimento operaio, che darà un apporto fondamentale nella Resistenza al regime nazifascista, prima con i grandi scioperi del 1943 e 1944, poi con la lotta fino alla Liberazione, e che la caratterizzerà come "la piccola Manchester", o anche "la piccola Stalingrado d'Italia". Negli anni '60 le industrie sestesi partecipano al miracolo economico, ma dalla fine degli anni '70 ha inizio il lungo e inesorabile periodo di crisi per l'industria siderurgica e metallurgica che porterà al declino delle grandi fabbriche. A partire ...

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