Sanluri, Simone Soro: musicista e insegnante, volontario in Niger bloccato dalla pandemia
di Simone Muscas _______________________ Si chiama Simone Soro, ha 34 anni, ed è insegnante di violino nella scuola secondaria di Sanluri, direttore artistico nella scuola civica di Mandas oltre che compositore e musicista in giro per il mondo. Partito lo scorso marzo per un progetto di volontariato in Niger con la sua compagna di vita e di lavoro, Claudia Aru, è stato costretto, causa Covid19, a una permanenza di emergenza nel Paese africano ben oltre i tempi previsti. Prossimo al rientro, lo abbiamo sentito per raccontarci questa sua particolare esperienza legata alla sua attività nel mondo della musica. Siete in Africa dallo scorso marzo e non avete potuto far rientro in Italia a causa del Covid19. A quando il ritorno? «Abbiamo già avuto l’occasione di tornare, tuttavia, sia per i costi elevati che per questioni legate al progetto che Claudia e io stavamo portando avanti, abbiamo dovuto rimandare il rientro. Se non vi saranno intoppi, sarà a breve con un volo militare di rientro per Roma». In che cosa consiste l’attività di volontariato svolta in Niger? «Si tratta della mia prima esperienza da volontario e, nello specifico, sono venuto insieme alla mia compagna per portare avanti un progetto musicale con l'Unhcr, un organo delle Nazioni unite». Di che progetto si tratta? «Sono qui, arrivato dopo due settimane trascorse in Tunisia, per svolgere la mia attività di musicista con i profughi del Sudan salvati dalle carceri in Libia attraverso un progetto nel quale la musica viene intesa come cura psicofisica ovvero come “medicina” per vivere in equilibrio la quotidianità. Purtroppo, a causa dell’emergenza sanitaria, sono stati messe in quarantena le persone che avrebbero dovuto farci da interpreti. Il nostro programma iniziale è stato quindi stravolto». Come sono cambiati i piani originari? «In principio saremmo dovuti andare in un campo profughi di Hamdallaie fuori da Niamey, salvo poi essere dirottati in una struttura che si trova dentro la capitale chiamata “Casa 17” dove risiedono, appunto, i profughi sudanesi. Lì ci siamo occupati di insegnare la lingua italiana attraverso l’attività musicale». Aiutare il prossimo e fare contemporaneamente esperienza di vita con la propria professione: quali le sensazioni e le emozioni provate? «Dalle persone che ho avuto modo di conoscere nella struttura ho potuto apprendere di episodi fuori da qualsiasi logica che riguardano, in primis, gli abomini legati alla guerra civile che queste persone hanno vissuto. Nonostante non fossi solo, ho provato tanta solitudine e nostalgia: questo perché qui il tempo ha una dimensione diversa, si ha come la sensazione che un giorno sia una settimana. In questo periodo di vita ho quindi riflettuto tantissimo sullo stile di vita agiato del mondo occidentale e sul concetto di gratitudine anche grazie ai rapporti stretti con le persone della “Casa 17”». [caption id="attachment_71620" align="alignleft" width="496"] Si ...
Leggi di piùBarumini, festeggiamenti solo religiosi per Santa Lucia
di Carlo Fadda ____________________ È la festa più importante del paese, presieduta quest’anno da Andrea Zedda, ma a causa del Coronavirus, i festeggiamenti in onore di Santa Lucia previsti per il 18, 19 e 20 luglio, saranno solo religiosi e non civili. Un inatteso blocco, di cui non si ha ricordo a memoria della gente anziana. [caption id="attachment_71529" align="alignleft" width="293"] La statua di Santa Lucia[/caption] Il sabato si farà la tradizionale “Sa xicca de is frocus” in cui gli obrieri col suono della fisarmonica di Mauro Musa, passano nelle case delle nubili senza distinzione di età, le quali apporranno un fiocco a Sa bandiera tenuta dall’obriere majore Maurizio Zedda 17 anni, quello più giovane degli scapoli, con preghiera alla Santa affinché le faccia trovare un buon marito. Seguirà la messa e processione col simulacro della Santa, accompagnata dalle launeddas di Vincenzo Cannova, con riferimento alle norme per la sicurezza emanate dalla Regione Sardegna il 4 luglio, che prevedono il distanziamento di un metro e mezzo e l’utilizzo delle mascherine. Vietati gli obrieri a cavallo e i gruppi folkloristici che di solito fanno da apripista alla processione religiosa. Provvedimenti restrittivi per gli organizzatori per non rischiare sanzioni, e ancora peggio dei nuovi focolai, in considerazione del fatto che alla festa di Barumini, partecipano anche tanti turisti che si recano a visitare la reggia nuragica Su Nuraxi. Domenica e lunedì varie messe nel mattino e pomeriggio nell’omonima chiesa del centro storico col parroco don Nicola Pinna. L’auspicio dell’intera popolazione è quello che la festa incompleta di Santa Lucia sia solo un brutto ricordo, e dal prossimo anno si possa rifare la grande festa paesana come ormai da tradizione e consuetudine. ...
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