Prosegue il contest dell’università di Cagliari sullo sviluppo sostenibile
Prosegue mercoledì 3 giugno alle 16 il percorso multidisciplinare dell’Università di Cagliari finalizzato a coinvolgere attivamente gli studenti sulle tematiche dello sviluppo sostenibile contenute nell’Agenda ONU 2030. [caption id="attachment_69715" align="alignleft" width="458"] Fabrizio Pilo[/caption] Si tratta di una serie di quattro seminari che approfondiranno in particolare gli obiettivi 6, 7, 10 e 13 indicati dalle Nazioni Unite: a causa delle restrizioni legate alla pandemia da coronavirus, i quattro incontri organizzati dall’Ateneo si stanno svolgendo on line, e la frequenza è consentita con le stesse modalità che gli studenti stanno utilizzando in questi mesi per la didattica a distanza. I primi due incontri sono stati seguiti da oltre 150 studenti e studentesse. Dopo il seminario di mercoledì scorso da Alessandra Carucci, docente di Ingegneria sanitaria-ambientale, su “Acqua pulita e servizi igienico-sanitari”, e quello di venerdì di Donatella Petretto (docente di Psicologia clinica) su “Riduzione delle disuguaglianze”, mercoledì sarà la volta di Fabrizio Pilo (docente di Sistemi elettrici per l’energia e direttore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica) che interverrà su “Energia pulita e accessibile”. [caption id="attachment_69713" align="alignleft" width="445"] Sandro Demuro[/caption] Chiuderà il ciclo venerdì 5 giugno alle 16 Sandro Demuro – docente di Geomorfologia – con un intervento intitolato “Tra la terra ed il mare al tempo del cambiamento climatico: processi naturali, antropici e azioni possibili di adattamento, mitigazione e contrasto all’erosione delle spiagge mediterranee”. Sarà anche l’occasione per fare il punto sull’impegno assunto nei mesi scorsi da vari soggetti – tra cui l’Ateneo cagliaritano - con la firma della Carta dell’Adamello in riferimento agli obiettivi 13 (Protezione delle aree più sensibili come le aree costiere) e 14 (mitigazione/contrasto effetti innalzamento dei livelli dei mari) dell’Agenda ONU 2030 e sull’azione portata avanti dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Demuro per suggerire risposte consapevoli in funzione degli scenari. Il tema dello sviluppo sostenibile non è declinato dall’Università di Cagliari solo nell’accezione tradizionale in chiave ambientale, ma secondo la definizione più ampia dell’ONU, che parla di “soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”. Al ciclo di incontri è abbinato un contest in cui gli studenti sono chiamati a cimentarsi – al termine dei quattro seminari previsti – realizzando, da soli o in gruppo, un video o un elaborato scritto in stile giornalistico rappresentativo del tema del concorso, promuovendo nuove idee e comportamenti finalizzati ad una nuova cultura di sviluppo sostenibile. I video ammessi al concorso concorreranno a due categorie di premi, quello assegnat ...
Leggi di piùIl dormitorio, l’ultima vittima del Covid 19 a Oristano
L’ultimo atto è la chiusura, non si sa ancora se definitiva, del dormitorio di via Palmas, decisa dalla ASSL e posta in essere dal PLUS di Oristano venerdì 29 maggio. La vicenda aveva preso inizio nella prima settimana di marzo, quando i volontari dell’associazione Domus Oristano, che gestiscono il dormitorio in convenzione con il PLUS, segnalavano la situazione di oggettivo pericolo di contagio a cui erano esposti gli ospiti del dormitorio, costretti a trascorrere il giorno all’aperto, in condizioni igienico-sanitarie precarie, e la notte in spazi troppo ristretti per attuare le misure di distanziamento che si andavano profilando. Un confronto con il sindaco e i Servizi sociali aveva quindi portato alla soluzione non più rimandabile di collocare in hotel gli ospiti allora presenti in dormitorio. La situazione si è protratta fino a quando, il 18 maggio, è stata stabilita la fine ufficiale del lockdown, pur nel permanere dell’emergenza sanitaria. Alla richiesta della ripresa del servizio, i volontari del dormitorio hanno chiesto alla ASSL un controllo degli spazi e un preciso protocollo a cui attenersi, per garantire sicurezza a se stessi e agli ospiti, ed evitare ulteriori occasioni di diffusione del virus. La risposta dell’Ufficio di Igiene ha sciolto ogni dubbio: per la disposizione degli spazi, evidentemente inadeguati in tempi di Covid, il dormitorio non può riaprire nei locali fino a ora utilizzati. Ai sensi del regolamento del dormitorio, il PLUS ha comunicato agli ospiti presenti in hotel il non reinserimento, giustificando la decisione con lunga permanenza in struttura, ma dichiarando di impegnarsi a sostenerli nella ricerca di una soluzione abitativa alternativa, almeno per il mese di giugno. Al momento questo sembra essere il capolinea di una vicenda che per quasi sei anni ha visto decine di volontari impegnati nell’accoglienza di ormai un centinaio di persone senzatetto, provate dalle più svariate vicende della vita e spesso alla ricerca di una dignità e di una voglia di ricominciare che sembrava perduta. Volontari che non si vogliono arrendere e che da un pezzo sono alla ricerca di locali che garantiscano un servizio migliore in favore dei tanti che ogni notte occupano panchine, parcheggi, rifugi di ogni genere. ...
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