Mogoro: torna oggi il grande teatro con una nuova produzione di Tragodia
Da oggi al 3 luglio , tutti i giorni alle 22, a Mogoro andrà in scena la nuova produzione del gruppo teatrale Tragodia. "Piriciò est dottori si o no?" è il titolo della nuova commedia della storica compagnia presieduta da Virginia Garau, che segnerà un momento storico: quello della ripresa ufficiale del Teatro mogorese. In realtà però Tragodia non ha abbandonato il suo pubblico ai tempi dell'isolamento da Covid- 19. Anzi, grazie alle allegre scene di Gigia e Tina la Sartina nei social non è mancata la scorpacciata di Smile terapy tanto gradita da tutti. Ora però è arrivato il momento di riappropriarsi degli spazi all'aperto per rivivere la magia del teatro e le emozioni di sempre: l'appuntamento è fissato alle 22, nel Chiostro Fiera dell'Artigianato Artistico in piazza Martiri. " Per trascorrere una serata in allegria scegli Teatro Tragodia" recita lo slogan che annuncia le 8 serate. Lo spettacolo è un concentrato di comicità leggera e scanzonata condito da spumeggianti motivetti canori che metteranno in rilievo i punti più esilaranti della commedia scritta da Virginia Garau che si è occupata anche della regia e della scena ( ostumi e oggetti di scena Caterina Peddis, in scena: Caterina Peddis, Carmen Porcu, Daniela Melis, Nigeria Floris, Ulisse Sebi, Gino Botteghella). Necessaria la prenotazione. ( per oggi tutto esaurito mentre si può prenotare per i prossimi spettacoli a offerta libera. Contattare prima il numero 389 1111327). Gli spettacoli sono inseriti nel progetto "Intersezioni 2020/ rete di festival senza rete" a cura di Fed.it.Art Sardegna. Il progetto riunisce oltre L'Effimero Meraviglioso altre cinque compagnie Abaco Teatro, Teatro Bocheteatro Nuoro,TSE - Teatro del segno, Teatro d'Inverno e Teatro Tragodia. All'interno di questo progetto è incluso anche il nostro Festival "Il Colore Rosa" presso il Museo Civico di Sinnai. Stefania Pusceddu ...
Leggi di più“I musicisti isolani danneggiati”: Enzo Favata lancia un appello alla politica sarda
Le nuove disposizioni sul trasporto aereo e il divieto dell’uso delle cappelliere danneggiano i musicisti isolani, che per poter viaggiare con i loro strumenti, anche di piccole dimensioni, dovranno comprare un biglietto aggiuntivo. “Dopo mesi di crisi per la nostra categoria, questa sorpresa ha il sapore di una tragica farsa” spiega il musicista algherese Enzo Favata, direttore artistico del festival Musica sulle Bocche, secondo cui “anche il mondo dei festival, che è un volano molto importante dell'economia turistica e culturale della nostra isola, subirà l’impatto negativo di questa decisione. Chiunque verrà a suonare nell’isola costerà infatti ai festival il doppio e in questo modo parte delle risorse, raccolte con fatica dalle associazioni organizzatrici attraverso i bandi che enti pubblici, già in difficoltà per la grande crisi, hanno comunque finanziato, andranno a rimpinguare le casse delle compagnie aeree, togliendo risorse alla filiera dello spettacolo dell'isola”. Musica sulle Bocche fa parte del Sardinia Jazz Network, insieme ai festival Time in Jazz di Berchidda, Cala Gonone Jazz, European Jazz Expo di Cagliari, Ai Confini tra Sardegna e Jazz di Sant’Anna Arresi, Forma e Poesia nel Jazz di Cagliari, Dromos di Oristano, Nuoro Jazz e Nora Jazz. Per Favata “è evidente che i musicisti sardi ed isolani in genere, in questo momento in Italia sono discriminati pesantemente. Chi abita nel ‘continente’ prende un auto, un treno, un qualsiasi mezzo su strada e può arrivare da Reggio Calabria a Capo Nord in Norvegia. Noi sardi? Noi no. Volo da trent’anni”, continua il jazzista algherese, “conosco bene l'imprevisto di perdere un bagaglio, di riceverlo dopo settimane, o di non trovarlo mai più. Costringere i musicisti a mettere in stiva strumenti non ingombranti, che sino a ieri occupavano un piccolo spazio in una cappelliera, vuol dire far spedire oggetti talvolta del valore di alcune decine di migliaia di euro, a rischio e pericolo di chi viaggia e con un rimborso eventuale irrisorio rispetto al valore reale dello strumento”. Enzo Favata rilancia la questione, sollevata nei giorni scorsi sulla stampa da Paolo Fresu, e si rivolge alla politica sarda, agli amministratori regionali e ai parlamentari isolani, perché si impegnino a trovare una soluzione che, secondo il musicista, sarebbe di facile applicazione. “Basterebbe dichiarare al check in di avere come bagaglio a mano lo strumento per ragioni professionali e, una volta arrivati sull'aeromobile, consegnarlo al personale a bordo già preavvisato che, a quel punto, lo riporrebbe nelle cappelliere vuote. In questo modo, sarebbe sufficiente entrare in cabina per primi ed uscire per ultimi, senza toccare direttamente lo strumento e fare movimenti ‘contagiosi’". “Mai una soluzione è stata così semplice e senza rischi” afferma Favata, che conclude il suo appello: “Fate in modo che la musica è gli strumenti ...
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