Covid-19: nuovo caso nella Città metropolitana di Cagliari

Sono 1.362 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale si registra un nuovo caso nella Città metropolitana di Cagliari. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 79.422 tamponi. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 6, nessuno in terapia intensiva, mentre 8 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.197 pazienti guariti (+2 rispetto al precedente aggiornamento), più altri 19 guariti clinicamente. Resta invariato il numero delle vittime, 132 in tutto. Sul territorio, dei 1.362 casi positivi complessivamente accertati, 251 (+1) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 99 nel Sud Sardegna, 61 a Oristano, 78 a Nuoro, 873 a Sassari.       ​ ...

Guspini, la leggenda de Sa mitza de Lutziferu

di Marino Melis _____________________ La sorgente è una delle poche del territorio di Guspini che continua ad offrire ristoro ai tanti amanti della natura e del jogging che si avventurano nel ripido sentiero che porta ad Arbus. Pur essendosi leggermente ridotta la portata, l’acqua fresca e cristallina zampilla dal suolo granitico all’ombra di un leccio secolare. Impraticabile ai mezzi dopo la disastrosa alluvione del 2011, l’unico modo per raggiungerla con l’auto e fare una scorta d’acqua, rimane quello di salire ad Arbus e percorrere in discesa la stradina che parte proprio da Genna Fongia. [caption id="attachment_70919" align="alignleft" width="279"] Sa mitza de Lutziferu oggi[/caption] Sia la sorgente che il sentiero sono chiamati di Lucifero, e attorno a questo nome e a questi luoghi sono nate una serie di racconti e leggende. La più conosciuta è quella de su predi sconcau, che racconta di un sacerdote di Guspini che approfittando dell’ignoranza e della fiducia di tanti popolani era riuscito a carpire loro grandi ricchezze. Un giovane fingendosi ingenuo e disposto a elargire al sacerdote i suoi pochi beni, riuscì infine a smascherarlo e denunciare le sue malefatte alla popolazione. Portato il sacerdote nella piazza di chiesa lo si legò, tentando anche col ricorso alla tortura di fargli confessare il nascondiglio dove avesse occultato i soldi rapinati alla povera gente. Il prete però resistette alle sevizie, e allora il popolo accecato dall’ ira lo decapitò. Da allora si racconta che su predi sconcau vaga per la montagna con un lume acceso alla ricerca del suo tesoro. Molte mamme per far star buoni i bambini irrequieti raccontavano questa storia terribile, indicando le balze del monte Santa Margherita, che incombe su Guspini, dove in certe notti fredde e umide dicevano apparisse e scomparisse la fioca luce portata dal prete senza testa. Alcuni fanno risalire la leggenda all’inizio dell’epopea mineraria, ipotizzando che il lume che si vedeva sul monte altro non era che le lampade a carburo che utilizzavano i minatori quando si recavano o rientravano dalla miniera, ma è impossibile perché i sentieri percorsi sia dai guspinesi che dagli arburesi per andare a Montevecchio erano da tutt’altra parte. Qualcuno racconta anche della presenza del maligno in questi luoghi, che sarebbe all’origine del nome di Lucifero. Si sa che quasi tutte le leggende hanno un fondo di verità che riporta ad eventi e fatti accaduti nella notte dei tempi e tramandati attraverso le generazioni, ma la ricerca storica sembra dare una spiegazione a tutto. Per quanto riguarda l’onomastica e quella sarda in particolare del ‘600, questa fu fortemente influenzata dalle invenciones de los cuerpos santos della prima metà del secolo. La competizione tra Cagliari e Sassari per il primato religioso e politico sull’isola, che assunse aspetti esaltanti e ridicoli allo stesso tempo, portò ad avviare grandiose campagne di scavo nei pressi delle ...

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