Cocca bamba de spizia e fui o pitziadroxiu de Vallermosa
[caption id="attachment_67294" align="alignleft" width="121"] Roberto Loddi[/caption] L’utilizzo delle erbe ha origini antiche, continuo e diffuso in cucina, non da meno l’impiego medicamentoso. Le erbe hanno poteri magici, per una conferma basta visitare qualche bazar e, in particolar modo l’erbolaria del mercato la Merced “El barrio de la Merced” a Città del Messico. Un paese in cui si fa un grande impiego di erbe, la maggior parte vengono adoperate dalle donne indie anziane, al fine di curare malattie e preparare pozioni magiche e filtri d’amore. In cucina sono utilizzate le foglie di coriandolo, che associate al peperoncino hanno la capacità di rendere le pietanze “incandescenti”. Già nell’antica Grecia molte erbe venivano utilizzate per curarsi e per riti purificatori, in minore quantità per cucinare, nonostante si usasse aromatizzare la carne arrosto con il timo. Sempre gli antichi Greci e Romani usavano incoronare con una sorta di dignità regale i propri eroi, poeti e capi di Stato, con mazzi di aneto perché credevano moltiplicasse la forza fisica e con il lauro, pianta consacrata da differenti civiltà antiche al dio Sole e come tale immagine di vittoria. Infatti ancora oggi è abitudine per chi si laurea, festeggiare l’importante avvenimento con in testa una corona d’alloro. Nel V secolo a. C., Ippocrate, il notissimo medico greco, descrive un meticoloso schedario degli alimenti utilizzati in Grecia, nel quale elenca circa 400 erbe aromatiche impiegate comunemente non solo in cucina, ma soprattutto con finalità curative. È famosa l’importanza per i Romani degli horti realizzati non solo all’interno delle domus ma anche accanto ai mausolei, ai cimiteri e lungo l’Appia Antica. Nel 65 d. C., il medico Dioscoride, nel suo più autorevole trattato “De Materia Medica”, descrive l’uso in medicina di molte erbe, ancora oggi ritenuta una delle opere più importanti e accreditate. Nella Roma antica, l’impiego delle erbe in cucina era indispensabile, Apicio le riteneva essenziali per la lavorazione del garum, che si preparava ponendo a macerare le interiora e i filetti di pesce di diverse specie insieme a del finocchietto spontaneo, timo, rosmarino e mentuccia e dopo il periodo di maturazione si colava il liquido, che era ideale per condire ogni sorta di piatto. Nella cultura gastronomica di molti paesi, le erbe vengono utilizzate per aromatizzare l’olio per i condimenti, come ad esempio l’olio con il peperoncino, il timo, la maggiorana, la santoreggia, l’aglio e il rosmarino, prima fritti, poi lasciati macerare nell’olio di cottura, ottenendo così un condimento ideale per impreziosire pietanze e fondi di cottura, insalate, zuppe, minestre e piatti rustici. In Sardegna esistono un’infinità di erbe e piante selvatiche, le più conosciute sono: la bietola, eda, le sue foglie vengono cucinate come le bietole coltivate e secondo le credenze popolari hanno effetti lassativi, rinfrescanti e sono ri ...
Leggi di più