Covid-19: aggiornamenti sulla situazione a Sanluri
A Sanluri, il sndaco Alberto Urpi per accettare eventuali casi di Covid- 19 ha sollecitato i controlli alle case di riposo. Nella Casa di Riposo Divina Provvidenza, chiusa in attesa dei risultati dei tamponi con un’ordinanza preventiva dal 23 marzo (in quarantena dentro gli ospiti, le suore e il personale presenti al momento), sono risultate positive 26 persone: 21 anziani ospiti (tra cui la signora deceduta martedì), 3 lavoratori (sui 5 in struttura), una suora e un collaboratore laico. Degli altri 9 dipendenti della struttura, che lunedì non erano in turno o già in malattia, 5 sono risultati positivi e risiedono a Sanluri, Segariu e Samatzai. Preoccupa ora la situazione dei lavoratori che attualmente sono bloccati in struttura il sindaco Alberto Urpi ha scritto una lettera con carattere di priorità alla proprietà della Casa di riposo e alla ATS: . Sotto controllo anche la Casa di Riposo Zucca Congia: il sindaco Alberto Urpi venerdì scorso ha chiesto con urgenza una verifica all’ASSL di Sanluri sulle condizioni dei pazienti e del personale, pena la chiusura preventiva della struttura. La risposta dell’ASSL è stata immediata: i controlli sono stati effettuati a tutti gli ospiti e al personale, nessuno di loro presenta sintomi compatibili con il virus. ...
Leggi di piùSimone Saba: “Ho registrato una sezione corale nel Film Rai “Io sono Mia”
di Maurizio Onidi ______________________ Anche Simone Saba come tutti i sardi lontano dall’isola, ogni tanto sente il bisogno di tornare nella sua terra, tra la sua gente per ossigenare la mente, lo spirito e riassaporare la cucina di mamma Patrizia. Approfittiamo della sua presenza a Guspini per intervistarlo. Per coloro che ancora non ti conoscono, ti chiedo di presentarti. «Sono Simone Saba di professione musicista. Ho 25 anni e nel 2016 ho lasciato Guspini, il mio amato paese, per trasferirmi a Bologna. Studi classici con la passione per la musica fin da bambino. La filosofia e la letteratura latina e greca hanno contribuito ad alimentare il processo creativo e la scrittura dei testi». Raccontaci come nasce la tua passione per la musica. «I primi ricordi musicali risalgono all’età di quattro anni, quando mio padre, anche lui cantautore, chitarrista e tastierista, mi portava alle prove nella saletta di Montevecchio. Mi tappavo le orecchie per non sentire il rumore assordante della batteria. Respirare tanta musica sicuramente ha segnato la mia crescita. Ho iniziato a suonare la chitarra a 11 anni, per passare poi al pianoforte e al canto. A quindici ho iniziato a esibirmi nei locali. In Sardegna ho avuto modo di conoscere e collaborare con musicisti sensibili e preparati. Un grande merito va all’associazione culturale Benas che ha come obiettivo quello di fornire un ambiente produttivo tra le giovani promesse del Medio Campidano e che tutt’ora favorisce la divulgazione di produzioni musicali e stimola la cooperazione tra musicisti sardi». Arriviamo al 2016, perché Bologna? «Ho sentito l’esigenza di conoscere nuove persone e cercare un nuovo spazio. Nel 2016 mi sono trasferito a Bologna, dichiarata dall’Unesco “Città creativa della musica”, credo non sia necessario aggiungere altro per motivare la mia scelta. In questa coinvolgente città, ovunque si respira musica, dalle piazze più grandi ai portici più piccoli. Si susseguono le iniziative musicali e la professione del musicista è realmente riconosciuta e in parte tutelata. Nella città felsina arrivo con Federico Lampis, mio amico d’infanzia, pronto a scrivere un nuovo capitolo della mia vita e dove ho iniziato il mio primo percorso universitario diplomandomi in canto al Pearson e successivamente laureandomi alla Music Academy, seguendo il piano di studi dell’University of Bedfordshire, un percorso universitario moderno riconosciuto in tutti i continenti. Ho conseguito il titolo “Bachelor of Arts” e nel 2017 ho preso la borsa di studio. Per mantenermi agli studi ho svolto vari lavori, cameriere, barista, in cucina e come commesso. Tutte queste piccole occupazioni si sono rivelate importanti perché hanno contribuito a formare il mio carattere aprendomi a un mondo che ancora non conoscevo, qui ho capito l’importanza del dare e ricevere rispetto. Devo sottolineare che l’aiuto più grande sia morale che economico l’ho ricevuto dalla mia famiglia che non ...
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