Guspini: a scuola di sardo
di Maurizio Onidi ________________ Giunta quasi al termine la sessione di laboratorio di lingua sarda, finanziato dalla Regione su progetto dei comuni, coordinato dalla provincia, in applicazione della legge sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche. [caption id="attachment_64537" align="alignleft" width="282"] Annalisa Caboni[/caption] Gli incontri tenuti dalla docente Annalisa Caboni nell'aula consiliare, vedono aumentare di volta in volta il numero dei corsisti che vogliono approfondire la conoscenza della lingua sarda. «L'obiettivo del laboratorio», dichiara Annalisa Caboni, «è quello di divulgare la lingua sarda in particolare in famiglia per coinvolgere le nuove generazioni. Nel corso degli incontri si affrontano le regole grammaticali, di scrittura e il dialogo tra i partecipanti avviene rigorosamente in sardo. Vengono eseguiti degli esercizi di lettura di testi in lingua sarda alla riscoperta di forme e termini oramai caduto in disuso». Molto partecipate le lezioni anche da parte di giovani che vogliono "scoprire il sardo" per molti anni bandito nelle scuole dell'obbligo. A tale proposito i corsisti chiedono a gran voce agli organizzatori di poter prolungare questi incontri anche dopo la scadenza di questa sessione. ...
Leggi di piùBosa: a Casa Deriu la mostra dedicata alle maschere della tradizione sarda
Le maschere della tradizione sarda protagoniste di una mostra che da oggi, sino al prossimo 8 marzo, a Bosa, nei locali di Casa Deriu, arricchiscono il ricco programma di manifestazioni in programma per il carnevale. L’esposizione è curata dalla Tacs, società che nella cittadina sul Temo gestisce i Musei Civici che comprendono le pinacoteche dedicate a Melkiorre Melis e Antonio Atza, artisti che hanno fatto la storia della pittura sarda e per i quali arrivano turisti e studiosi da tutto il mondo e il museo delle Concerie, vero e proprio gioiello di archeologia industriale, unicum in Sardegna e in Italia. [caption id="attachment_64509" align="alignleft" width="299"] Gioldzi[/caption] Le maschere che compongono la mostra sono state realizzate dall’artista Mario Mocci di Villacidro, le artigiane locali che lavorano il filet hanno prestato gli abiti del “Domino” e di “Gioldzi”, camicia e gonna di fine ‘800 delle tipiche maschere di Bosa. Altro salto nella memoria dei secoli scorsi riguarda le maschere di Sorgono, “Is Arestes” e “S’Urtzu Pretistu”, presenti già nel 1767 negli scritti “Attobios a Santu Mauru d’Ennarzu” del gesuita Bonaventura Demontis Licheri di Neoneli, recuperati negli archivi del sacerdote di Ortueri, Raimondo Bonu, in cui vengono raccontati riti, indumenti e scenografie custoditi dall’associazione Mandra Olisai. Immancabile la presenza di “Boes”, “Merdules” e “Filonzana” grazie all’associazione “Boes e Merdules” di Ottana che nello scorso novembre erano stati tra i protagonisti del servizio dedicato al mondo ancestrale sardo apparso sulla rivista internazionale Vogue Portugal e ambientato all’interno del Parco Archeologico di Suni e del nuraghe Nuraddeo. [caption id="attachment_64510" align="alignleft" width="259"] S'Urtzu Pretistu e S'Areste[/caption] «Le maschere sono divertimento ma, come nel nostro caso, rappresentano anche cultura e tradizione», spiega Cristina Concu, amministratrice della Tacs e responsabile della gestione e del coordinamento del Polo Museale, «è importantissimo recuperare usi e costumi da tramandare ai nostri ragazzi e da far conoscere a turisti e visitatori che decideranno di venire a visitare la mostra. Abbiamo in programma una serie di eventi e manifestazioni per un rilancio dei Musei Civici di Bosa e speriamo sia anche l’inizio di una proficua collaborazione con l’amministrazione comunale che in questa fase ci ha supportato nella preparazione e sistemazione dei locali destinati alla mostra». ...
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