Serramanna, distribuzione a domicilio da parte delle botteghe di frutta e verdura
di Giovanni Contu ___________________ Nel tempo che nessuno avrebbe mai nemmeno lontanamente immaginato fino a un mese fa, oggi ci troviamo a dover modificare il nostro stile di vita, in forma radicale, a cominciare dalle semplici abitudini di vita quotidiana, in ragione delle condizioni di emergenza verificatesi nel giro di poche settimane. Grande distribuzione locale e piccole realtà si adattano per gli acquisti essenziali dei consumatori. La situazione di fatto impone un adeguamento per il servizio di consegna a domicilio verso il maggior numero di cittadini. Da parte degli agricoltori produttori, ai quali è impossibile proporsi nei mercatini rionali e men che meno imbarcare le merci nel mercato estero, dall’oggi al domani ci si prepara per affrontare il servizio di vendita diretta a domicilio. Oltre un centinaio le famiglie che, per ridurre gli spostamenti, chiedono di ricevere gli acquisti in casa. ...
Leggi di piùLe emozioni al tempo del covid-19
di Alice Bandino* ________________________ [caption id="attachment_66085" align="alignleft" width="250"] Alice Bandino[/caption] Mentre scriviamo è il primo giorno che in seguito a disposizioni ministeriali nazionali per contenere e gestire l’emergenza epidemiologica da Covid-19, tutti gli Istituti di ordine e grado resteranno chiusi, annullati i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, gli spettacoli teatrali, i viaggi di istruzione, gli allenamenti sportivi negli spazi chiusi, lo stazionamento nelle sale d’attesa e anche negli uffici pubblici occorre tenere una debita distanza tra gli utenti. Un clima surreale che personalmente mi ricorda i giorni successivi al terremoto dell’Aquila, quando vivevo a trenta km da Onna, epicentro del sisma, quando pur empatizzando con gli abitanti del luogo, speravo passassero veloci le ore per arrivare a Fiumicino e tornare sana e salva per le vacanze di Pasqua nella mia isola felice, unica regione (si diceva allora) protetta da qualsiasi evento sismico. Avevo paura di morire lontana da casa come altri studenti che proprio nel crollo di una casa dello studente avevano trovato l’eterno riposo, sorpresa per essere stata svegliata prima dagli ululati inusuali dei cani in strada, poi da un boato viscerale della terra mai sentito, in fine dalle scosse mentre ero ancora in dormiveglia e dalla vista dell’armadio che oscillava come fosse una bandiera al vento. Prima che mancasse del tutto la corrente e i collegamenti internet, tra una scossa e l’altra i telegiornali riuscirono a mandare in onda le prime immagini delle macerie e dei primi soccorsi, ricordo il buio alle spalle dei giornalisti (essendo prima dell’alba) e in particolare lo strazio di un giornalista che mentre trasmetteva, veniva avvertito che tra i dispersi c’erano anche i suoi figli. In realtà erano già dieci giorni che li la terra tremava ma essendo una terra sismica nessuno si preoccupava, si scherzava e io stavo tranquilla, perché intorno nessuno si agitava o comunque se anche temevano qualcosa, non traspariva questa loro paura. Nelle ore successive al sisma invece il caos totale: centinaia di scosse di assestamento, edifici che crollavano in più punti, uffici e ospedali chiusi, negozi presi d’assalto, la gente che dormiva nelle tendopoli o in auto negli spazi aperti; una macchina col megafono passava ininterrottamente per le strade per avvisare che le autostrade erano chiuse e che si stavano sgomberando dai detriti le strade adiacenti per permettere il transito dei soccorritori e il trasporto dei feriti negli ospedali delle regioni vicine, invitavano a non stare in casa, o comunque a non chiudere le porte di ingresso specie se blindate, perché potevano restare bloccate in caso di crollo anche parziale del tetto e soprattutto di avvertire i parenti di non recarsi subito in Abruzzo per non intasare le strade, nessuno dormiva e molte case venivano svaligiate dagli sciacalli… insomma un incubo. Ma che cos’han ...
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