2019: brusca frenata del prodotto interno lordo

di Maurizio Onidi ______________ «Frena nuovamente l’economia sarda, nuovo stop nel 2019. Nonostante gli ultimi dati Istat (gennaio 2020) indichino con riferimento al 2018 una crescita sorprendente e ampiamente al di sopra delle aspettative (+1,4% l’aumento del Prodotto interno lordo) lo scorso anno la combinazione dei fattori propulsivi che hanno determinato una performance tanto brillante, non si è purtroppo ripetuta. Il rallentamento dell’attività economica non ha risparmiato nemmeno il comparto turistico, mentre mercato del lavoro, esportazioni e attività industriale hanno risentito del deterioramento delle condizioni economiche generali, sia nazionali che internazionali». È l’incipit con il quale Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionali della CNA Sardegna, commentano l’ultimo report del Centro studi della Cna che rileva come l’incertezza che grava sul contesto generale abbia pesato anche sulle dinamiche dell’economia regionale, in base all’analisi dell’associazione artigiana, le stime del Prodotto interno lordo regionale per il 2019 propendano per un anno di sostanziale stagnazione (0,0%), in linea con le ultime indicazioni per il Pil Nazionale (+0,2%) e per quello del Mezzogiorno (-0,2%). Questi gli indicatori economici che descrivono meglio il rallentamento dell'economia isolana: diminuiti nel 2019 i livelli produttivi, gli ordinativi, i fatturati e gli investimenti; calato il numero delle imprese attive, perse in dieci anni oltre 7.200 attività artigiane (-17%) dall’inizio della crisi (anno 2008 - 8588 aziende (-20%); nei primi nove mesi del 2019, 225 imprese sarde hanno portato i libri in tribunale; diminuisce l’ammontare dei prestiti concessi alle aziende.  Nei primi nove mesi del 2019 le esportazioni hanno subito una contrazione del -2%, ma il calo arriva a -5,9% se si elimina dal computo il settore petrolifero; frena il miglioramento del mercato del lavoro a eccezione dei servizi (+7%); rallenta il calo del tasso di disoccupazione (0,4%), aumentano le ore di cassa integrazione; rallenta il turismo (soprattutto la componente straniera); si indebolisce ancora il settore delle costruzioni. «Il 2020 si apre all’insegna della stagnazione e si annuncia non facile per l’economia isolana» aggiungono Piras e Porcu «Il governo regionale batta un colpo, non possiamo permetterci che le incognite e le incertezze proposte dalla congiuntura internazionale si saldino con le criticità irrisolte del contesto regionale, la continuità aerea e marittima, i ritardi nella programmazione regionale, piano regionale di sviluppo, legge di stabilità, la confusione in materia di energia (vedi metano), la definizione di un programma di politica industriale a supporto dell’apparato produttivo isolano».     ...

Senorbì: Giuseppe Lisci, una vita al volante

di Giovanni Contu _______________________ Giuseppe Lisci, classe 1932 ha cominciato come dipendente negli anni Cinquanta, camionista per conto dell’azienda Cara di Guasila - suo paese di origine - e nella vicina Di Penta; poi l’attività in proprio. Sposato nel 1960, da allora la famiglia è rimasta a Senorbi. L’impresa prosegue ancora oggi con la presenza del figlio. L’attività del "noleggio da piazza" venne avviata nel 1956 e si è protratta per quasi un quarto di secolo. A bordo di una Fiat 1400, la sua prima auto per il servizio di noleggio da Senorbì a Cagliari, ha accompagnato generazioni di pendolari. Il tragitto, partenza da casa, prevedeva l’arrivo nei pressi di piazza Yenne. Generazioni di pendolari, commercianti, persone che dovevano raggiungere la città per visite mediche o disbrigo pratiche negli uffici, studenti, hanno viaggiato con lui in quasi trent’anni di attività. Il 1976 vede l’apertura dell’autosalone Fiat. Nel 1989 venne acquistato il primo autobus da noleggio per i viaggi di linea. Nel 1994 ha rilevato la linea verso il Medio Campidano, Sanluri e San Gavino. La linea estiva balneare, dalla Trexenta verso il Poetto, è cominciata nel 2000. Gli inizi e il primo periodo sono stati in salita perché poche erano le comodità ma tante le prospettive per il futuro. C’era tutto da costruire ma si lavorava in modo molto più facile. Si viaggiava anche per le feste, si faceva la spola, anche per cinque, sei volte, con la vettura carica e via. Non c’era la burocrazia opprimente e comunque, per tutte le attività commerciali e artigiane - ci conferma, laddove ve ne fosse ancora bisogno - i margini di autonomia erano maggiori e i controlli più tolleranti di quanto lo siano adesso. Oggi vive l’età della pensione in compagnia della moglie Antonietta, 80 anni compiuti e dei nipoti. Del mestiere di camionista ricorda la giovinezza. «Si lavorava durante la stagione delle bietole, che trasportavo a Villasor e Oristano. Fino a quando non avevo la patente, e anche dopo, sistemavo la merce - ci dice ma si considera assolutamente soddisfatto per il proprio lavoro di noleggista. Ha avuto il privilegio, non comune, che la sua professione fosse esattamente quella che aveva sempre desiderato - Mi è capitata l’offerta di un lavoro – prosegue con orgoglio – come autista in Regione ma ho rifiutato e sono contento così. «Io lo aiutavo - aggiunge la moglie - quando potevo. Capitava che si dimenticasse qualcosa, lui oppure qualcuno dei passeggeri e quindi lo raggiungevo in città». Dei due figli, Marco ha proseguito nell’autosalone, oggi diventato multimarche mentre Domenico, dal 1997 segue il settore viaggi in autobus nell’impresa che porta sempre il suo cognome. ...

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