Villacidro, la voglia di riscatto di Fabio Aru: punterà sul Tour de France
di Renato Sechi ____________________ Non si è mai arreso e ora ha voglia di riscatto e sete di nuove vittorie. Così ci sarà anche Fabio Aru al Tour del France del 2020, lo ha fatto sapere la UAE Emirates, squadra del ciclista villacidrese. L'atleta sardo correrà per la classifica generale, fa sapere la squadra degli Emirati. Con lui altri due big come Tadej Pogacar, che "correrà senza pressioni", e Fernando Gaviria, che "avrà le proprie occasioni in volata". «L'idea - fa sapere la UAE Emirates - è di essere riusciti a modulare una stagione bilanciata negli obiettivi con le risorse in organico, per poter essere competitivi nella classifica generale delle grandi corse a tappe, così come negli arrivi allo sprint». Attualmente la squadra sta svolgendo un periodo di preparazione a Benidorm, in Spagna. Fabio Aru è reduce da una stagione ciclistica altamente negativa. Dove essere l'anno del riscatto, invece anche questa stagione si è rivelata l'anno del buio, degli infortuni e dei successivi ritiri dalle competizioni. I problemi del corridore, sono iniziati già nella prima parte del 2019, quando si è sottoposto all’operazione all’arteria iliaca alla gamba sinistra. Successivamente, Aru è ritornato alle corse, ma costretto al ritiro alla Vuelta in Spagna Durante la manifestazione infatti, il corridore è andato in difficoltà più volte. I buoni segnali dati al Tour de France, nei mesi precedenti, si erano quindi spenti con la corsa in terra spagnola. In questo caso, la causa dei problemi di Fabio è stata riscontrata in un virus che ha debilitato il Cavaliere dei Quattro Mori. Nonostante le vicissitudini negative, Fabio Aru dovrebbe continuare a correre anche per la prossima stagione con indosso la maglia del team UAE Emirates. Al riguardo Beppe Saronni ha sottolineato: Cosa mi aspetto da lui per il 2020? Spero stia bene. Se Fabio torna a stare bene, poi il resto verrà da solo". Fabio Aru punterà quasi tutto sul Tour de France. L’obiettivo è quello di tornare tra i grandi e riuscire ad indossare la maglia gialla come fece nel 2017 quando riuscì a vincere anche una tappa. ...
Leggi di piùMarmilla, quale futuro? Un territorio che continua a spopolarsi e che la politica trascura da troppo tempo
di Simone Muscas _____________________ «Dopo aver fatto l'Italia bisogna fare gli italiani». Di certo l’avrete sentita. È una frase “coniata” dopo l’unificazione del Regno d’Italia che riassumeva come il nuovo Stato si presentasse più come un “minestrone” di diversi popoli che non come una vera e propria nazione. Una frase vecchia di oltre 150 anni, eppure, per certi versi, ancora attualissima: ma se dalle Alpi alla Sicilia la questione è nota, molto meno sponsorizzate sono le grandi differenze (non tanto culturali quanto organizzative) in quelle aree provinciali (o meglio province delle province) rispetto al resto del Paese: quelle che, giusto per intenderci, sorgono ubicate in territori a bassa densità di popolazione e che, numeri (e schede elettorali) alla mano, hanno scarsa attrazione politica. [caption id="attachment_62253" align="alignleft" width="298"] Barumini. Su Nuraxi[/caption] La Marmilla, per buona pace dei suoi abitanti, rientra in questa poco ambita categoria: un territorio che dalla fine degli anni ‘90 a oggi ha intrapreso un percorso di declino demografico che, di questo passo e secondo alcune stime, potrebbe portare nei prossimi tre o quattro decenni al dimezzamento della sua popolazione. Una vera ecatombe per un territorio, costola della defunta provincia del Medio Campidano (con il reddito pro capite fra i più bassi d'Italia) che, di anno in anno, vede aumentare il gap socio - economico con quello di altre aree ben più tutelate dalle attenzioni della classe politica a tutti i livelli. I recenti dati Istat somigliano ai sottotitoli di un film drammatico: negli ultimi 18 anni in Marmilla si è infatti registrato un calo demografico compreso fra un quinto e un sesto della sua popolazione iniziale. Questi i numeri per alcuni paesi del territorio: Villamar, dal 2001 a oggi, è passata da 2.950 a 2.650 abitanti, mentre Lunamatrona, sempre nello stesso periodo, da 1.850 a 1.679. Ancora: Ussaramanna da 611 a 517, Siddi da 811 a 637, Turri da 533 a 420, Collinas da 1008 a 812, Pauli Arbarei da 717 a 590. Leggermente meno marcati i cali demografici di Sanluri, che nel 2002 contava 8.524 abitanti mentre oggi si attesta sui 8.470; Villanovaforru da 698 a 654, Furtei da 1.713 a 1.601. Tali dati, seppur non esista un numero ufficiale lo indichi, andrebbero rivisti addirittura al ribasso, poiché una parte di abitanti, pur mantenendo la propria residenza, è in realtà domiciliata fuori dal territorio. Alla luce delle politiche adottate negli ultimi decenni, non ci vuole molto a capire come per la politica regionale (per non parlare di quella nazionale), la Marmilla sia vista più “un problema” che non un territorio da rilanciare. Poche o ininfluenti le politiche fiscali mirate al miglioramento della sfera economica e sociale: le parole che vanno per la maggiore, infatti, da queste parti sono quelle di “tagliare” e “accorpare”. Giusto per capirci: non deve essere parso vero alla Regione Sardegna quand ...
Leggi di più