Guspini, venerdì 6 marzo sarà presentato il libro Su Fueddariu guspinesu
di Marino Melis _______________________ Venerdì 6 marzo, alle 17.30, nella sala consiliare di Guspini, sarà presentato il libro “Fueddariu guspinesu”. Interverrà Antoni Natziu Garau. La pubblicazione edita dal comune di Guspini è il frutto del pluriennale lavoro della Consulta per la valorizzazione della lingua e della cultura sarda dello stesso comune. Attraverso una serie di concorsi, interviste, ricerche, collaborazioni varie si è arrivati ad elaborare una “!summa” del sapere guspinese, fatto soprattutto di modi di dire, proverbi, parole desuete, nomi e toponimi del territorio. Un primo concorso ha visto protagonisti i bambini della scuola primaria, che dovevano attraverso interviste ai nonni e parenti anziani andare alla ricerca dei “dicius”, modi di dire tipici ed esclusivi di Gùspini. I detti dovevano essere corredati da disegni con scenette esplicative del detto stesso. In questa maniera si riuscì ad individuare una quindicina di dicius. In un secondo concorso rivolto a tutta la cittadinanza si è andati alla ricerca di altri dicius, comuni anche ad altri paesi della Sardegna, di parole astruse, vetuste, desuete, di cui il più delle volte si è perso il significato. Si è arrivati a compilare un corpus di circa 800 termini, passati poi al vaglio di cinque tra i più completi dizionari di lingua sarda. Alla fine ben 180 parole non risultavano censite nei dizionari. Si è poi passati ad intervistare una o due persone in ciascun paese del Monreale (Arbus, Gonnosfa- nadiga, Pabillonis, San Gavino, Sardara, Villacidro). I risultati sono stati alquanto differenti: un signore di Gonnos ha riconosciuto circa la metà delle parole proposte, mentre ad esempio ad Arbus l’intervistata conosceva appena il 20% delle parole proposte. Cero questo è un test che non ha nessun valore scientifico, perché presenti molte varianti, ma ha confermato ciò che diversi studiosi affermavano; e cioè una comunanza molto stretta della parlata guspinese con quella gonnese e una marcata lontananza con la parlata di Arbus. Si ipotizza quindi che molti dei termini non riconosciuti dagli intervistati siano esclusivi dell’ambito guspinese, oppure che negli altri paesi se ne sia persa gradatamente la conoscenza. Tra l’altro Gùspini è un paese molto meno conservativo degli altri per via delle vicende storiche e sociali. La miniera di Montevecchio è stata la prima miniera moderna aperta in Sardegna (1848), e fin da subito centinaia di lavoratori provenienti dal nord Italia, approdarono nel nostro paese, seguiti poi tra le due guerre da migliaia provenienti dalla Sicilia e da tutte le provincie italiane. Montevecchio ha rappresentato quasi un luogo off limits per la lingua sarda, dove essendo continentali quasi tutti i dirigenti, tecnici e impiegati era doveroso usare l’italiano. Si è voluto arricchire il libro con i nomi, cognomi e soprannomi tipici dell’onomastica guspinese, infine si sono riportati centinaia di toponimi del n ...
Leggi di piùGuspini, Auser: da trentaquattro anni attiva nella promozione sociale
di Maurizio Onidi __________________________ Da trentaquattro anni l’Associazione per l'autogestione dei servizi e la solidarietà (Auser) di Guspini è attiva nella promozione sociale per valorizzare le persone e le loro relazioni. Opera ispirandosi a principi di equità sociale, rispetto e valorizzazione delle differenze, tutela dei diritti, ampliamento delle opportunità e collaborazione con altre associazioni e strutture comunali. [caption id="attachment_146901" align="aligncenter" width="667"] Zeppolata[/caption] Alla presidente Carmen Marongiu abbiamo chiesto quando nasce a Guspini l’associazione? «L’associazione Auser è stata costituita su proposta di Bruno Trentin Segretario Cgil Nazionale nel 1989 con l’intento di unire all’organizzazione sindacale una associazione di volontariato per l’autogestione dei servizi e solidarietà. Il 3 gennaio 1992, su iniziativa dell’Auser Regionale, 35 pensionati iscritti allo Spi Cgil, si riunirono nell’aula consigliare del Comune per costituire la sede Auser. Lo statuto approvato, si poneva l’obiettivo di promuovere a livello locale forme di autogestione e volontariato, soprattutto fra gli anziani, con lo scopo di preservare la loro autonomia e nel contempo renderli protagonisti nel rispondere ai bisogni delle persone di ogni età e condizione, dall’abitare, all’aiuto domestico, allo svago, alla ricreazione in tutte le sue forme, dalle attività del tempo libero (sport, turismo) alla cultura e all’educazione permanente. Stando ai valori sanciti nell’atto costitutivo l’Auser è sempre stata molto determinata e attiva. Sin dalla costituzione si è dotata di una programmazione chiedendo la collaborazione dell’amministrazione comunale. Da subito venne attivata la convenzione per la vigilanza nelle scuole e portare avanti il progetto di “Testimoni d’Epoca” attraverso il quale un gruppo di soci diede inizio al recupero della memoria storica come risorsa e patrimonio da consegnare alle giovani generazioni. Ricerca che ha dato vita a due pubblicazioni “Gli anziani raccontano” e “Racconti Antichi”. Così come in anni più recenti abbiamo voluto ripercorrere la storia di due donne guspinesi, Iolanda Sassu con l’iniziativa “Iolanda mi nata de nomini” e Agnese Liscia con “Agnese si racconta”». Come prosegue la vostra attività? «L’impegno dell’associazione è ancora oggi quello di fare in modo che ognuno possa dare e trovare aiuto, incontrare gli altri, arricchire le proprie competenze, contribuire alla crescita della comunità in cui vive. L’ Auser è al servizio della comunità attraverso l’impegno nel “Volontariato civico” con il servizio di vigilanza in tutte le manifestazioni civiche, religiose, culturali. L’ attività di vigilanza più importante e significativa rimane quella storica, iniziata negli anni 90 e svolta davanti alle scuole, in quanto ha consentito di costruire un rapporto importante con i bambini e le bambine che ormai ...
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