Seconda edizione del Rally del Parco Geominerario, stabilite le date

di Gianni Vacca Il 18 e 19 maggio si correrà la seconda edizione del Rally  del Parco Geominerario che come nella precedente edizione si disputerà in percorsi individuati nei  comuni di Arbus e Guspini. Già in moto la macchina organizzativa che presieduta dall’Associazione sportiva Mediterranean Team si avvale  della collaborazione dell’AC Cagliari, dell’Ogliastra Rancing e il prezioso aiuto dell’Arbus Promotors. [caption id="attachment_36416" align="alignleft" width="500"] Mario Gessa vincitore della passata edizione[/caption] Confermate le verifiche e  il parco assistenza a Guspini che ospiterà sabato 18 a partire dalle 19.30  anche la cerimonia di partenza. Ad Arbus invece nella mattinata di domenica 19 ci sarà lo start della prima prova in programma e nel parcheggio zona Anfiteatro comunale verranno effettuati  i tre Parchi Riordino. La manifestazione terminerà  nel borgo di Montevecchio nel piazzale adiacente il Palazzo della Direzione  dove avrà luogo la cerimonia di premiazione. Sarà dunque una due giorni di grande spettacolo in un contesto del tutto speciale da vivere tra relax, turismo e rombo dei motori in un territorio caratterizzato da una  grande valenza ambientale e da indelebili tracce di  archeologia mineraria. La manifestazione passa da Rally Day a Rally nazionale valido anche per la Coppa Italia di zona. Tre le prove in programma: la Guspini-Montevecchio più lunga rispetto alla precedente edizione di Km 2,600, l’inedita prova di Cortes con un percorso misto-veloce e la prova di Arbus che viene confermata integralmente e che sarà incrementata di ulteriori 450 metri. Le tre prove verranno ripetute tre volte per un totale di nove impegni cronometrati per 61,65 chilometri  a fronte del percorso complessivo di Km 141,14. ...

Collinas 6 maggio 1944, una triste pagina di storia

di Francesco Diana Come noto, durante l’ultimo conflitto mondiale s’insediò in località “Tuppadatzu” del territorio di Collinas, un distaccamento della novantesima Divisione corazzata dell’esercito tedesco al comando del Generale Carl Hans Lungerhausen, comprendente circa 30.000 uomini e 200/300 mezzi corazzati. A poca distanza, in territorio di Villanovaforru, era accampato un battaglione di paracadutisti della Nembo, al comando del generale Ercole Ronco e del suo Capo di Stato Maggiore tenente colonnello Alberto Bechi Luserna, quest’ultimo figlio del colonnello Giulio Bechi, apprezzato ma anche criticato dall’opinione pubblica per aver pubblicato il volume: “Caccia grossa. Scene e figure del banditismo sardo”. La Divisione “Nembo” fu dislocata in Sardegna allo scopo di arginare, in collaborazione con le truppe tedesche, un eventuale probabile sbarco delle truppe alleate nell’isola. I militari tedeschi e i paracadutisti della Divisione “Nembo”, anche per la ridottissima distanza fra i rispettivi accampamenti, avevano sempre fraternizzato fra loro. Tanto è vero che dopo l’Armistizio, un Battaglione della “Nembo”, al comando del Maggiore Rizzati, continuò per un po’ a collaborare con i tedeschi durante la loro ritirata, trasgredendo agli ordini del Generale Basso. Il Tenente Colonnello Bechi Luserna tentò di riportare l’ordine ma fu ucciso dagli uomini di Rizzati e il suo corpo buttato in mare alle Bocche di Bonifacio. Altrettanto non avvenne fra gli uomini della “Nembo” e la popolazione di Collinas che, peraltro, aveva sempre mantenuto cordiali rapporti con le truppe tedesche. Come descritto da Francesco Spanu Satta nel suo libro “Il Dio seduto - Storie e cronache della Sardegna 1942-1946” e confermato dalle numerose testimonianze raccolte nel paese, il profondo astio fra la popolazione di Collinas e gli uomini della “Nembo”, derivava dal fatto che i paracadutisti venivano spesso giù da Villanovaforru per arrecare fastidio alle ragazze, non sempre disposte a subire le loro prepotenze: “i paracadutisti si recavan per insegnar la molestia alle fanciulle”, racconta Francesco Spanu Satta nel suo libro, cosa che non andava assolutamente giù ai giovanotti locali dell’epoca, i quali non perdevano occasione per rendere “pane per focaccia” agli aitanti paracadutisti; si racconta di numerosi e violenti scontri fra le due parti. Un giorno un ufficiale della “Nembo”, venendo giù da Villanovaforru per cimentarsi in quello che riteneva un suo ipotetico terreno di conquista, fu fatto oggetto di un attentato; mentre in moto percorreva i pochi chilometri di strada che separavano l’accampamento della “Nembo” dal paese di Collinas, gli furono esplose contro alcune fucilate, andate fortunatamente a vuoto. Dopo pochi giorni gli uomini della “Nembo” invasero arbitrariamente con estrema arroganza il paese di Collinas, violando le abitazioni e requisendo le armi ivi custodite, allo ...

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