Archivio
In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026
Pabillonis, appaltati i lavori per la salvaguardia del nuraghe San Lussorio
di Dario Frau _______________________________________ Dopo l’iter burocratico, possono partire i lavori per il restauro conservativo del nuraghe San Lussorio, che dista sei chilometri dal centro abitato di Pabillonis. Sono stati affidati alla Zis di Paolo Schiavano, con sede in Ugento (LE), che ha presentato la migliore offerta con un ribasso del 7,58% per un importo di 16.452 euro, iva esclusa. Il percorso di questo intervento era iniziato nel 2021, quando l’ufficio preposto del Ministero della Cultura Direzione Generale Archeologica Belle Arti e Paesaggio, in occasione del rilascio dell’autorizzazione per la pulizia ordinaria del sito, per la prevenzione degli incendi, “segnalava una criticità conservativa del nuraghe, in particolare, nella torre centrale del monumento, a causa dell’azione dell’apparato radicale di una pianta di fico”. L’amministrazione comunale aveva subito attivato la procedura e predisposto, a salvaguardia del complesso nuragico, l’aggiudicazione e l’impegno di spesa, per la redazione del progetto, allo studio d’A. Project associati arch. Gabriele Manca con sede legale in Oristano. Il progetto, completato di tutti gli elaborati, era stato consegnato in comune e approvato in giunta il 1° agosto scorso. L’intervento dei lavori prevede: opere di restauro conservativo, consolidamento e manutenzione di strutture archeologiche; l’eradicazione degli apparati radicali presenti all’interno delle cortine murarie e la rimozione di alcune piante presenti a ridosso delle strutture del nuraghe e che esercitano la disarticolazione della struttura muraria e lo spostamento dal sito originario di alcuni blocchi e naturalmente, l’integrazione delle legature nella tessitura muraria originaria. Con questo intervento, il comune intende salvaguardare un importante monumento che fa parte integrante del Parco Archeologico Pabillonis, insieme a tanti altri siti del paese, presentato dall’assessore Marco Sanna il 28 maggio dello scorso anno, davanti a un numeroso pubblico, nel centro di aggregazione sociale di via Su Rieddu. Tra i vari relatori era presente anche l’archeologa Michela Migaleddu che tra l’altro, aveva illustrato le sue campagne di scavo e ricostruito le varie fasi della presenza umana anche del nuraghe Nuraxi e Fenu, negli anni scorsi. L’archeologa ha elaborato anche la relazione archeologica tecnico-scientifica per il presente progetto di San Lussorio da cui sono state tratte alcune informazioni: Il Nuraghe Santu Sciori, o San Lussorio, in italiano, è un complesso nuragico situato nelle campagne del comune di Pabillonis, risalente alla media età del bronzo (circa 1300 a. C.). Questo imponente nuraghe comprende un bastione polilobato e alcune torri antemurali, i cui ruderi sono ancora visibili. Posizionato sopra un’ansa fluviale, dove le acque del Riu Bellu e del Riu Malu s’incontrano, in prossimità del Flumini Mannu, il Rivus Sacer citato da Tolomeo, domina la piana del Campidano. Nei pri ...
Leggi di piùSan Gavino, Antonio Tomasi dona un defibrillatore all’associazione “Anziani sempre giovani”
L’emigrato di Gonnosfanadiga ne aveva già donato uno per i medici di base del proprio paese __________________________________ di Gian Luigi Pittau _________________________ Un defibrillatore in dono all’associazione “Anziani sempre giovani”, che ha la sua sede nella ex scuola elementare di via Convento. È stato questo il regalo di Antonio Tomasi, 68 anni, che ha consegnato il dispositivo alla presenza dei soci del sodalizio sangavinese e di alcuni amministratori comunali in ricordo della moglie Lucia Garau, scomparsa di recente: «È deceduta il 13 settembre scorso - racconta Antonio Tomasi - La sua scomparsa mi ha segnato profondamente e grazie all’associazione culturale degli Anziani sempre Giovani, presieduta da Franca Manieli, sono stato accolto, aiutato e confortato da tutti i soci. Così è maturata in me l'idea di regalare un defibrillatore a questa associazione che cercava comunque con varie iniziative di raggiungere questo obiettivo. Sono anch’io portatore di pace maker e spero che il defibrillatore rimanga perennemente inattivo a prendere la polvere, senza che la sua opera si renda necessaria, ma nel malaugurato caso dovesse servire è nella sede. Questo dono è in memoria della mia povera moglie Lucia Garau». E una piccola targhetta è stata posizionata nei pressi del defibrillatore come ricordo della consorte di Antonio Tomasi. A San Gavino ci sono diversi defibrillatori pubblici grazie all’opera dei volontari del gruppo “Cittadini Attivi San Gavino” mentre un dispositivo è stato donato dallo Spi Cgil. Antonio Tomasi è nato a Gonnosfanadiga il 5 febbraio del 1955 e non è nuovo a questi gesti di generosità verso gli altri: «Nel 1997 sono emigrato a Odolo (provincia di Brescia) in cerca di un lavoro stabile che la mia terra purtroppo non mi aveva offerto. Ho trovato occupazione in una azienda siderurgica, con la garanzia di un salario onorevole, ho chiesto un mutuo e comprato casa a San Gavino dove vivo e risiedo in maniera stabile da poco più di due anni». Antonio Tomasi spiega come è nata l’idea del defibrillatore: «Questo dono è il secondo poiché già un altro dispositivo salvavita a suo tempo lo donai ai medici di base del comune di Gonnosfanadiga. Questo avvenne in seguito al decesso di un giovane avvenuto proprio nella struttura che ospita i medici a Gonnos. Nessuno sa se si poteva salvare ma in quella struttura non vi era un defibrillatore per quel giovane cuore che improvvisamente si era fermato. La cosa mi colpì moltissimo e così misi mano a un piccolo gruzzoletto che avevo da parte, fin da giovanissimo sognavo un viaggio in California, ma senza esitazione quei soldini cambiarono destinazione d'uso. Comprai il defibrillatore e da Odolo arrivai a Gonnosfanadiga per donare quel prezioso dispositivo». ...
Leggi di più