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All'ospedale di San Gavino riprende l'attività di Oculistica

Il direttore generale della Asl del Medio Campidano Giorgio Carboni comunica che con la prima seduta operatoria, che si è tenuta lo scorso martedì 5 luglio 2022, è ripartita l’attività oculistica all’Ospedale di San Gavino. L’attività di chirurgia oculistica, interrotta nel 2018, è ripresa con gli interventi in day service per le cataratte. Per i pazienti è previsto un ricovero di poche ore con dimissione in giornata. L’operatività chirurgica, assicurata dalla collaborazione degli oculisti dell’Ospedale di San Gavino con i colleghi del Policlinico dell’Università di Cagliari, avrà un calendario settimanale con una seduta chirurgica ogni martedì in cui saranno operati in media cinque utenti. Le agende sono già pronte e gli interessati possono prenotare l’intervento negli sportelli Cup della Asl a San Gavino, Guspini, Villacidro e Sanluri. A partire dal 2021, il direttore generale dottor Giorgio Carboni ha lavorato alacremente  per l’attivazione del reparto oculistico. Nell’arco di un anno è stato reclutato un nuovo dirigente medico di oftalmologia, è stata riattivata la convenzione con l’Azienda ospedaliero Universitaria di Cagliari e sono state acquisite sofisticate apparecchiature tecnologiche. Le attrezzature consentiranno a regime di effettuare, oltre che la chirurgia della cataratta, la microchirurgia del glaucoma e le terapie intravitreali per il trattamento delle patologie retiniche. Il reparto oculistico dell’ospedale Nostra Signora di Bonaria, il cui organico crescerà con l’acquisizione di un secondo dirigente medico, sarà potenziato anche sul versante diagnostico e di terapia medica con la fluorangiografia (esame utile a diagnosticare le patologie vascolari dell’occhio, fra cui la retinopatia, la degenerazione senile della macula, le occlusioni vascolari), l’ecografia oculare, la tomografia ottica computerizzata (OCT) e il laser per il trattamento delle patologie retiniche. ...

Gli speculatori fanno affari con la crisi

L’ingordigia degli speculatori non va sottovalutata: in pochi si stanno mangiando l’Italia. Stipendi dei top manager: 649 volte quello di un operaio riportano le fonti bene informate   di Fulvio Tocco ________________________   È di questi giorni la notizia che Pedro Sánchez chiede alle grandi aziende spagnole di garantire che tutti i benefici eccezionali ottenuti grazie alle circostanze attuali vengano ritrasmessi ai lavoratori. Il vero problema italiano, pertanto, non è nel non voto del Movimento Cinque Stelle ma l’enorme crisi sociale che abbiamo davanti, sulla quale è necessario intervenire tempestivamente. Ma i giornaloni nazionali non parlano di questo. Ci sono nodi complessi che vanno sciolti con responsabilità e solidarietà. Non si può sottovalutare l’ingordigia degli speculatori che in poco tempo hanno annullato il potere d’acquisto delle pensioni al minimo, dei salari, degli stipendi, dei redditi dei lavoratori autonomi e dei giovani professionisti. Coloro che fanno affari con la crisi hanno retribuito a dismisura i loro top manager lasciando che la povera gente si accapigliasse sui titoli dei giornaloni e sul reddito di cittadinanza. È tempo di preoccuparci degli speculatori che si stanno mangiando l’Italia per tutelare la stragrande parte dei cittadini. Nel 1980 gli amministratori delegati più pagati prendevano 45 volte un loro dipendente. Nel 2008, secondo l’Ocse, la media delle remunerazioni dei primi 10 top manager italiani era di 6,41 milioni di euro, 416 volte lo stipendio medio annuo di un operaio; nel 2020 è stata di 9,59 milioni, cioè 649 volte. Ciò che sta succedendo sul mercato non è un fenomeno passeggero è un dato di fatto: ormai siamo al secondo anno consecutivo che gli speculatori aumentano i prezzi dei mezzi tecnici di produzione in agricoltura indebolendo ulteriormente la condizione socio - economica degli operatori del settore primario. Ciò significa che non c’è crisi per tutti visto che un top manager può avere una retribuzione superiori di 649 volte allo stipendio di un lavoratore dipendente in un periodo di carestia. Questo a dimostrazione, e i rimedi del governo spagnolo lo confermano, che gli speculatori in un momento di crisi come questo, stanno facendo affari d’oro creando ulteriori disuguaglianze nel nostro paese che stenta a reagire alle loro malefatte. Ma l’informazione nazionale, come spesso avviene, butta la croce addosso a chi ha messo inevidenza la questione dei più deboli.   ...

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