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Fra teatro e letteratura all’Istituto Mossa di Oristano
Due appuntamenti hanno coinvolto gli studenti e i docenti dell’Istituto Tecnico Lorenzo Mossa nell’ultima settimana di Gennaio, due incontri che hanno unito le celebrazioni della Giornata della Memoria e quelle del 150° anniversario della nascita di Grazia Deledda. Nell’auditorium dell’istituto, si è tenuto giovedì 27 gennaio lo spettacolo teatrale “Storia di un uomo magro” del regista e attore Paolo Floris tratto dal libro “La ghianda è una ciliegia” scritto dal giornalista Giacomo Mameli. Lo spettacolo teatrale inserito nelle celebrazioni della Giornata della Memoria 2022 ha raccontato, i ricordi e la storia di Vittorio Palmas di Perdasdefogu, soldato che finì nel campo di concentramento di Bergen Belsen, quello di Anna Frank, dove i prigionieri, dagli oppositori politici agli omosessuali, dagli ebrei ai rom venivano pesati ogni settimana, e chi scendeva sotto il peso di 35 kg veniva ucciso, a Vittorio questo non succede, proprio perché come lui racconta :“sono vivo per due chili”. [caption id="attachment_96581" align="aligncenter" width="833"] Spettacolo teatrale "Storia di un uomo magro"[/caption] Venerdì 28 gennaio si è svolto il convegno “A scuola con Grazia” che ha visto la partecipazione del prof. Duilio Caocci, docente di Letteratura sarda e letterature regionali presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Cagliari, e i rappresentanti della cooperativa Il Seme. L’incontro ha visto la partecipazione attiva degli studenti delle classi quinte dell’istituto che hanno dialogato con il prof. Caocci sulla figura di Grazia Deledda. Durante l’evento è stato scoperto un busto della scrittrice nuorese donato dalla cooperativa e realizzato a seguito di un progetto finanziato dalla Fondazione di Sardegna che ha coinvolto i detenuti della casa circondariale di Massama. Al termine dei lavori l’auditorium della scuola è stato intitolato alla scrittrice sarda premio Nobel per la Letteratura. Entrambe le attività sono all’interno delle iniziative di animazione alla lettura della Biblioteca scolastica dell’Istituto Lorenzo Mossa. ...
Leggi di piùDestra, centrodestra, centro, centrosinistra, sinistra
di Sandro Renato Garau ________________________________ Si potrebbe chiedere a molti italiani quali sono le caratteristiche delle forze che dicono di essere di destra, la di sinistra, di centro con relative varianti. Quali le loro ideologie? Se torniamo indietro nel tempo, in Italia la divisione tra destra e sinistra esiste almeno dal 1861 anno dell’unità. La Destra Storica governerà sino al 1876. Chi rappresentava? La borghesia liberal-moderata, i grandi proprietari terrieri e industriali, assieme ai militari. La Sinistra Storica entra in gioco nel 1876 e governerà sino alla 1896 circa. Ideologicamente erano dei liberal-progressisti, un po’ mazziniani, garibaldini e democratici quanto lo consentiva la società di allora. La differenza tra le due forze sino all’inizio dell’Età Giolittiana era netta, ma con la nascita dei movimenti sindacali e delle nuove formazioni politiche la situazione diventa più complessa. Da quel 2 giugno 1946 abbiamo una Costituzione che orienta e sancisce diritti e doveri, peccato che destra, centrodestra, centro, centrosinistra, sinistra, spesso, forse per distinguersi tra loro la interpretino in modo a dir poco originale. Uno dei valori ai quali tende la Carta è quello della giustizia sociale. Se accennassimo, per esempio, solo all’accoglienza dei molti poveri che vivono nei nostri paesi o semplicemente dei migranti, i distinguo tra le forze sarebbero più d’uno. Destra, sinistra, centro e rispettivi centrodestra e centrosinistra hanno proposto negli anni ricette diverse tra loro e se uguali, sostenuto che fossero diverse, magari più urlate o esposte platealmente…. E i drammi hanno continuato a consumarsi nelle famiglie, nella solitudine, sui barconi o ai confini tra le nazioni. Il Parlamento è delegato a fare le leggi ispirate a giustizia e solidarietà necessarie per la vita di un paese. Per esempio: le tasse che ciascuno deve pagare secondo la sua capacità contributiva, il diritto ad un’equa retribuzione e un lavoro regolare. Quale forza politica può sostenere che non bisogna pagare le tasse e non assicurare ai lavoratori un’equa retribuzione? Nessuna! Qualche forza sostiene che bisogna pagarne meno, certo, ma bisogna pagare. Altre sostengono che la ricchezza deve essere redistribuita in modo equo. Se si avesse coscienza che non pagare le tasse, in linea di principio, è un furto nei confronti delle comunità nella quale si vive, tutto sarebbe più chiaro. Pretendere che a ogni assunzione corrisponda un contratto di lavoro, regolare, con garanzie è un lusso o una questione di giustizia? È anche banale scrivere che chi lavora è donna o uomo che ha una dignità e deve essere rispettato. La sensazione è che le eccezioni siano diventate regola e che l’emergenza, ci sia o non ci sia, è sempre dichiarata a seconda della parte politica che deve usarla come grimaldello per scardinare le posizioni dell’avversario politico. Un altro fenomeno che sta prendendo piede tra le forze ...
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