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San Gavino, domani 14 gennaio presentazione del libro di Sandro Renato Garau "Agemina"

Domani, 14 gennaio, alle 17,30, nella sala Proloco, in piazza Resistenza, a San Gavino, sarà presentato il libro "Agemina" di Sandro Renato Garau. Alla presentazione, organizzata dalla Pro loco e dall'Assessorato comunale alla cultura, oltre all'autore, interverranno il sindaco Carlo Tomasi, l'assessora alla cultura Silvia Mamusa, la presidente della Pro loco Antonella Caboni. Modera il giornalista Simone Spada. ...

Regolare le emozioni

della dott.ssa Alice Bandino* ____________________________ Dopo lo scorso articolo sulla violenza di genere, abbiamo ricevuto diversi messaggi di testimonianze di persone che si sono riviste in una qualche forma di violenza elencate. Anche un uomo ha inviato un messaggio di solidarietà verso la causa, raccontandoci con delicatezza parte della sua storia di dolore e  rinascita dopo quasi dieci anni di violenza psicologica, fisica ed economica subita da un compagno violento; la sua consapevolezza di avere un problema e la successiva guarigione, è avvenuta attraverso un lungo percorso psicologico che gli ha permesso di ritrovare se stesso, le sue passioni e di fare ciò ha imparato dallo psicologo: conoscere le sue emozioni, riconoscerle nelle loro sfaccettature per grado e intensità, a riconoscerle negli altri, ad accettare le avversità della vita con tolleranza e coraggio, senza abbattersi ad ogni ostacolo e soprattutto imparando a trovare soluzioni e non colpevoli ai problemi che la vita ci presenta, spesso inaspettatamente. Una volta apprese tutte queste competenze socio-emotive (è infatti la nostra intelligenza socio emotiva che ci guida nelle relazioni interpersonali quotidiane), avremo la capacità di autoregolare le nostre emozioni attraverso l’utilizzo di strategie che ci permettano di evitare picchi troppo altri o troppo bassi nei nostri vissuti emotivi, mantenendo un livello energetico di base medio, neutro, e non altalenanti“troppo felice…troppo triste…troppo arrabbiato…troppo poco felice...”. Una delle caratteristiche di chi utilizza comportamenti, linguaggio e pensieri violenti verso cose e/o persone, è la totale incapacità di gestire le proprie emozioni in rapporto alle emozioni e alla libertà di chi li circonda: gestire la vita degli altri componenti della famiglia, scandendone orari e limiti, frequentazioni, scelte scolastiche, lavorative e nella gestione del tempo libero, giudicare abbigliamento, carattere, lavoro, amicizie e stile di vita dell’altro per denigrare, offendere e assoggettare sottende un’incapacità di essere empatico e comprendere il dolore provocato con la violenza o ancora peggio essere consapevoli del dolore procurato ma proseguire con crudeltà a perpetrarlo. Nei casi di violenza reiterata e continuativa nel tempo, per essere così crudeli probabilmente i violenti hanno vissuto loro per primi la violenza in passato, ma questa non può essere una giustificazione, deve essere semmai una strada verso cui indirizzare parte delle risorse umane, politiche ed economiche volte alla prevenzione della violenza. Quando interveniamo nei casi di violenza domestica, prendiamo in carico tutto il nucleo, perché sappiamo che la violenza assistita è nociva esattamente come quella diretta; dietro a un bambino che piange nel suo letto per le urla degli adulti, vi sono adulti inconsapevoli del dolore inferto ai figli, incapaci di gestire la propria rabbia, le proprie urla, offese, accuse; parole che di ...

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