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Gonnosfanadiga vuole diventare il paese dei bambini, la scommessa del sindaco Andrea Floris
di Renato Sechi ______________________ Il paese ai piedi del Monte Linas punta sui giovani che vogliono rappresentare il presente e il futuro di una comunità in cui l’emigrazione è stata molto forte soprattutto negli ultimi decenni. La nuova amministrazione lo ha detto a chiare lettere nel suo programma elettorale: «La gioventù è una risorsa preziosa che va seguita nel suo percorso di crescita. La nostra idea - spiega il sindaco Andrea Floris - è di realizzare un progetto che accompagni i nostri bambini dalla più tenera età e fino al momento del loro ingresso nel mondo del lavoro. Siamo un gruppo fortemente identitario, teniamo in maniera importante alle nostre tradizioni e vogliamo che queste vengano ricordate anche dalle prossime generazioni». «Fin da piccoli - prosegue il sindaco - vogliamo coinvolgerli in un percorso di apprendimento dei nostri valori fondanti, della nostra identità. Un popolo che perde i propri ricordi perde la sua identità e si estingue in un contesto generico dove nessuno sa più chi fosse ieri, cosa è oggi e soprattutto cosa sarà domani. Il coinvolgimento del processo di apprendimento della nostra cultura deve quindi iniziare appena possibile, sotto forma di gioco e di coinvolgimento dei bambini e delle loro famiglie attraverso progetti che abbiano come attori i nostri piccoli e le nostre tradizioni». [caption id="attachment_81243" align="alignleft" width="472"] Gonnosfanadiga, Parco Pardu Mannu[/caption] Di qui l’idea del progetto “Il paese dei Bambini” da realizzarsi con la collaborazione degli oratori e delle associazioni di volontariato con l’apertura di spazi sicuri nella piazza Vittorio Emmanuele con la chiusura al traffico di aree limitate, organizzando spazi all’aperto e al chiuso (per i mesi invernali) al fine di consentire i giochi in sicurezza. «La piazza, nei miei ricordi d’infanzia, - aggiunge il sindaco Andrea Floris - era il salotto buono del nostro paese, tutte le famiglie e i bambini si ritrovavano lì e tale deve ridiventare un centro di socializzazione e di inclusione. Un altro ambiente da utilizzare per i giochi e per la socializzazione è il Parco Pardu Mannu, che è già dotato di giochi, ha i campetti di basket e pallavolo che va valorizzato in tutte le sue potenzialità. Nel proseguo della crescita, intendiamo coinvolgere i bambini in progetti di valorizzazione e rispetto del nostro ambiente». «È nostra intenzione – conclude Andrea Floris - istituire la giornata dell’albero, realizzare progetti laboratorio sulle nostre biodiversità, sul riciclo come mezzo importantissimo per la salvaguardia non solo dell’ambiente in cui viviamo ma anche della nostra salute e di quella della nostra fauna e della nostra flora. Insegnare ai nostri giovani il rispetto degli animali e l’importanza di prendersi cura di loro è un elemento fondamentale, secondo noi, del loro percorso di crescita ovviamente tutto questo in collaborazione anche con la scuola che rimane il ...
Leggi di piùEmergenza Covid, il governo decide il passaggio della Sardegna in zona arancione
“Assistiamo a un paradosso. Mentre inauguriamo nuovi posti letto in terapia intensiva, ben trenta, e altri quattordici sono già pronti a Cagliari, nella struttura Covid del Binaghi, il Ministero decide il passaggio della Sardegna in zona arancione per il superamento della percentuale dei ricoveri. Noi riteniamo che questo calcolo sia sbagliato e già da ieri abbiamo manifestato allo stesso Ministro tutte le nostre perplessità e la contrarietà assoluta a una decisione di questo tipo”. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione, Christian Solinas, che oggi, a Sassari, ha inaugurato il nuovo reparto di Terapia intensiva Coivd dell'Azienda ospedaliero-universitaria, allestito nella "Stecca bianca", al piano terra della struttura di viale San Pietro. Trenta i posti letto ospitati nel nuovo reparto i cui lavori per la realizzazione sono partiti il 7 dicembre e si sono conclusi, con grande rapidità, il 6 gennaio. “Si realizza una struttura capiente e moderna – precisa il Presidente – con il meglio delle tecnologia presente. Oggi servirà per affrontare l'emergenza Covid e ci auguriamo che molto presto possa essere dedicata all'attività clinica dell'Università e a tutti i reparti che offrono assistenza sanitaria al nord-ovest della Sardegna”. [caption id="attachment_37549" align="alignleft" width="120"] Christian Solinas[/caption] Critica, invece, la posizione del Presidente verso l'inasprimento delle restrizioni deciso dal governo: “Dietro quei colori ci sono persone, attività economiche e produttive. Oggi tutti gli indicatori consentono di mantenere la Sardegna in zona gialla, permettendo al nostro sistema economico e produttivo, già duramente provato dal perdurare della pandemia, di continuare il proprio lavoro. Tuteleremo le ragioni della Sardegna in ogni sede”. Il presidente ha infine concluso facendo il punto sulle vaccinazioni: “La campagna procede secondo i piani, purtroppo abbiamo subito un rallentamento dovuto alla ristrettezza di dosi trasferite dallo Stato alla Sardegna. Il contratto tra la Pfizer e lo Stato prevedevano una certa dotazione, l'azienda ne ha fornito meno e la Sardegna sta pagando un prezzo in questi termini. Tuttavia grazie alle scorte che abbiamo messo da parte contiamo di vaccinare tutto il personale sanitario con la seconda inoculazione e quindi di rendere immuni tutti i centri ospedalieri”. Sulla decisione del governo è intervenuto anche l'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, presente a Sassari per l'inaugurazione del nuovo reparto: “La pressione sulle strutture sanitarie è diminuita, così come l'indice di occupazione degenze ordinarie, mentre restano stabili le terapie intensive, con un'occupazione di circa cinquanta posti letto. Per i meccanismi contorti di questa zonizzazione, ci ritroviamo un passaggio della Sardegna in zona arancione con un indice RT migliore rispetto a quello per ci aveva garantito il mantenimento dell'Isola in zona gialla. Le restrizioni non aumentano ...
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