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Statale 131: Anas a lavoro per il ripristino del tratto danneggiato dal maltempo
Nella notte tra il 3 e il 4 gennaio scorso Anas ha riscontrato la presenza di alcune lesioni longitudinali della pavimentazione della statale 131 in corrispondenza del km 164 della carreggiata SUD, nei pressi di Bonorva. Le prime analisi effettuate dai tecnici immediatamente intervenuti sul posto hanno rilevato che le lesioni erano state provocate da un movimento franoso, verificatosi a causa delle infiltrazioni d'acqua nel sottosuolo e dovute alle intense precipitazioni delle settimane precedenti. La strada è stata quindi precauzionalmente chiusa al traffico al fine di tutelare la sicurezza della viabilità ed è stato attivato un monitoraggio h24 del tratto. Nei giorni successivi Anas ha avviato una serie di sopralluoghi tecnici specifici per verificare l'entità del movimento franoso che hanno anche permesso di escludere il coinvolgimento della carreggiata nord. Contemporaneamente sono stati consegnati i servizi per approfondite analisi del terreno ad un laboratorio specializzato ed è stata avviata la progettazione esecutiva da uno studio di ingegneri specialisti. L'individuazione delle ditte incaricate è stata velocizzata grazie all'utilizzo degli Accordi Quadro, strumento ormai da qualche tempo presente in Anas. Le analisi in loco sono iniziate il 12 gennaio scorso mediante l’esecuzione di due indagini tomografiche che permettono di conoscere il contenuto d’acqua presente nel rilevato stradale, l’entità del movimento franoso e la profondità della parte stabile. Alla luce dei risultati ottenuti nella giornata di oggi si è eseguito un ulteriore sopralluogo da parte degli ingegneri specialisti e di un geologo che hanno concordato sulla necessità di eseguire alcuni sondaggi profondi che sono già stati programmati per lunedì 18 gennaio. Anas è già a lavoro per definire le ipotesi progettuali per la stabilizzazione e la ricostruzione del corpo stradale danneggiato. Tali ipotesi dipendono dalla precisa valutazione del movimento franoso e determineranno i tempi di ripristino della strada. ...
Leggi di piùSiddi, l’Accademia Casa Puddu diventa COI Accademia Enogastronomica
Un nuovo nome e un logo innovativo per proseguire con maggiore concretezza sul percorso internazionale intrapreso in questi ultimi anni. L’Accademia Casa Puddu si trasforma e da oggi diventa “COI Accademia Enogastronomica”. A dieci anni dalla sua fondazione, nel 2010 a Siddi in quella che fu la prima sede nella struttura dell’ex Pastificio Puddu (da lì il nome) di proprietà del Comune, si volta pagina per proseguire le attività di alta formazione e cucina sempre in Marmilla, ma nella sede di Baradili, il comune più piccolo della Sardegna con i suoi 78 residenti, che dal 2015 ospita l’Accademia. Una strada costellata da grandi soddisfazioni, quella intrapresa dai vertici aziendali, che nel decennio appena trascorso ha visto crescere tantissimi chef di alto livello ora in giro per il mondo a fare da ambasciatori dei sapori e delle tradizioni culinarie sarde, l’apertura di due pizzerie “Sa Scolla”, a Baradili e Cagliari annoverate nelle guide enogastronomiche tra le più apprezzate a livello nazionale, l’organizzazione di eventi per la promozione territoriale e recentemente gli accordi con l’università Coreana di Seoul e la Camera di Commercio Italiana delle Filippine. “All’inizio del 2015, poco prima della nostra partecipazione all’Expo di Milano - racconta Gianfranco Massa, presidente di “COI Accademia Enogastronomica” - ci trasferimmo a Baradili perché ci rendemmo conto della necessità di dover contare su una struttura più ampia e adeguata alle sopraggiunte esigenze di crescita aziendale. Da allora, progressivamente, il legame con “Casa Puddu” si è fatto sempre più flebile, fino a scomparire del tutto negli ultimi anni. Per questo e per rispetto della comunità che ci ospita attualmente, abbiamo deciso di togliere dal nostro nome e dal nostro logo il riferimento a “Casa Puddu”. Una scelta sofferta, ma ben ragionata e ponderata, che facciamo doverosamente senza rimpianti. Abbiamo scelto COI, dalla lingua sarda “cuoci”, proprio per ribadire che la nostra cultura di appartenenza è alla base del progetto dell’Accademia così come lo è sempre stato in tutti questi anni e con la scelta del nuovo nome intendiamo sviluppare maggiormente la vocazione internazionale che abbiamo acquisito in Europa, nelle Americhe e in Asia per continuare a valorizzazione l’enorme patrimonio enogastronomico che la Sardegna possiede”. Concetto ribadito dall’amministratore delegato dell’Accademia: “Gli accordi stipulati con la Corea del sud e la Camera di Commercio Italiana nelle Filippine per la formazione e la promozione delle aziende e dei prodotti di eccellenza che rappresentano la Sardegna - spiega Giancarlo Dessì - ci spingono a consolidare e implementare la nostra presenza in questi Paesi con nuovi progetti e nuove attività di internazionalizzazione che apriremo anche alla collaborazione di nuovi partners commerciali”. ...
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