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Casa di reclusione Is Arenas: riattivato il servizio navetta
Dopo venticinque giorni di estenuante auto consegna in istituto, astensione della mensa e boicottaggio dell’acquisto dei prodotti in vendita nella locale dispensa agricola, oggi è stato riattivato il servizio navetta. La protesta era scaturita dopo la sospensione del servizio navetta dall’istituto ad Arbus da parte della direzione per la riduzione delle risorse riservate alla manutenzione dei mezzi di trasporto. «Intanto permane lo stato d’agitazione e il boicottaggio dell’acquisto dei prodotti nella dispensa agricola. Ora sarà nostra cura rappresentare la problematica presso i superiori uffici dipartimentali per il mantenimento del servizio navetta considerato che i fondi disponibili sono attualmente insufficienti», afferma Sandro Atzeni del coordinamento regionale della Fp Cgil Polizia penitenziaria. ...
Leggi di piùVoglia di un ritorno alla natura
Fin dove arriva la memoria e cronache scritte, Serramanna, è sempre stato un paese agricolo. La sua posizione in pianura e la sua terra fertile hanno permesso ai suoi abitanti di coltivare eccellenti prodotti. La campagna era la fonte di reddito della maggior parte dei suoi abitanti. C'era povertà e occorreva arrangiarsi, ma per chi aveva voglia di rimboccarsi le maniche, la parola disoccupazione non esisteva. Uomini, donne e anche bambini lavoravano insieme e in ogni stagione c'era qualcosa da fare. Si andava "a sa spiga", "a binnennai", "a tirai fa", "a scoiscai", "a marrai","a stegai pisurucci", "a segai cancioffa". Le erbe che crescevano spontanee ed i frutti selvatici diventavano spesso un pasto a costo zero che si consumava direttamente sotto l'ombra di un albero, con un bel sottofondo di voci allegre e spesso di canti in coro. Durante il giorno c'era più gente nei campi che in paese. Le vigne producevano un'ottima uva che regalava un buonissimo vino. Quando gli agricoltori si associarono nacque la Cantina Sociale di Serramanna, la più grande di tutta l'Europa. Nel periodo della vendemmia l'odore del mosto impregnava l'aria del paese e lungo le strade non si contavano i tantissimi trattori con i rimorchi carichi di succosi grappoli che facevano la fila per entrare nel piazzale della cantina e pesare il carico. La nascita della Casar fece intensificare la coltivazione di pomodori e l'oro rosso dentro barattoli e tubetti portò altro lavoro. I buonissimi carciofi spinosi invasero il mercato conquistando il palato dei sardi, ma anche dei continentali, divenendo un prodotto apprezzato e richiestissimo fuori dall'isola: lunghissimi treni merci carichi di cassette di legno piene di verdi fiori spinosi attraversavano il campidano per raggiungere Cagliari, dove il prodotto veniva imbarcato sulle navi. In campagna c'era da fare per tutti. Le cose poi cambiarono: grossi incentivi concessi dal Governo e dalla Comunità Europea favorirono l'espianto di tantissimi vigneti. La produzione di vino diminuì ed anche il lavoro: la cantina, orgoglio Serramannese, morì. Intanto la tecnologia correva sempre più veloce e se da una parte agevolava e semplificava il lavoro, dall'altra, toglieva occupazione, invadendo i campi che per migliaia di anni erano stati riservati alle mani e alla fatica dell'essere umano. Sul finire degli anni '80, i giovani che per tante estati avevano raccimolato i soldi per le esigenze invernali "steghendi tammattigasa" cominciarono a restare a casa, sostituiti dalla macchina che era veloce e aveva bisogno di poca manodopera. Nuove leggi e regole dello Stato Italiano, nate per tutelare i lavoratori, nella pratica limitarono sempre di più l'opportunità di farsi "sa gerrunnada". Molti giovani abbandonarono il lavoro dei padri, indirizzando le loro aspirazioni verso lavori che davano più prestigio e meno fatica. Fu così che la campagna lentamente si svuotò. Le voci ed i canti scomparvero lasciando il posto al rumore dei tratto ...
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