Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

La lavorazione della ceramica nel periodo romano

Pabillonis importante centro dei prodotti di terracotta in epoca romana?La suggestiva ipotesi (non del tutto fantastica) è sostenuta dallo studioso di storia sarda prof. Enrico Casti di Gonnosfanadiga. Tra i 18 “Oppida celeberrimi” (città fortificate) citati da Plinio, storico romano del I secolo d.C, risulta che, insieme a Gonnos, Guspini, Arbus, San Gavino, Villacidro, Pauli Arbarei c'era anche Pabillonis. Quali i motivi di tale importanza, per Plinio, tanto da definirli “celeberrimi”(famosi, importanti)?Il prof. Casti elenca diverse caratteristiche che mettono in evidenza le peculiarità dei singoli oppida. Per quanto riguarda il nostro paese: ”Per Pabillonis il pensiero corre a quell'attività mai abbandonata del tutto, della produzione dei più diversi oggetti di terracotta, che una volta potevano essere fatti in quantità industriali da caricarne anche navi che si dirigevano a Roma”, scrive il prof Casti. Ma non solo. A suffragare questa interessante ipotesi c'è anche un progetto bilaterale italo-spagnolo, finanziato dai rispettivi ministeri competenti (MIUR e MEC), che ha come oggetto lo studio della ceramica da cucina tardo-antica (V-VII secolo d.C.), modellata a mano o al tornio lento e commercializzata nel Mediterraneo occidentale (Spagna, Africa settentrionale, Baleari, Francia, penisola italiana, Corsica, Sardegna, Sicilia). Il progetto è coordinato per la Spagna dal prof. Miguel Angel Cau Ontiveros (ICREA – Università di Barcellona) e per l’Italia dalla prof.ssa Sara Santoro (Università di Parma, parte archeologica) e dal prof. Giuseppe Montana (Università di Palermo), parte archeometrica ed analisi di laboratorio. Nel 2006 alcuni studiosi fecero delle indagini sui campioni d’argilla del territorio del paese, su antichi manufatti e la documentazione storica in possesso del comune e di privati cittadini. Un lavoro certosino che ha visto all’opera i professori universitari per trovare quelle notizie e confermare così la suggestiva ipotesi che sempre più sta prendendo piede negli ambienti scientifici del settore su questo periodo storico: a Pabillonis esisteva nel periodo romano un centro di produzione di ceramica da cucina esportata in tutto il bacino del Mediterraneo. L’interesse a livello internazionale sulla ceramica pabillonese, d'altronde, è stato già oggetto di studi da parte di alcuni ricercatori, M. Beatrice Annis ed Herman Geertman, dell’Università di Leiden in Olanda, che hanno pubblicato, in varie riprese, alcuni saggi sulle caratteristiche peculiari dei prodotti in terracotta di Pabillonis. Dario Frau ...

Is Pingiadas a nuova vita

È stato restaurato e pitturato il monumento de “Is Pingiadas” dedicato all'antica arte della terracotta  pabillonese. L'amministrazione comunale ha deciso infatti l'intervento, con un finanziamento di trecento euro, per riportare all'antico splendore il simbolo della tradizione che ha caratterizzato, nel passato soprattutto, l'economia del paese. Sono passati oltre una trentina d'anni da quando l’artista Antonio Ledda di Serramanna fu incaricato, dall’amministrazione di allora, di realizzare un monumento all’artigianato, che per antonomasia doveva ricordare l’antica arte del paese. Un simbolo per gli artigiani del passato che avevano contribuito con il proprio lavoro a rendere famoso Pabillonis, conosciuto nell’Isola come “sa bidda de is pingiadas”. L’entusiasmo dell’artista per la proposta fu ben presto trasformato in un progetto insolito e innovativo. Non una statua o un monumento plastico con figure umane o simili, bensì una piazza intera con un punto di riferimento, sia per i residenti che per i turisti che in quelli anni soprattutto visitavano la rassegna dell’artigianato che nel periodo estivo veniva allestita nei locali dell’ex municipio. Il viavai dei turisti che puntuali si recavano nei locali dell’ex municipio per portare a casa un ricordo dell’artigianato sardo è scomparso. Ma non solo. Gli introiti degli altri esercizi commerciali che beneficiavano di una forma di turismo, benché di passaggio, sicuramente positivo, non ci sono più: eppure rappresentavano quel tipo di microeconomia che caratterizza però le piccole comunità come Pabillonis. Il disinteresse, scelte diverse, le scarse motivazioni hanno decretato la fine di tutto questo. È rimasto solo il monumento all’artigianato a testimoniare la tradizione della terracotta che oggi si tenta di rilanciare, grazie alla presenza di giovani artisti, Mimma Mugnai, Ceramica Mediterranea di Anna Cara e Riccardo Salis che nei loro laboratori, pur con tante difficoltà, cercano di riportare in auge l'antica arte. Oggetto di piccoli atti vandalici e di screpolature, “sa pingiada, s’ariglia e su tianu” rischiava di deteriorarsi ulteriormente. Ora con l'intervento del comune il monumento è stato rimesso a nuovo (dall'artista locale Giovanni Floris) e continuerà, con la sua presenza, a ricordare  l'importanza di un'arte che  ha reso famoso il paese. Dario Frau ...

Vai a tutti i contenuti →