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La Arti Marziali Guspini alla Open d'Italia di Ju Jitsu

L’associazione sportiva dilettantistica Arti Marziali Guspini, attiva dal 2007, sia in campo regionale sia nazionale, si è distinta all’Open d’Italia 2016, organizzata dalla Federazione italiana Judo Karate arti marziali (Fijlkam). Alla prestigiosa competizione, che si è svolta al PalaPellicone Lido di Ostia (Roma) il 12 giugno scorso, hanno partecipato atleti di grande spessore tecnico e atletico. Gli allievi del maestro Ignazio Olla, che hanno degnamente rappresentato i colori della Sardegna, hanno vinto due megaglie d’oro e una d’argento nella gara di Ju Jitsu, specialità Fighting System, categoria cadetti. Si sono classificati primi Marcello Miontis nella categoria di peso deio 73 chilogrammi e Marcello Ruggeri in quella di peso 60 chilogrammi, nella stessa categoria si è aggiudicato il secondo posto Michele Onidi. (r. m. c.). ...

Compasso d'oro: Jacopo Ruggeri tra i finalisti

Un bel po' di Sardegna quest'anno nel premio che, ogni due anni, consacra il successo nel campo mondiale del design: il compasso d'oro che l'ADI, l'associazione per il disegno industriale, assegna dopo una selezione che vede alla partenza parecchie centinaia di “segnalazioni” fatte da giurie superqualificate che operano in tutto il territorio nazionale. È uno di quei campi, il design, in cui questo nostro sgarrupato paese diventa faro per il restante dell'umanità tutta. Come se nel suo DNA (tutti i popoli del mondo ne hanno uno diverso) non avessero mai dormito del tutto quei geni che un tempo sfornavano artisti nelle botteghe fiorentine e venete e  lombarde, i cui quadri e gioielli e armature di guerra si vendevano, a caro prezzo, nelle corti cinquecentesche d'Europa. L'ADI (fondata a Milano nel 1956) riunisce e rappresenta i principali protagonisti del sistema del design italiano, una galassia in cui ruotano pianeti e sistemi stellari fatti di imprese, distributori, scuole e università, critici e giornalisti, e una miriade di enti e associazioni. E anche un bel mucchio di soldi che aiutano a tenere su PIL e bilancia commerciale italiana, design e “made in Italy” sono sinonimi. A sentire i protagonisti premiati ci vuole poco per partire, in genere una matita copiativa e un foglio bianco, poi occorre che l'idea che prende forma tra le sinapsi dei neuroni si lasci dispiegare dallo scorrere della grafite appuntita e il gioco è fatto. Al centro di tutto è l'uomo che opera, che crea. Ben piantato nel contesto socio-economico in cui vive, conscio che il suo operare è nel solco dell'innovazione tecnologica e, oggi sopratutto, attento a ogni tipo di risparmio e riciclo sotteso alle problematiche ambientali ineludibili e sovrastanti. Ci vogliono poi, è ovvio, imprenditori che si impegnino a perseguire i valori di questa estetica industriale, che rimane protagonista di una cultura del progettare tutta particolare, che deve essere supportata in sede di produzione e distribuzione fino a raggiungere il consumatore finale. Numerosissimo il più delle volte, il successo nel nostro tempo è scandito dai “mi piace” di facebook, ma non necessariamente è così sempre. Della Ferrari FXX K che ha disegnato Flavio Manzoni e per cui ha vinto il suo secondo compasso d'oro, ne hanno messe in produzione, ahimè, solo 40 esemplari, e dire che stavo facendo un pensierino a cambiare la mia “vecchia” Punto del 2003, altro ostacolo non indifferente sono i 2,5 milioni di euro che servono sull'unghia per farsela portare in garage. Comunque non c'è niente da fare: sold aut, tutte vendute, come fossero biglietti del concerto di Bob Dylan, bisogna prenotare per tempo, che i milionari cinesi crescono oramai come funghi e i petrolieri del golfo non conosco vere recessioni da mai. Flavio deve il suo cognome, che più lombardo non si può, a un bisnonno che approdò per mestiere di armi alla Maddalena, dove è nato anche il babbo di lui Giacomo, la mamma Fran ...

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