Samassi: dopo i lavori, un ufficio postale più accogliente

Sono stati completati gli interventi di ammodernamento e di ristrutturazione. La sede è stata rinnovata con soluzioni a basso impatto ambientale

Ha riaperto al pubblico l’ufficio postale di Samassi, completamente ristrutturato nell'ambito del progetto Polis: l’iniziativa di Poste Italiane che coinvolge circa 7mila uffici postali dei comuni con meno 15mila abitanti in Italia.Sono terminati, infatti, gli interventi di ammodernamento e ristrutturazione della sede di via Risorgimento, attraverso i quali le sale che accolgono i clienti sono state dotate di nuovi arredi e colori e gli ambienti sono stati migliorati con soluzioni a basso impatto ambientale e una nuova illuminazione a basso consumo energetico.Nella Sardegna Meridionale, finora, sono stati ristrutturati e rinnovati 101 uffici postali ed entro la fine dell’anno è previsto il completamento di tutte le 113 sedi operative nei comuni del territorio al di sotto dei 15mila abitanti.Ora anche i cittadini di Samassi, possono richiedere o rinnovare il passaporto presentando la documentazione direttamente allo sportello del rinnovato ufficio postale, senza doversi recare in questura, con la possibilità di riceverlo a domicilio.Disponibili in sede anche i certificati anagrafici oltre ai servizi INPS come, a esempio, il cedolino della pensione, la certificazione unica e il modello “OBIS M”.L’ufficio postale di Samassi è a disposizione dei cittadini con il consueto orario: dal lunedì al venerdì dalle 8:20 alle 13.35 e il sabato fino alle 12:35. ...

S’anguidda e su mugheddu de santa Maria Stella Maris de Bosa

Una tradizione molto sentita dai bosani è quella della festa in onore di Santa Maria Stella Maris, durante la quale vengono serviti anguille e muggini,

La Sardegna è ricca di storia, di tradizioni con origini molto antiche che si perdono nella notte dei tempi e di luoghi molto belli come per esempio Bosa, in provincia di Oristano. Il paese è accarezzato dalle acque dal fiume Temo, l’unico fiume navigabile in Sardegna per circa sei chilometri. Nel territorio di Bosa e zone limitrofe, risultano insediamenti di età preistorica e protostorica come comprovano le grotticelle funerarie mono o bicellulari individuate in parecchie zone che abbracciano la cittadina, così come le tante, domus de jana, testimoniano una presenza umana riconducibile all’età del rame. Mentre le due costruzioni edificate a forma di torre tronco-conica, costruite con pietre sedimentarie o eruttive sono da ricondurre all’era del bronzo e a quella nuragica. Durante la permanenza dei romani nell’Isola, Bosa venne trasformata, molto probabilmente nei primi cento anni del secolo, in una amministrazione comunale con un proprio ordine di decurioni (così chiamati perché nel consiglio entrava un decimo dei coloni e ogni membro era il capo di una decuria di coloni) e una corporazione di quattro magistrati elettivi. Le vicende storiche di Bosa sono veramente significative e di rilievo, a partire dalla presenza romana, così come il successivo periodo bizantino e medievale con le irruzioni arabe. Bosa e la Planargia si confermano centri importanti anche durante il regno degli Aragonesi e degli Asburgo, in particolare il porto nel 1500 diventa strategico per tutta la Sardegna. Successivamente quest’area vive alterne fortune, nonostante la peste che nella prima parte del 1700 colpisce duramente Bosa, che ritrova poi nuova vitalità commerciale nel 1800, soprattutto per gli scambi con la Liguria e la Francia, sino a diventare magazzino delle merci della zona. A fine 1800 nasce l’industria lattiero casearia. Dal 1900 ai primi anni 70 la popolazione bosana arriva pressappoco a 8.630 abitanti. Agli inizi del 2000, si registra un calo demografico, infatti la popolazione scende intorno a 7.935 abitanti e dal 2001 al 2017 secondo i dati Istat la popolazione si stabilisce intorno ai 7.930 abitanti. Nel 2005, a seguito del cambiamento della riforma dei distretti provinciali, Bosa passa dalla Provincia di Nuoro a quella di Oristano. Bosa però, non è conosciuta solo per la storia, ma anche per i luoghi di bellezze naturali, luoghi selvaggi dove il verde, i fiori, gli alberi, gli uccelli e le piccole spiagge di sabbia si confondono con le rocce che abbracciano il mare, proponendo un incantevole scenario come la tavolozza di un pittore che dipinge un quadro a cielo aperto. Bosa è famosa anche per la lavorazione dell’argento, dell’oro e delle pietre preziose, tecnica in uso già dal tempo dei fenici, mentre per la lavorazione a filigrana furono gli spagnoli ad introdurne il metodo, oggi la manifattura dell’arte tradizionale del gioiello sardo è il fiore all’occhiello bosano, invece la lavorazione del corallo fu ...

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