Gonnosfanadiga: continua “Natale Gonnese”
di Gabriele Tratzi ______________________ Prosegue la serie di appuntamenti di “Natale Gonnese”, evento organizzato dalla Pro-Loco con le varie collaborazioni. Il 22 dicembre, dalle 18,30 in piazza XXVII febbraio, si esibirà la banda musicale G. Puccini, mentre tra le vie del centro ci sarà la castagnata. Lunedì 23, in piazza Vittorio Emanuele, dalle 9 alle 13, l’Associazione Sul Rigo con ASD Multisport Accademy M.C., Usd Gonnos Calcio e la Polisportiva Primavera hanno organizzato una mattinata dedicata alle attività ludiche sportive. Nel pomeriggio, dalle 17 ci sarà “Best Christmas”, in collaborazione con Angel Eventi e animazione, accompagnato dallo zucchero filato con l’associazione Il Coriandolo. In via Porru Bonelli invece, alle 17, ci saranno le letture itineranti e la presentazione del libro di Giovanna Pescarmona, con l’associazione culturale Alessandra Sorcinelli e l’Associazione Amici degli Animali. Il 27 dicembre, dalle 16, a cura del parroco Don Luca e la Pro-Loco Gonnosfanadiga, ci sarà la visita e benedizione dei presepi rionali, il 28 alle 10, con l’Associazione Parco Monte Linas, il “Babbo raduno di moto natale” e il 29 alle 18, al saloncino Sacro Cuore, il concerto della Scuola Civica di Musica. Il 31 dicembre, alle 8 in piazza XXVII febbraio, la famosa ricorrenza de “su candeberi”, mentre dalle 20 alla Fiera Mercato, ci sarà il “veglione di capodanno gonnese” con l’Associazione Go-Nos. Il primo evento del 2025, organizzato per il 4 gennaio alle 10 al parchetto via Foscolo, sarà lo spettacolo di paragility, con Efisio Concas e l’Agility Team. Chiude le vacanze natalizie l’evento “Arriva la befana” alle 16. L’ultimo evento in programma sarà il concerto al sassofono “The new sax quartet”, con la banda musicale G. Puccini alle 18,30 al saloncino Sacro Cuore. ...
Leggi di piùArbus, "Oro Nero": l'arte della lavorazione della lana di pecora nera in mostra al Museo Antonio Corda
di Tarcisio Agus _______________ Il museo Antonio Corda di Arbus è una fucina di iniziative culturali e in questo periodo ospita sino al 6 gennaio la mostra “Oro Nero”, che a noi sardi farebbe pensare immediatamente a una mostra sull'ossidiana, così chiamata perché nota e commercializzata dai neolitici sardi in tutto il bacino mediterraneo. Purtroppo gli amanti della geologia che avranno comunque la curiosità di visitare la mostra potrebbero restarne delusi, perché l'oro nero proposto non è un elemento litologico, anche se proviene da un'area di forte evoluzione tettonica meglio nota come “Fossa di Funtanazza”, che ci rimanda all'Oligocene, periodo compreso tra il 33,9 e 20,43 Ma. L'oro nero di cui si parla nel soffuso spazio del museo fa riferimento alla lana della pecora nera di Arbus, un ovino autoctono che pascola in regione Funtanazza. La mostra proposta dall'artista sansperatese Pietrina Atzori, Fiber Artist contemporanea, è inserita all'interno della manifestazione “Sentieri della biodiversità”, promossa dal comune di Arbus. Le sue opere sono realizzate con il filo, fibre e tessuti con i quali da corpo alle sue visioni restituendo sentimenti, paure, speranze e spiritualità di questa nostra complicata contemporaneità. Al suo attivo sono innumerevoli le mostre, le installazioni, le collaborazioni ed i premi ricevuti. Ogni suo intreccio interagisce con altri, in linea con il lavoro che svolge da oltre 35 anni, nel quale il filo nero, ottenuto dalla lana da lei cardata, filata e intrecciata, è il mezzo e lo strumento che ormai da un decennio utilizza per sostenere la comunità agropastorale e gli operatori che hanno scelto di restare legati al mondo ancestrale di “Funtanazza”. Con la sua arte non intende promuovere la commercializzazione di un prodotto che si perde nella notte dei tempi e che per tutta una serie di circostanze, in questo nostro mondo, ricco di avanzate tecnologie, lo considera uno scarto, un rifiuto. Il suo impegno e la sua visione l'hanno condotta nel settembre 2019 a percorrere 3500 Km con il “Progetto di arte sociale”, portando con se un gomitolo della fibra ovina, che le nostre nonne invece usavano sapientemente nei propri telai per impreziosire, con il misterioso colore, tappeti, arazzi e copriletti, per legare idealmente l'Italia a Funtanazza. Partendo dall'isola, ha raggiunto la Sicilia per risalire poi dalla Calabria tutto lo stivale sino al nord ovest della Val D'Aosta e rientrare, attraverso la Liguria, in Sardegna passando per i centri di Orgosolo e Mamoiada sino al rientro ad Arbus. In questa sua trama di comunità e territorio ha intrecciato il sapere arburese con i luoghi che ancora praticano l'allevamento ovino, dando vita alle opere presenti in mostra, ma l'azione principale che sfugge allo sguardo è l'imponente tessitura che ha coinvolto 42 sindaci ed i rispettivi territori in un arazzo umano e sociale di vaste dimensioni. Pietrina Atzori artista poliedrica e sensibile, s ...
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