Sa passioni e morti de Gesus Cristu

Collinas è pronta per celebrare la Pasqua con due sacre rappresentazioni storiche tramandate dalla comunità forrese: la Passione di Cristo, che si svolge la domenica delle palme, il 20 marzo alle 18, e S’Incontru, rito introdotto dagli spagnoli nel Seicento e celebrato la mattina di Pasqua. Si aprirà con ‘Sas Pramas’, la domenica delle Palme, quando, intorno alle 18, si terrà la storica rappresentazione della passione e morte di Cristo. Momento culminate e suggestivo. Si parte da piazza Giardino con l’ultima cena, l’Orto degli Ulivi, la via del Calvario, l’incontro con la Madonna, con le pie donne, sino alla condanna in Croce. L’evento coinvolge 80 attori ed una trentina di organizzatori. Ma tutto il paese si anima e dà una mano nel rispetto delle antiche tradizioni filtrate dalla cultura spagnola. Si prosegue venerdì santo, con Su Scravamentu nella chiesa di San Michele Arcangelo. Si conclude il giorno di Pasqua col rito dell’incontro: dalla chiesa di San Sebastiano partono gli uomini dietro il Cristo, dalla parrocchia le donne dietro la Madonna per incontrarsi davanti alla chiesa di San Michele Arcangelo, per celebrare i tre inchini rituali e la santa messa, tra le campane che suonano a festa e i fuochi d’artificio. Marisa Putzolu ...

Si ripropone il rito de “Su Scravamentu

Fede e tradizione nei riti della settimana santa in tutti paesi del Campidano e della Marmilla. Uno dei riti più suggestivi sarà messo in scena il venerdì santo alle 18.30 a San Gavino Monreale nella chiesa di Santa Chiara (nella foto dell’archivio storico Altea). Si ripete da oltre trecento anni, senza aver avuto mai nessuna interruzione, la sacra rappresentazione de “Su Scravamentu”, uno di quei momenti che esprime la fede e la devozione di tutta la comunità sangavinese. E quest’antica tradizione si concretizzerà anche quest’anno nella sera del venerdì santo, quando, sotto gli occhi delle centinaia di fedeli, che affolleranno la chiesa di Santa Chiara, il Cristo verrà calato dalla croce. “Su Scravamentu” è testimoniato in diversi centri della Sardegna, ma a San Gavino questa sacra rappresentazione si è conservata inalterata nei secoli e neppure la guerra è riuscita ad interromperla. Basti pensare che la stessa croce del Cristo, utilizzata ancora oggi nel rito, è stata costruita nel 1745 e lo stesso Cristo risale alla prima metà del Settecento. Parlare de “Su Scravamentu” e del suo percorso storico significa ripercorrere le più antiche tradizioni della cittadina sangavinese. La gente vive con devozione questo momento, e sono tanti i fedeli dei vicini paesi che vengono a San Gavino per veder rivivere e partecipare all’antico rito. Il Venerdì Santo in tarda mattinata i confratelli portano il Cristo crocifisso e la grande Croce dalla chiesetta di Santa Croce a Santa Chiara. Il pomeriggio viene montato il palco, che servirà per la messa in scena e predicazione de “Su Scravamentu”: al centro il Cristo con un grande lenzuolo su entrambi i lati della croce, dietro sono sistemate due scale. Da una parte vicino al pulpito viene posta l’effigie della Madonna Addolorata vestita di nero. Il palco è circondato da angioletti, mentre due ragazzi, con abbondante capigliatura e aureola dorata, rappresentano San Giovanni e la Maddalena. Alla fine del rito i confratelli di Santa Croce, accompagnati dal sacerdote e dai presenti, portano in processione il Cristo nella chiesetta di Santa Croce. Gian Luigi Pittau ...

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