Asl Medio Campidano: chiusura Guardia Medica Capodanno 2024-2025

di Valerio Carta ________________________   La Asl Medio Campidano ha comunicato che per cause indipendenti dalla propria volontà, non sarà possibile garantire il servizio delle guardie mediche, durante la fine e l’inizio del nuovo anno. Le chiusure previste interesseranno le guardie mediche dei paesi di: Villacidro, dalle 8 di martedì 31 dicembre 2024 alle 8 di mercoledì 1° gennaio 2025; Guspini, dalle 8 di martedì 31 dicembre 2024 alle 8 di venerdì 3 gennaio 2025; Gonnosfanadiga, dalle 8 di mercoledì 1°  alle 8 di giovedì 2 gennaio 2025; Serramanna, dalle 8 di martedì 31 dicembre 2024 alle 8 di venerdì 3 gennaio 2025; Sanluri, dalle 8 alle 20 di mercoledì 1°gennaio 2025; Pabillonis, dalle 8 di mercoledì 1° alle 8 di giovedì 2 gennaio 2025; San Gavino, dalle 8 di martedì 31 dicembre 2024 alle 20 del 1° gennaio 2025; Segariu, dalle 8 di martedì 31 dicembre 2024 alle 8 di giovedì 2 gennaio 2025; Samassi, dalle 20 di martedì 31 dicembre 2024 alle 20 di mercoledì 1° gennaio 2025; Sardara, dalle 20 di martedì 31 dicembre 2024 alle 8 di mercoledì 1° gennaio 2025; Arbus, dalle 8 di martedì 31 dicembre 2024 alle 8 di giovedì 2 gennaio 2025; Villamar, dalle 8 di martedì 31 dicembre 2024 alle 8 di giovedì 2 gennaio 2025; Lunamatrona dalle 20 di martedì 31 dicembre 2024 alle 8 di giovedì 2 gennaio 2025; Barumini, dalle 8 di mercoledì 1° gennaio alle 8 di giovedì 2 gennaio 2025. Per le urgenze bisognerà rivolgersi al pronto soccorso. ...

Messaggio del vescovo Roberto Carboni per il Santo Natale 2024: la speranza delle piccole cose quotidiane

Da tempo siamo ostaggi di parole dure come pietre e acuminate come coltelli, di violenza quotidiana riproposta infinite volte dai mezzi di comunicazione, amplificata, scrutata da ogni parte e che penetra nel nostro cuore e nella nostra mente come una radice insidiosa, capace di frantumare la roccia. Distruzione, morte, feriti, macerie, pianto… La crudeltà e ripetitività delle immagini e delle parole, dei pensieri e delle azioni, ci assedia, stendendo una coltre nera che ci impedisce di vedere oltre, spargendo attorno a sé un senso di ineluttabilità: Cosa ci vuoi fare? Il mondo è così… ci ripetiamo. Eppure, il mondo non è solo così... vi è anche altro. C’è la saggezza e la bellezza della quotidianità fatta di piccole cose; del bene sussurrato, della gentilezza che affiora in semplici gesti, della carità silenziosa ma efficace. È l’abitudine che ci parla di speranza: la madre che accudisce il figlio, il lavoratore che esce presto da casa per portare avanti il suo compito, chi spazza le strade e chi porta i giornali. Scaldare l’acqua, fare il caffè, salutare con un buon giorno, spegnere le luci, ringraziare per le medicine... Chi meglio della poesia può dirci la normalità che salva: io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano. Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido, non avrò vissuto invano. (Emily Dickinson). Da cosa si misura la grandezza di una vita, qual è il segno che ci dice che esiste una speranza? Madelaine Delbrel chiamava le passioni quotidiane quella fila serrata in ranghi di occupazioni semplici, banali, ripetitive, che fanno la nostra santità ma senza la nostra gloria; ci danno un martirio senza la palma, ma che tuttavia hanno valore per lo sguardo penetrante di Dio. Dentro queste pazienze vi è la speranza e la perseveranza di tanti uomini e donne di bene che non si scoraggiano. Come ha detto qualcuno: La maggior parte delle cose importanti nel mondo sono state compiute da persone che hanno continuato a provare quando sembrava che non ci fosse alcuna speranza. Ecco, il Natale del Signore è l’ostinazione di Dio che ancora una volta ci vuole uomini e donne di speranza; un invito a ritentare anche quando c’è attorno a noi oscurità e tutto sembra parlare di debolezza. Anzi, è proprio il Natale di Gesù a fare sintesi della fragilità: una coppia di genitori che non sanno dove sistemare il loro bambino; una piccola creatura indifesa e perseguitata appena venuto al mondo; il corteo di pastori emarginati e impauriti che lo ossequiano... Eppure, questo piccolo seme è divenuto un albero gigantesco dove troviamo riparo (Mc4,30-32). Questo è il Natale cristiano, la celebrazione della nascita di Gesù: accogliere nelle nostre mani la speranza quotidiana che Dio ci offre e seminarla, in un mondo che spesso si presenta sassoso e pieno di spine. Ma sappiamo che la forza di questo piccolo seme è quello, nonostante tutto, ...

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