Arbus, dal 15 al 18 giugno i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova: un intenso momento di devozione che resta nel cuore
di Gianni Vacca _______________ Quattro giorni di fede, tradizioni, cultura e un pizzico di mistero: da sabato 15 a martedì 18 giugno ad Arbus e nella borgata di Sant’Antonio di Santadi si terranno i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova. Una attesissima festa religiosa ma anche occasione unica e irripetibile per un intero territorio di promuovere un patrimonio naturalistico, culturale, religioso, archeologico, agroalimentare e di artigianato unico. L’intenso e lungo momento di devozione culminerà con le due processioni: un lunghissimo pellegrinaggio con migliaia di devoti, che accompagnerà il Santo dalla sua abituale dimora posta nella chiesa di San Sebastiano ad Arbus fino alla chiesetta a lui dedicata posta nella borgata di Sant’Antonio di Santadi dove rimarrà fino alla mattinata di martedì giorno del suo rientro ad Arbus. La sagra antichissima affonda le proprie radici e origini nelle fatiche contadine del XVII secolo. Risalgono infatti al 1694 come testimoniato da un documento presente nell’archivio parrocchiale di San Sebastiano la prima processione che tra le più lunghe d’Europa e in Sardegna seconda solo a Sant’Efisio, portò per la prima volta il simulacro del Santo da Arbus al borgo di Sant’Antonio di Santadi dov’è presente l’antichissima chiesetta a lui dedicata. Chiesetta risalente alla prima metà del XVII secolo ma rifatta in modo non restaurativo e riconsacrata il 18 giugno del 1950 dopo che un anno prima veniva demolito il “grande e sinuoso campanile a vela a luce arcuata”, un autentico capolavoro ormai immortalato solo in immagini e foto d’epoca. Tra le sagre presenti in Sardegna Sant’Antonio viene collocata al terzo posto immediatamente dopo Sant’Efisio, che risale al 1657 e Sant’Antioco le cui celebrazioni al Santo martire patrono della Sardegna sembrerebbero risalire al 1519. E oggi, come tre secoli fa, questa festa di antiche origini rimane nelle sue caratteristiche peculiari praticamente immutata: quattro giorni all’insegna della devozione e del divertimento dove i riti religiosi e riti civili mantenendo intatte le loro tradizioni continuano a regalare fascino, emozioni e colori. L'intero articolo con ulteriori approfondimenti e servizi potrà essere letto nella Gazzetta del Medio Campidano in vendita nelle edicole fino al 15 giugno. ...
Leggi di piùNel Def “Light” approvato dal governo si allontana la riforma delle pensioni
di Mauro Marino* _____________________________ [caption id="attachment_124744" align="alignleft" width="198"] Mauro Marino[/caption] Qualche giorno fa il Consiglio dei Ministri ha approvato il DEF che rappresenta il principale strumento della programmazione economico/finanziaria in Italia e quello che indica le strategie economiche e di finanza pubblica per i tre anni successivi, ma in questa occasione un po’ a sorpresa il Governo si è limitato ad indicare solamente i dati contabili tendenziali senza le indicazioni di quelli che sono gli intendimenti del Governo e le eventuali riforme previste nei prossimi anni. Questo singolare modo di procedere che viene attuato, in rarissimi casi, in prossimità di elezioni politiche nazionali per permettere ai nuovi Governi di decidere autonomamente le traiettorie programmatiche è stato giustificato dal fatto che il patto fiscale di medio termine sulle nuove regole inserite nel Patto di Stabilità in ambito europeo, pur se già decise, devono ancora essere definitivamente approvate dall’Unione e mancano di conseguenza le indicazioni operative. Le forze di opposizione, invece, affermano che in un quadro economicamente poco roseo a causa dei costi elevatissimi per sostenere la guerra in Ucraina e con il conflitto in Medio Oriente dalle conseguenze imprevedibili, e con un PIL che stenta a decollare, non si vuole mettere nero su bianco dati e programmi che potrebbero apparire agli occhi degli elettori politicamente impopolari. Quella che è stata presentata, in pratica, è la riproposizione, aggiornata, della Nadef di settembre 2023 con le minime variazioni che riguardano il PIL che dovrebbe aumentare in questo 2024 dell’1% (0,2% in meno rispetto a settembre 2023) e che si prevede sarà all’1,2% nel 2025 e all’1,1% nel 2026. Per quanto riguarda il rapporto debito/PIL questo sarà del 137,8% quest’anno (era al 137,3% nel settembre 2023) per poi aumentare al 138,9% nel 2025 e al 139,8% nel 2026. Infine, l’indebitamento netto che sarà al 4,3% del PIL quest’anno e si ridurrà al 3,7% nel 2025 e al 3% nel 2026. Questi dati per nulla confortanti determinano un debito pubblico complessivo che quest’anno è previsto in 2.981 miliardi di euro che sfonderanno nel 2025 la soglia psicologica di 3.000 miliardi arrivando a 3.110 fino ad arrivare nel 2026 alla cifra “monstre” di 3.224 miliardi e che poi dovrebbe, finalmente, dal 2027 iniziare una traiettoria discendente. Le uniche buone notizie, illustrate in conferenza stampa dal Ministro del MEF Giorgetti sono che all’attualità, non sono previste manovre aggiuntive per sistemare i conti economici e che il Governo farà di tutto per trovare anche nell’anno 2025 i fondi per confermare il cuneo fiscale che ha consentito ad un gran numero di italiani di ottenere un piccolo incremento mensile del proprio reddito. In questo quadro molto poco edificante dal punto di vista economico quello che si può affermare con assoluta certezza è che ...
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