Pabillonis, convocazione del consiglio comunale in videoconferenza per il 17 novembre

di Dario Frau _________________________ Il sindaco Riccardo Sanna ha convocato il Consiglio Comunale in seduta straordinaria, in videoconferenza, per mercoledì 17 novembre, alle 19 nel palazzo Liberty dell’ex municipio, per la trattazione del seguente ordine del giorno: Ratifica Deliberazione G.C. N. 78/2021. Variazione d'urgenza al bilancio di previsione finanziario 2021/2023; Bilancio di previsione 2021/2023. Variazione al bilancio di previsione finanziario 2021/2023; Documento unico di programmazione semplificato (DUPS) - Periodo 2022/2024; Modifiche allo Statuto Comunale; Regolamento comunale del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. Modifiche.   ...

“Su predi sconcau”: tra storia e leggenda

di Mario Pusceddu _________________ Ve la racconto così come la ricordo: senza garantire che sia verità ciò che a me raccontò il tizio quella sera. Correva l’anno 1958. A quei tempi lavoravo per conto di una impresa edile di Guspini al restauro interno della caserma dei carabinieri di Arbus posta in via Senatore Garau. Il capomastro, un certo “Boiccu”, guspinese, ci comunicò che a fine giornata potevano scendere a Guspini a casa dell’impresario per, “forse”,  riscuotere  la quindicina. Spesso Il viaggio era inutile o tornavamo semplicemente con un piccolo acconto. Anche quel giorno fu così . Alcune volte prendevamo a noleggio una bicicletta da Tziu Gildu Pruna (personaggio conosciutissimo ad Arbus negli anni 60/70, proprietario dell’omonimo cinema e di numerose biciclette che affidava in noleggio) ma il più delle volte per risparmiare le 100 lire del noleggio preferivamo raggiugere Guspini a piedi passando de “su mori de Luzifuru”. Era un gelido sabato sera di fine febbraio 1958. Alle sei di sera io ed un altro compagno di lavoro del quale non ricordo il nome (altri due preferirono raggiungere Guspini in bicicletta)  raggiungemmo Genne ‘e Frongia. Era quasi buio e facemmo il sentiero che porta a Guspini con una certa fretta. Dall’impresario riuscimmo a ottenere appena qualche migliaio di  lire d’acconto: “Itta sabudu tristu po su maistu chi no proidi schistu” (che sabato triste per il maestro a cui davano i soldi della paga settimanale), commentammo con la solita ironia.  Subito dopo, con l’intento di arrivare a casa intorno alle nove per l’ora di cena, riprendemmo il sentiero de “su mori” dove di sicuro ci saremo fermati a “sa mitza”  a bere un po’ d’acqua fresca. Io avevo in tasca  una piccola pila tascabile che accendevo solo nel buio più pesto utile sicuramente nel percorrere un tratto così accidentato. «Speriamo di non trovare “su predi sconcau”» - disse evidenziando una certa paura il mio compagno. «Magari lo trovassimo - risposi io quasi con aria di sfida - così ci faremmo dire dove nasconde il suo tesoro». Con passo svelto  riprendemmo il cammino e giunti in prossimità de “sa mitza” vidi una lucina. «Tò c’è qualcuno - dissi io - speriamo  sia il prete e ci dia un po’ del suo tesoro». Mi girai per vedere il mio compagno ma lui, confessando la sua paura, disse che preferiva tornare indietro verso  Guspini per poi risalire ad Arbus attraverso la statale  con la speranza e magari  un po’ di fortuna potesse trovare un  passaggio in auto , cosa molto improbabile vista la scarsità in quei tempi di auto in circolazione. «Ma tu sei scemo - gli dissi- siamo quasi a Genn’e Frongia, in questa maniera a casa non arrivi neppure per la mezzanotte». Consiglio del tutto inutile dal momento che con il cuore in gola in tutta fretta il mio compagno di avventura (o sventura) cambiò direzione e a rotta di collo si diresse nuovamente verso Guspini. Rimasi solo. Devo ...

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