Coronavirus in Sardegna: trecentododici nuovi contagiati e un decesso

In Sardegna si registrano oggi 312 ulteriori casi confermati di positività al COVID, sulla base di 2917 persone testate. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 21, (+ 2 rispetto a ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 94, (+ 7 rispetto a ieri). 6183 sono i casi di isolamento domiciliare (+183 rispetto a ieri). Si registra il decesso di un uomo di 90 anni, residente nella Città Metropolitana di Cagliari. ...

Villanovaforru, le scoperte negli scavi archeologici di "Pinn'e Maiolu"

di Sara Serpi ____________________________ Pinn’e Maiolu ha tolto quei veli che per millenni hanno tenuto celato un insediamento umano molto particolare e inusuale. Venerdì 30 luglio, su iniziativa dell’amministrazione Comunale e per volontà del direttore degli scavi e della responsabile della Sovrintendenza, si è voluto condividere con la cittadinanza il risultato degli scavi. Sono stati tre turni di visita, il primo dei quali sotto il sole cocente di luglio; il sole e il caldo non sono stati i protagonisti scomodi della serata, non hanno distolto l’attenzione dalle parole di Giacomo Paglietti e di Gianfranca Salis, rispettivamente direttore degli scavi e responsabile della Sovrintendenza. Le loro parole e la visione degli ambienti riportati alla luce hanno permesso di immaginare un particolare spaccato di vita urbana (per quanto potesse parlarsi di Urbe tremila anni fa) su questa collina. Il sito orientativamente è datato intorno al 1000 avanti Cristo, o come dicono gli esperti, nell’età del I° Ferro, anche se solo le accurate analisi scientifiche renderanno più precisa la datazione. Quelle che per i profani sono solo pietre, a volte piatte, spesso grosse, a volte squadrate, sono diventate strade lastricate, gradini, muri; abbiamo individuato tra queste pietre focolari e bacili, una grande giara ancora integra sebbene senza fondo, ed uno splendido e raro sistema di canalizzazione. Le “canale”, come le ha chiamate la dott.ssa Salis, ma soprattutto la struttura e la morfologia del sito, hanno davvero lasciato senza parola i convenuti. I vani circolari appaiono addossati gli uni agli altri, quasi a proteggersi a vicenda da eventi di scivolamento e crollo; il vano frontale è risultato deturpato da un incauto intervento civile da tanti anni fa. Occorre infatti dire che Pinn’e Maiolu ricade all’interno del perimetro di una lottizzazione privata, area destinata quindi alla realizzazione di costruzioni per abitazioni civili; fu proprio in occasione dello sbancamento della collina che ci si ritrovò davanti ad elementi che, senza dubbio, avrebbero condotto alla scoperta di un importante area archeologica. Per la morfologia del terreno le costruzioni sono addossate al crinale della collina, gli ambienti, le strade lastricate sono realizzate su più livelli, quasi a gradoni. Chissà quale spettacolo poteva apparire a chi, alzando lo sguardo verso l’alto, vedeva la collina occupata da piccole e grandi costruzioni in miratura unite da strade e scalini, e tanta acqua che scendeva a valle. Non si hanno ancora elementi per capire a cosa servisse tanta acqua, ancora lontani dall’ipotizzare un utilizzo rituale del sito, più propensi ad immaginarlo come agglomerato sociale. Però la domanda ricorrente è: “perché tanto lavoro per incanalare l’acqua? Perché costruire con tale pendenza?” Tanta parte del sito è tutt’ora da indagare e chissà se in cima alla collina non possa trovarsi ancora celato un più antico n ...

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