Famiglie “allargate” da emozioni

di Alice Bandino* ____________________________ Ciclicamente si sente il bisogno di dibattere sul significato strutturale di famiglia, sulla difesa della sua natura univoca che corrisponde per molti con quella della famiglia tradizionale, ovvero quella formata da genitori e figli; quella che a un certo punto della storia delle Società (dal ‘700 in poi) ha iniziato a intendere le famiglie come “nucleari” o “urbane” definendole nuclei a sè, differenziandole da quelle rurali, numerose, affiatate e affiliate, definite “complesse”o “estese” nelle loro dinamiche abitative, relazionali e economiche. Fino ad allora la famiglia corrispondeva a una sorta di “azienda”, dove il fine ultimo era quello di vivere in funzione del prosperare di questa azienda, aumentando i confini, combinando alleanze, unioni e discendenze non tanto in base alle emozioni dei componenti, quanto al mantenimento dei beni della famiglia, sempre con un occhio di riguardo al giudizio del capo-famiglia di turno, cui spettava l’ultima parola decisionale per tutto. Più una famiglia era vasta, più il singolo poteva essere protetto e sostenuto (se sottostava alle regole interne della propria famiglia), mentre con l’evoluzione industriale spettava al pubblico o alle associazioni operaie o professionali occuparsi dei diritti e della salute della famiglia. Ad oggi sono soprattutto le correnti più conservatrici a puntare il dito contro il diffondersi di nuovi tipi di famiglia forzando giudizi, stereotipi e discriminazioni per convincere l’opinione pubblica che tutti i problemi sociali divengono dalla crisi della famiglia tradizionale e non il contrario, come sostenuto dalla parte più liberale e tollerante della nostra politica per i quali le nuove tipologie familiari rispecchiano i nuovi bisogni societari. In Sardegna ( come in molte Regioni del Centro-Sud in realtà) fino ancora al 1950 (e oltre), la famiglia patriarcale racchiudeva almeno tre generazioni (genitori, figli e nonni) sotto lo stesso tetto, e talvolta più di un’unità coniugale, spesso arricchita dalla presenza del personale lavorativo senza vincolo di parentela (personale di servizio, braccianti, balie ecc); solo dal 1970 con l’introduzione legale del divorzio, possiamo riallineare temporalmente l’Italia al resto dell’Europa in fatto di nuove tipologie di famiglia. Ma oggi cosa si intende per famiglie allargate? Chi sono i componenti? Per definirle si usano anche  termini come famiglia ricomposte o ricostituita, ovvero nata da due nuclei “monchi” cioè nuclei faniliari precedenti che hanno subìto una separazione, un divorzio, una vedovanza o semplicemente nate monogenitoriali; famiglie che si sviluppano quindi in forma orizzontale e non verticale (come quando si viveva tra nonni, genitori e figli) e che si uniscono per amore in un’unica famiglia, non per forza sotto lo stesso tetto, in maniera più fluida, in base all’età dei figli presenti, ai rapporti tra essi e gli ad ...

San Gavino: intitolazione della Biblioteca a Faustino Onnis

di Lorenzo Argiolas ________________________ Si terrà venerdì 5 agosto l’intitolazione della Biblioteca di San Gavino Monreale a Faustino Onnis. Il 26 febbraio scorso la Giunta Comunale di San Gavino aveva deliberato l’intestazione all’illustre poeta campidanese. La serata, a cura dell’assessorato alla cultura, in collaborazione con la Fondazione Faustino Onnis e la Pro Loco di San Gavino, vedrà gli interventi del sindaco Carlo Tomasi, dell’assessora alla Cultura Silvia Mamusa, della giornalista Manuela Ennas e della presidente della Fondazione Faustino Onnis, Luciana Onnis. Per l’occasione verrà presentato il filmato “Contus de bidda mia, arregordendi a Tziu Faustinu” a cura di Manuela Ennas. Il progetto è stato realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna. L’appuntamento è per venerdì 5 agosto alle  18 nei locali della Biblioteca Multimediale in Via Leonardo.   ...

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