Torre dei Corsari - Sabbie d’Oro - Pistis : in spiaggia con il Fratino, individuata dalla LIPU l’area di nidificazione e tutela
di Gianni Vacca __________________ Piccolo, tozzo con una testolina tonda e un becco sottile: breve identikit del fratino che dopo l’operazione della LIPU di qualche giorno fa è da considerare a pieno titolo “parte integrande della fauna che popola lo straordinario ecosistema dell’arburese sia esso il litorale, le zone umide o tratti del selvaggio entroterra. Avvistare un fratino la cui popolazione è quasi in via di estinzione è un buon segno, significa trovarsi in un ambiente in buona salute : accoglierlo, individuarne l’area di nidificazione e tutela può rappresentare dunque per la straordinaria area che da Torre dei Corsari passando per Sabbie d’Oro arriva fino a Pistis un ulteriore valore aggiunto. “Importante operazione della LIPU, venerdì pomeriggio sul litorale tra Pistis e Torre dei Corsari, nell’ambito delle attività che l'associazione porta avanti in collaborazione con l'Agenzia FORESTAS, a tutela del Fratino. Questo piccolo uccello, specie simbolo dei litorali, nidifica con circa sei coppie nella parte alta della grande spiaggia, in località Sabbie d'Oro. La LIPU e l’Agenzia Forestas con il fattivo supporto dell'Assessore all'Ambiente del Comune di Arbus Simone Murtas, per evitare che i nidi possano venire distrutti o i piccoli minacciati dalla presenza di cani lasciati liberi dai proprietari, hanno posizionato una serie di cartelli informativi nell'area di nidificazione. [caption id="attachment_86635" align="alignnone" width="970"] Il Fratino, foto Roberto Sauli[/caption] I cartelli riportano brevi notizie sul fratino e alcune avvertenze sulle cause che possono comprometterne la nidificazione. Oltre a questa iniziativa, in collaborazione con il CEAS Zampa Verde di Ingurtosu, nella giornata di domenica 30 Maggio, verranno distribuiti presso il pozzo Gal di Ingurtosu, delle brochure recanti informazioni più complete. Le stesse, con locandine in lingua inglese, saranno a disposizione dei turisti nei chioschi e nelle attività ricettive della zona. Si rimarca che tutte le popolazioni europee di questa specie sono in declino negli ultimi decenni e che dal 2005 la specie è tutelata dalla Comunità Europea che l'ha inserita nell’Allegato 1 della Direttiva “Uccelli” come “specie di interesse comunitario”. In Italia la popolazione nidificante è in forte calo e la specie è considerata in pericolo (endangered) di estinzione e in cattivo stato di conservazione. Rilevante il supporto del Corpo Forestale della stazione di Guspini che si occupa della sorveglianza e monitoraggio dell’area e ricorda che ai sensi dall'Art. 62 della L.R. n. 23 è vietato il disturbo della fauna selvatica in periodo di nidificazione. Si raccomanda quindi di: non avvicinarsi all'areale di nidificazione per non schiacciare le uova o i piccoli, evitare di disturbare i fratini che si spostano sull'arenile, non alterare lo stato della spiaggia spostando detriti o rami secchi che vengono utilizzati dal fratino come riparo, no ...
Leggi di piùMarmilla, nelle aree individuate per le scorie radioattive ci si ammala e si muore per tumore ben oltre la media sarda
di Simone Muscas ______________________ In alcune aree della Marmilla il tasso di mortalità dovuto allo sviluppo di gravi malattie mostra numeri superiori sino al settanta per cento rispetto alla media regionale. È quanto emerso dall’ultimo rapporto consultivo con l’OMS pubblicato dall'Isde, l'Associazione nazionale dei medici per l'ambiente, che ha analizzato più a fondo lo stato di salute delle aree individuate dalla Sogin come siti idonei allo stoccaggio delle scorie radioattive. «Il rapporto - spiega il presidente regionale dell'Isde, Domenico Scanu - è uno studio epidemiologico che prende in considerazione il periodo 2012-2017 ed è stato redatto col fine di approfondire alcuni aspetti sullo stato salute delle persone che abitano in quei luoghi in relazione a quanto atteso dal riferimento regionale. I dati più eclatanti sono tre. In primis quello che riguarda l’area dei comuni di Villamar, Pauli Arbarei e Las Plassas dove si registra un tasso di mortalità a causa di patologie tumorali superiore al trentaquattro per cento rispetto alla media in Sardegna. Se le osservazioni si spostano poi nel territorio Villamar-Segariu, altra zona individuata dalla Sogin, i numeri si fanno ancora più preoccupanti: in quella zona statisticamente si muore per tumore con una percentuale del quarantatré per cento in più rispetto alla media sarda. Infine, quanto alla mortalità dovuta alle sole malattie respiratorie, si osserva come nel territorio Villamar-Segariu si abbia una mortalità femminile più alta addirittura del settantasette per cento. Numeri preoccupanti che bisognerebbe leggere con attenzione: «L’Isde - spiega Domenico Scanu - si è stufata di sentir parlare di inquinamento in modo astratto. Il nostro ruolo, in tal senso, è quello di dare chiavi di lettura più approfondite in modo che, proprio partendo dalle considerazioni sullo stato di salute delle popolazioni, la sfera politica abbia più strumenti e conoscenze per intraprendere azioni concrete quali la prevenzione primaria e secondaria o proporre nuovi studi scientifici che permettano di analizzare meglio le cause che portano a criticità come quelle riscontrate in questo rapporto». Palla ora alle alte sfere della politica: infatti, proprio in questo giorni, nelle aule del Parlamento italiano si sta discutendo sui progetti del Recovery Plan (che a breve dovranno essere presentati dall’Italia all’Unione Europea per spendere i 209 miliardi di euro concessi allo Stato) visto che i criteri di assegnazione dei fondi offrono maggiori premialità a quei programmi che contemplano azioni di sostenibilità ambientale. Anche la Sogin sarà chiamata a un parere: gli indicatori infatti mostrano palesemente come lo stato di salute delle popolazioni locali non sia certo quello atteso da un territorio tutt’altro che industrializzato o ad alto inquinamento. Per i cittadini, infine, un motivo in più per affermare come la conversione della Marmilla da antico granaio romano e terra di ...
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