Oristano: "furbetti del vaccino", la procura indaga per ipotesi abuso d'ufficio e peculato
Quindici persone, tra medici e infermieri, operativi nel Punto Vaccinale di Oristano, sono accusati di aver somministrato il vaccino a propri familiari non rientranti tra le categorie previste. Le irregolarità riscontrate dai carabinieri hanno portato all’emissione degli avvisi di garanzia con le ipotesi di reato di peculato e abuso d’ufficio emessi dalla Procura di Oristano. A questi provvedimenti potrebbero seguirne altri riguardanti soggetti di altre categorie che avrebbero ottenuto la vaccinazione non rispettando le disposizioni. ...
Leggi di piùMiniera di Montevecchio: lo sciopero del 1961 raccontato dai protagonisti
di Maurizio Onidi _____________________________ [caption id="attachment_84812" align="aligncenter" width="698"] La cittadinanza festeggia la fine dello sciopero[/caption] Scrivere quest'articolo in occasione del sessantesimo anniversario dello sciopero dei minatori che nel 1961 occuparono le miniere di Montevecchio, mi trova nella doppia veste di intervistatore e intervistato, figlio di armatore (di miniera), come vedremo nel proseguo dell'articolo. All'alba della domenica di Pasqua del 2 aprile del 1961, le campane della chiesa di San Nicolò suonarono a distesa. Annunciavano la risurrezione del Cristo e la fine dell'occupazione della miniera da parte dei minatori che per diciassette giorni erano rimasti nelle viscere della terra per difendere i loro diritti. Trecento operai che occuparono tutti e sei cantieri da levante a ponente: Mezzena, Piccalinna, S.Antonio, Sanna, Telle e Casargiu. Anche un fratello di mia madre faceva parte del gruppo dei trecento minatori che avevano occupato le miniere di Montevecchio. Nelle famiglie dei paesi interessati dallo sciopero si preannunciava nonostante la festività pasquale una giornata triste e di preoccupazione. Niente lasciava presagire come si sarebbe evoluta la giornata. Con mia madre andai alla prima messa perché dovevo fare il chierichetto. Durante la funzione religiosa mi si avvicinò Peppe Dessì, il sacrestano, dicendomi all'orecchio di avvisare il celebrante che stavano arrivando a Guspini i minatori perché lo sciopero ero finito, cosa che feci immediatamente. Il sacerdote si rivolse ai fedeli annunciando la bella notizia e ne seguì un fuggi fuggi generale verso il sagrato. Io stesso corsi fuori ancora vestito da chierichetto e proprio in quel momento il gruppo dei minatori transitava di fronte al monumento ai caduti e potei riconoscere subito mio zio in prima fila. In quei diciassette giorni ci fu una mobilitazione generale del paese. Ricordo la raccolta di viveri, le donne che in una casa di via Carducci preparavano il mangiare per i minatori, l'elicottero e le forze dell'ordine che presidiavano le strade che portavano a Montevecchio. Cortei di protesta della popolazione e l'esperienza dell'odore acre dei lacrimogeni sparati dalla polizia per disperdere i manifestanti, prevalentemente donne e bambini e poi finalmente la grande festa. Sono ricordi indelebili registrati nella mente di un ragazzo e rielaborati da adulto in tutta la loro ampiezza e valore storico come e testimonianze che riportiamo di seguito. [caption id="attachment_84813" align="alignleft" width="387"] Efisio Loi[/caption] Efisio Loi, classe 1931, cantiere Casargiu “Già dai primi di marzo si sentiva qualche voce di riunioni segrete da parte di alcuni operai e attivisti sindacali” Quando ha iniziato il suo lavoro nelle miniere di Montevecchio e quali erano le sue mansioni? «Sono stato assunto il 7 luglio del 1951 e sono stato collocato a riposo il 31 dicembre del 1981. Nel corso di Q ...
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