I comitati per i festeggiamenti
di Francesco Diana Dopo i festeggiamenti promossi in occasione delle festività religiose, capita spesso di trovarsi al centro di discussioni riguardanti la costituzione, il comportamento e le prerogative dei comitati organizzatori dei festeggiamenti. Particolare animosità accade principalmente nei riguardi della destinazione degli eventuali residui di cassa, qualche volta incautamente trattenuti dal comitato uscente fino al compimento del ciclo che lo riporterà in carica negli anni successivi. Per quanto sopra, sentiamo anche noi il dovere di dare un modesto contributo alla discussione, citando alcune norme di nostra conoscenza, che differenziano i comitati preposti per l’organizzazione dei festeggiamenti in occasione di festività religiose, disciplinati a norma del Diritto Canonico, da quelli che, invece, sono incaricati della raccolta di fondi da destinare allo svolgimento di manifestazioni di carattere civile quali, ad esempio, mostre e festeggiamenti vari, disciplinati dal Codice Civile. Prima di addentrarci nell’accennata differenziazione, riteniamo opportuno richiamare alcuni avvenimenti storici, la cui conoscenza consentirà di comprendere meglio le finalità di ciascuna delle citate norme. Il primo documento storico che, segnatamente in ordine cronologico intendiamo richiamare, è il così detto “Concordato”, ossia gli accordi fra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, concretati attraverso i conosciutissimi “Patti Lateranensi”. I Patti Lateranensi, sottoscritti a Roma l’11 febbraio del 1929 e rettificati in parte il 29 marzo 1985, in virtù degli accordi di Palazzo Madama sottoscritti il dall’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi, in qualità di rappresentante dello Stato italiano, e dal Cardinale Agostino Casaroli, in rappresentanza dello Stato Vaticano o “Santa Sede”, sancivano la sovranità di ciascuno Stato e la loro totale indipendenza. In tempi successivi fu promulgata la Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948 che, all’art.7 dei Principi Fondamentali, recita testualmente: “Lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle parti, non richiedono provvedimenti di revisione costituzionale”. In virtù di tale “Patto” e nel rispetto dei principi fondamentali della “Costituzione Repubblicana”, quindi, ciascuno dei due Stati: Italia e Vaticano, possono legiferare liberamente nell’ambito delle specifiche competenze, senza vincolo alcuno; lo Stato Italiano attraverso in propri Codici, quello Vaticano mediante il Codice di Diritto Canonico. Tutto ciò premesso, entrando nello specifico, come prima cosa focalizzeremo la nostra attenzione sulle norme che regolano la costituzione e l’attività dei Comitati incaricati dell’organizzazione dei festeggiamenti in occasione delle festività religiose, che cost ...
Leggi di piùDiciott'anni di sacerdozio per don Giovanni Cuccu: per lui gli applausi dei parrocchiani
Diciotto anni di sacerdozio per don Giovanni Cuccu, parroco della chiesa Santa Barbara di Villacidro. Nato a Sardara l’11 settembre 1974, è stato ordinato sacerdote ad Ales il 30 giugno 2001. Esattamente 18 anni dopo, domenica scorsa, per lui sono arrivati affetto e applausi dai parrocchiani durante la messa. Don Giovanni, ha trascorso più della metà dei suoi anni di sacerdozio a Villacidro, come lui stesso ha ricordato con un cenno di sorriso durante l’omelia. Ha mosso i primi passi del suo mandato nella parrocchia Santa Barbara dove è tornato nel 2015. Ma tanti lo ricordano animatore tra gli animatori dell’oratorio, impegnato nella difficile pastorale giovanile, nelle iniziative interparrocchiali, nella catechesi dei piccoli e nell’organizzazione dei campiscuola estivi per adolescenti e giovani. Don Giovanni, attento e disponibile all’ascolto, è stato sempre al fianco non solo dei giovanissimi, ma delle famiglie, degli anziani e dei malati ed emarginati. Ha portato gioia e conforto ai parrocchiani e oggi la comunità lo ringrazia per il suo operato e per la sua guida preziosa nel cammino di fede. Don Giovanni è anche economo diocesano e collaboratore del servizio per la pastorale giovanile e del centro diocesano vocazioni. Ai fedeli ha chiesto di sostenere il suo ministero con la preghiera affinché possa testimoniare Cristo nella sua comunità come buon Pastore. Stefania Pusceddu ...
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