Al via la potatura degli alberi in Piazza Porta Nuova
Interventi di restyling nel cuore del paese. Al via la potatura degli alberi della centralissima piazza Porta Nuova: gli operai sono già al lavoro. Novità in vista anche sui marcipiedi con un investimento di 120 mila euro. Saranno affrontate le criticità attuali in via Carlo Felice, via Rinascita, via Sassari e via Bologna. (step) ...
Leggi di piùPensiero intrigante: come utilizzare i terreni abbandonati
Navigando fra le pagine di storia riguardanti la nostra Sardegna, l’attenzione cade su eventi che abbiamo dimenticato ma che, in qualche modo, potrebbero avere attinenza con la realtà attuale. Restringendo l’osservazione al campo dell’agricoltura, capita di soffermarsi su termini quali Ademprivio e Cussorgia, che riguardavano i rapporti fra l’uomo e la terra all’epoca immediatamente precedente all’emanazione dell’Editto delle Chiudende. L’ADEMPRIVIO, indicava il diritto di sfruttamento comunitario delle terre pubbliche da parte dei cittadini; tale diritto poteva essere esercitato unicamente all’interno della propria sede di residenza (Villa, poi Villaggio, poi Comune). Considerato il carattere comunitario del diritto, lo sfruttamento delle terre pubbliche non poteva che essere assimilata a una forma di agricoltura così detta “di rapina”, in altre parole l’utilizzazione diretta di quanto prodotto dalla natura senza alcun intervento da parte dell’uomo. Le terre pubbliche, infatti, erano utilizzate quasi esclusivamente attraverso il pascolo brado, il legnatico, il ghiandatico e quant’altro, prodotti spontaneamente dalla natura. Tale forma di sfruttamento collettivo delle terre pubbliche fu individuata come causa principale del degrado socio-economico delle popolazioni dell’interno; per questa ragione si ritenne indispensabile giungere a un radicale mutamento del rapporto uomo-terra, incentivando le prime forme di proprietà privata allo scopo di consentire l’intervento diretto dell’uomo sulla terra; ciò nell’intento di giungere a forme di agricoltura più progredita, capaci di elevare le condizioni socio-economiche delle popolazioni rurali. A onor del vero l’Editto delle Chiudende che, dando a ciascun cittadino la possibilità di recintarsi un pezzo di terra su cui esercitare la propria attività, avrebbe dovuto favorire la costituzione della proprietà privata, si rivelò, in effetti, uno strumento in favore dei ricchi, dal momento che i piccoli proprietari furono ben presto costretto a cedere i propri terreni ai ricchi, andando così ad incrementare il latifondo. La Cussorgia, invece, indicava lo sfruttamento di terre, in genere pubbliche ma anche private, da parte di un singolo cittadino anche al di fuori della propria sede di residenza, che poteva essere tramandato da padre in figlio. Ovviamente, nel caso di sfruttamento di terre private (specie Baronali) era dovuto un canone d’affitto in favore del proprietario. Secondo alcuni studiosi, la Cussorgia sarebbe derivata direttamente dall’Ademprivio. Ciò giacché alcune famiglie di Adempriviri, anziché esercitare il diritto comunitario su tutto il territorio pubblico, privilegiarono in modo specifico alcune aree pubbliche, creando delle piccole aziende che in molti casi portarono alla costituzione di nuovi nuclei abitati. Saltando a piè pari alcuni secoli e rapportandoci ai giorni nostri, assistiamo a un fenomeno che in qualche modo potreb ...
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